Oggi:

2022-12-02 05:09

Le ASL Tornano a Governare l’Ambiente?

SORPRESE DEL PNRR

di: 
Giovanni Barca

Nasce il SNPS. Strumento di coordinamento dei servizi di prevenzione delle ASL o primo tassello per un radicale cambiamento dell’assetto istituzionale delle Autorità Ambientali? Un memorandum per il Governo che verrà, per il nuovo Parlamento, per le Regioni e i Comuni.

Il Decreto legge 30/04/2022 n° 36, di attuazione del PNNR, all’articolo 27, contiene l’istituzione del SNPS (Sistema Nazionale Prevenzione e Salute dai rischi ambientali e climatici), già previsto nell’originale stesura del PNRR alla Missione 6 – Salute, a cura del secondo governo Conte, con una previsione di spesa nelle diverse annualità pari a 900 milioni.

Ne avevamo parlato su Astrolabio a febbraio 2021 mettendo in evidenza la necessità di seguire e monitorare adeguatamente il processo di “messa a terra” di quel 37% delle risorse messe a disposizione per l’ambiente dallo stesso PNRR, per non correre il rischio di creare doppioni istituzionali del Sistema Nazionale di Protezione Ambientale inutili o, peggio, dannosi. Nel giugno 2021, Astrolabio aveva inoltre rilanciato una lettera dei vertici del SNPA nella quale si evidenziava che nell’intero PNRR non c’era una riga sul rafforzamento delle Agenzie Ambientali mentre si proponeva l’istituzione e il finanziamento di un nuovo soggetto quale il SNPS. I vertici del SNPA inoltre denunciavano che l’intero sistema, se non fosse stato adeguatamente finanziato, era in difficoltà persino ad ottemperare agli ordinari compiti cui è preposto.

In estrema sintesi, la nuova legge si pone l’obiettivo di migliorare e armonizzare le politiche del Servizio Sanitario Nazionale per la prevenzione di malattie anche trasmissibili, secondo l’applicazione dell’approccio integrato “One-Health” nella sua evoluzione “Planetary Health” integrandosi con il SNPA e, per questi obiettivi, prevede:

1) L’istituzione del SNPS con il compito di:

-  identificare le problematiche sanitarie associate ai rischi ambientali e climatici;     

- favorire l’inclusione della salute nei processi decisionali;

- concorrere alla definizione e implementazione dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) assicurando coerenza con i LEPTA (Livelli Essenziali di Tutela Ambientale) del SNPA;

- assicurare supporto alle autorità competenti nel settore ambientale in tema di VIS (valutazione impatto sanitario), VIA, VAS e AIA;

2) Il SNPS è composto da: i Dipartimenti di Prevenzione delle ASL, le Regioni (anche con il compito di coordinamento territoriale), gli Istituti Zooprofilattici Sperimentali (IZS), l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e il Ministero della Salute;

3) L’istituzione di una cabina di regia presso la Presidenza del Consiglio dei ministri per definire le modalità d’interazione tra il SNPS e il SNPA composta da: un rappresentante della Presidenza del Consiglio che la presiede, due rappresentanti del SNPS, due rappresentanti del MITE (uno dei quali del SNPA), un rappresentante delle Regioni.

Il Governo Draghi ha solo parzialmente mutato l’originario indirizzo proposto dal secondo Governo Conte recependo (forse per caso o solo per buon senso) taluni suggerimenti nostri e dei vertici del SNPA. Infatti, nella definizione delle norme d’attuazione del PNRR ha superato, per ora, l’ambizione di definire: “un nuovo assetto istituzionale di prevenzione Salute-Ambiente-Clima, secondo l’approccio One-Health” ripiegando su un più pragmatico coordinamento dei servizi di prevenzione delle ASL, tramite il SNPS che, successivamente, si porrà in relazione con il SNPA.

Tuttavia, le questioni di fondo rimangono ancora irrisolte.

L’approccio olistico One Health, è un modello sanitario, non proprio nuovo, basato sull'integrazione di discipline diverse, e si basa sul riconoscimento che la salute umana, la salute animale e la salute dell’ecosistema siano legate indissolubilmente. È riconosciuta ufficialmente dal Ministero della Salute italiano, dalla Commissione Europea e da tutte le organizzazioni internazionali quale strategia rilevante in tutti i settori (medici, veterinari, ambientali, economici sociali etc.) che beneficiano della collaborazione tra diverse discipline.

Ora, inoltre, il campo di studio interdisciplinare chiamato "salute planetaria" (Planetary Health) ha come obiettivo primario quello di comprendere come le attività umane e i cambiamenti climatici minaccino la nostra salute e come proteggere noi stessi e il resto della biosfera. I principi generali che guidano l'idea di “salute del pianeta” sono:

- la salute umana dipenderebbe da "sistemi naturali fiorenti e dalla saggia amministrazione di quei sistemi naturali";

- le attività umane, come la generazione di energia e la produzione di cibo,  avrebbero portato a un sostanziale effetto negativo globale sui sistemi terrestri.

