Oggi:

2022-01-17 22:51

Proposta Forte, Come Fosse l’America

PROGRAMMI DI FORESTAZIONE E TUTELA

di: 
Luca Garibaldi

L’autore, che ha perorato su queste pagine i piani di riforestazione per il clima, avanza ora una proposta molto forte: anche in Italia un grande piano per la tutela del territorio e per il miglioramento dell’ambiente, come negli USA.

Una della più efficaci iniziative realizzate dal New Deal del Presidente americano Franklin Delano Roosevelt per risollevare gli Stati Uniti dalla Grande Depressione fu la creazione, nel marzo 1933, del Civilian Conservation Corps[1] (CCC), un programma statale per i giovani statunitensi. Il programma prevedeva l'impiego di giovani lavoratori in attività di conservazione del patrimonio naturale con il duplice obiettivo di combattere la disoccupazione giovanile e di valorizzare le risorse naturali del paese. Il CCC – che veniva anche chiamato Roosevelt’s Tree Army[2] [L'esercito degli alberi di Roosevelt] - è ancora oggi considerato come il più riuscito programma di conservazione mai sviluppato negli Stati Uniti. Dall'anno della sua fondazione al 1942, nel quadro del CCC furono piantati più di tre miliardi di alberi con i mezzi e le tecnologie disponibili allora, e milioni di giornate di lavoro furono spese in attività di lotta agli incendi boschivi, protezione della fauna selvatica, ripristino dei pascoli, manutenzione del patrimonio idrogeologico, ripopolamento ittico e faunistico.

Il Presidente Joe Biden – un dichiarato ammiratore dell’opera di Roosevelt – ha inserito nell’iniziativa federale Build Back Better Framework[3] [Struttura per ricostruire in un modo migliore] la costituzione del Civilian Climate Corps, una versione aggiornata del CCC rooseveltiano nel quale la seconda C di Conservation è stata sostituita da Climate. Il nuovo CCC intende reclutare oltre 300.000 persone, con diverse competenze e capacità, per lavorare alla conservazione delle aree pubbliche, rafforzare la resilienza al cambiamento climatico con soluzioni naturali attraverso un investimento storico per il ripristino delle coste, la gestione delle foreste e la conservazione del suolo. Al centro di queste attività ci sarà anche il supporto agli agricoltori, allevatori e gestori di foreste per ridurre le loro emissioni e contribuire a catturare il carbonio in modo naturale.

In Italia, nell’ultimo mese abbiamo avuto Halloween, le offerte del Black Friday e alcune avanguardie hanno anche cominciato a mangiare il tacchino ripieno il quarto giovedì di novembre per festeggiare il Thanksgiving Day. Niente di tutto questo appartiene alla nostra cultura che – diciamolo - è un pochino antecedente a quella degli statunitensi. Ma se prendiamo dagli USA tante cose di cui forse non avevamo bisogno, perché invece non copiargli qualche buona idea come quella del Civilian Climate Corps?

Qui non si propone di creare nessun nuovo “Corpo” o struttura gigantica e burocratica ma solamente di programmare e gestire una serie di attività - come la riforestazione, il contrasto al dissesto idrogeologico, il recupero di ecosistemi degradati - già approvate e richieste ai paesi membri dai recenti G20 e COP26 (vedi recente articolo su Astrolabio). La ricerca e l’applicazione di Nature-based solutions viene sempre più vista come una componente fondamentale nella lotta al cambiamento climatico, oltre ovviamente alla riduzione delle emissioni, ma con il vantaggio di apportare anche altri benefici agli ecosistemi naturali. Inoltre, progetti alla maniera del CCC porterebbero anche diretti vantaggi alle persone, producendo occupazione e formazione, in particolare dei giovani.

 

La forza lavoro che ne potrebbe beneficiare.

Oltre al personale qualificato, i progetti richiederebbero anche una consistente mano d’opera. Secondo gli ultimi dati ISTAT[4] di settembre 2021, i disoccupati in Italia sono 2.3 milioni (9.2%) mentre i giovani (15-24 anni) classificati come disoccupati – cioè che hanno effettuato almeno un’azione attiva di ricerca di lavoro nelle ultime quattro settimane - sono il 30% degli attivi e in aumento. Ai 428.000 giovani disoccupati dell’ISTAT vanno però aggiunti altri 2,1 milioni di giovani tra i 15 e i 29 anni che, secondo EUROSTAT[5], non studiano, non lavorano e non sono impegnati in percorsi di formazione, i cosiddetti NEET. Sono il 23,3% del totale, il dato peggiore in Europa, quasi 10 punti sopra la media dell'UE che è del 13,7%.

I percettori del Reddito di cittadinanza sono attualmente 1.109.287[6]. Essi sono tenuti alla sottoscrizione del Patto per il lavoro con le cui regole ricevono offerte di lavoro da privati tramite i Centri per l’Impiego e dai “servizi dei Comuni competenti per il contrasto alla povertà, per stipulare il Patto per l’inclusione sociale, in tutti gli altri casi[7] (formulazione alquanto vaga). Per l’attuazione dei progetti di cui sopra, lo Stato potrebbe richiedere ai percettori del Reddito di cittadinanza di prestare la loro opera e, essendo questi già pagati dallo Stato, il loro utilizzo in queste attività sarebbe a costo zero.