Sono campi di ricerca e integrazione noti, previsti da tempo dalle direttive comunitarie che da sempre tutelano contestualmente l’ambiente e la salute dell’uomo ponendo i due soggetti su un piano paritario. L’assimilazione di tali metodi e contenuti da parte del mondo della sanità, di per sé, è una buona notizia; chi si occupa di ambiente ha spesso invocato prese di posizione da parte del mondo della sanità sui temi più delicati e considerato utile un approccio interdisciplinare. Un rapporto di collaborazione fra le due diverse strutture, tuttavia, non può prevedere che le funzioni di una si sovrappongano all’altra e, soprattutto, che una disponga di risorse e l’altra no.

Ma il PNRR non prevede alcun rafforzamento della struttura del SNPA nonostante il 37% di quanto si dovrà spendere è proprio sull’ambiente. Sembra che alla politica non interessi monitorare e controllare gli effetti degli interventi del PNRR sulle matrici ambientali, né che si preoccupi del monitoraggio e controllo ambientale in generale. Forse è più comodo evocare l’ambiente in modo generico o arbitrario senza doversi confrontare con dati oggettivi e certificati.

Il Decreto di istituzione del SNPS stabilisce che i Servizi di Prevenzione delle ASL, negli atti di programmazione, dovranno implementare la loro attività sui rischi ambientali e climatici con il LEPTA del SNPA. Ma, purtroppo, i LEPTA non esistono (anche se previsti dalla legge sino dal 2016) mentre i LEA ci sono, da tempo.

I Servizi di Prevenzione della Sanità - le cui funzioni, sino ad ora, riguardavano: igiene pubblica e della nutrizione, sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare, educazione e promozione della salute, medicina dello sport, prevenzione e igiene urbana, prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro - d’ora in poi, si occuperanno anche di rischi ambientali e climatici, di VIS, VAS, VIA, AIA.

E, per queste attività, saranno  finanziate.

Quanto all’efficacia di un coordinamento tra SNPA e SNPS, a livello di cabina di regia presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, si possono esprimere molti dubbi. Il coordinamento tra le strutture ambientali e quelle sanitarie, di norma, o avviene sul territorio o non avviene.

Il passaggio delle funzioni ambientali dalla Sanità all’Ambiente è avvenuto con legge 61/1994, (frutto di un referendum promosso dagli Amici della Terra e approvato dall’80% degli elettori), poi aggiornata in Parlamento con legge 132/2016, approvata a larga maggioranza.

Con questo decreto, il SNPA non viene sfiduciato, non mutano le funzioni, ma viene affiancato da un soggetto istituzionale, il SNPS, che tramite i Servizi di Prevenzione delle ASL implementerà la sua attività sulle problematiche sanitarie associate ai rischi ambientali e climatici, si occuperà di VIS, VAS e VIA e predisporrà al Parlamento una relazione annuale sull’implementazione delle proprie funzioni.

Per contro, la legislatura appena conclusa non ha prodotto nessuna misura per implementare i LEPTA ovvero il catalogo delle prestazioni che ogni Agenzia Regionale e l’Ispra sarebbero tenuti a garantire omogeneamente su tutto il territorio nazionale. Tale catalogo dovrebbe esser comprensivo di metodi, tempi e risorse necessarie, per ogni singola prestazione, in tema di monitoraggi, controlli e supporto alle Amministrazioni locali e centrali.

Il costo totale delle Agenzie Regionali e dell’Ispra (SNPA) è di circa 800 milioni ogni anno, circa 13 euro per abitante anno. Si tratta di reperire altrettante risorse per implementare i LEPTA rendendo realmente operativo l’intero sistema di protezione ambientale. È una cifra comunque minore di quella destinata al SNPS secondo le previsioni del PNRR voluto dal governo Conte 2.

Il nuovo Parlamento e il nuovo Governo - ma anche le Regioni e i Comuni - devono essere consapevoli che occorre tornare a prestare attenzione alle istituzioni della governance ambientale. Il rischio non è solo quello di tornare indietro di trent’anni a una struttura sanitaria pigliatutto in termini di risorse e funzioni retribuite.

Il rischio vero è quello di far deperire, fino a perderlo, un patrimonio di capacità e competenze specifiche in campo ambientale, costruito in trent’anni di esperienza grazie – principalmente - alla disponibilità del personale che ci ha creduto, visto che i governi non hanno mai rispettato le promesse di implementazione del sistema.

Al contrario di quanto si proclama, in assenza di queste specifiche competenze - a cominciare da una rete di monitoraggio e controllo ambientale efficiente e omogenea sul territorio nazionale- il paese non sarà in grado di predisporre le misure di adattamento al clima che cambia. E le conseguenze si vedono già.