Un altro strumento che si potrebbe potenziare e utilizzare per questo scopo è il Servizio Civile Universale[8] aumentando però sia il numero dei posti disponibili – nel 2021 sono stati banditi 55.793 posti ma le candidature erano più del doppio, 125.286 – sia il rimborso spese che attualmente è intorno ai 450 euro mensili[9].

Infine, ma non ultimi, i lavoratori stranieri. La carente attuazione della legge di regolarizzazione dei lavoratori stranieri voluta dalla ex-ministra Teresa Bellanova è una vergogna nazionale. Secondo gli ultimi dati[10] forniti dalla campagna “Ero straniero”, a fronte di 230.000 domande presentate da maggio 2020 solamente poco più di un terzo delle pratiche è stato finalizzato finora da parte delle prefetture e sono solo circa 38.000 i permessi di soggiorno rilasciati dalle questure a procedimento ultimato. Bisogna anche considerare che una parte significativa dei lavoratori stranieri è impiegata nell’agricoltura e quindi potrebbero essere velocemente formati per riforestazione e lavori simili. Perdipiù, molti di questi lavori si effettuano nelle stagioni opposte a quelle delle grandi raccolte dell’estate e dell’inizio autunno.

Certamente, per reperire la forza lavoro per questi progetti bisognerebbe utilizzare metodi di reclutamento velocizzati (ma questo si sta già facendo in parte per i primi progetti del PNRR) e occorrerebbe non ripetere gli errori e l’approccio assistenzialista applicato per molti anni ai lavoratori forestali nelle regioni meridionali.

 

Come finanziare questo piano.

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza [11](PNRR) ha un intero capitolo dedicato alla “Tutela del territorio e della risorsa idrica”. Il finanziamento totale di questo capitolo M2C4 è di 15,06 miliardi. In aggiunta a una significativa parte di questi fondi, si potrebbero utilizzare anche una porzione dei 6,66 miliardi allocati al capitolo “M5C1 - Politiche per il lavoro”.

L’amministrazione Biden intende destinare come minimo 10 miliardi di dollari per creare e supportare il lavoro del Civilian Climate Corps negli Stati Uniti, un paese con una superfice 32 volte quella dell’Italia e una popolazione di 5,5 volte maggiore. A noi sembra che utilizzando solo il 2-3% (4-6 miliardi di euro) delle risorse totali disponibili tramite il PNRR si potrebbe mettere in opera un grande piano di tutela e miglioramento del territorio e dell’ambiente, con effetti positivi anche per l’occupazione, la formazione dei giovani e la lotta al cambiamento climatico.

 

 


REFERENZE

[1] Civilian Conservation Corps Legacy http://www.ccclegacy.org/CCC_Brief_History.html

[2] The Economist. 2021 Joe Biden wants to revive FDR’s Conservation Corps. Nov 27 2021. https://www.economist.com/united-states/2021/11/27/joe-biden-wants-to-revive-fdrs-conservation-corps?utm_campaign=the-economist-today&utm_medium=newsletter&utm_source=salesforce-marketing-cloud&utm_term=2021-11-26&utm_content=article-link-5&etear=nl_today_5

[3] The White House. 2021. President Biden Announces the Build Back Better Framework. Oct 28 2021. https://www.whitehouse.gov/briefing-room/statements-releases/2021/10/28/president-biden-announces-the-build-back-better-framework/

[4] ISTAT. 2021. Occupati e disoccupati, dati provvisori, settembre 2021. 3 novembre 2021. https://www.istat.it/it/files//2021/11/CS_Occupati-e-disoccupati_SETTEMBRE_2021.pdf

[5] ANSA. 2021. Eurostat, neet Italia salgono al 23,3%, dato più alto in Ue. 14 aprile 2021. https://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2021/04/14/eurostat-neet-italia-salgono-al-233-dato-piu-alto-in-ue_67434a3e-20f5-4a27-9378-8fa56f461a48.html

[6] Conferenza delle regioni e delle province autonome. 2021. Reddito di cittadinanza: Inps, i percettori sono 1.109.287. 26 ottobre 2021. http://www.regioni.it/newsletter/n-4169/del-26-10-2021/reddito-di-cittadinanza-inps-i-percettori-sono-1-109-287-23330/

[7] Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Patto per il lavoro e Patto per l’inclusione sociale. https://www.redditodicittadinanza.gov.it/schede/patti

[8] Presidenza del Consiglio dei Ministri. Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale. https://www.politichegiovanilieserviziocivile.gov.it/

[9] https://it.wikipedia.org/wiki/Servizio_civile_universale

[10] Ero Straniero. 2021. Manovra: salviamo la “sanatoria”. Gli ultimi dati dalle prefetture e tre emendamenti per salvare la regolarizzazione 2020. 25 novembre 2021. https://erostraniero.it/salviamolasanatoria

[11] Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. https://www.governo.it/sites/governo.it/files/PNRR.pdf

[12] Root, T. 2021. 9 questions about the Civilian Climate Corps, answered. The Washington Post. 16 Sept 2021. https://www.washingtonpost.com/climate-solutions/2021/09/16/civilian-climate-corps-explained/