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2021-04-11 12:43

Delocalizzazione della CO2: il Parlamento europeo chiede dazi sulle importazioni

QUEL CHE C'È DA SAPERE

Il 10 marzo 2020 il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione che  propone alla Commissione di introdurre un “Meccanismo di aggiustamento del carbonio alla frontiera” (CBAM - dall’inglese Carbon Border Adjustment Mechanism), ossia un dazio sulle emissioni di CO2 di alcuni beni importati nell’UE da Paesi meno “virtuosi”.

Il testo, approvato con 444 voti favorevoli, 70 contrari e 181 astensioni, sottolinea che tale meccanismo è necessario ai fini di evitare la cosiddetta “fuga di carbonio”, cioè la fuga all’estero delle imprese europee a causa delle politiche climatiche europee più severe.

Il nuovo dazio sulle importazioni non dovrebbe essere usato come strumento per rafforzare il protezionismo, ma per soddisfare gli obiettivi climatici dell’Unione e gli introiti, secondo la proposta dei deputati, dovrebbero sostenere gli obiettivi del Green Deal nel bilancio UE.

Il Meccanismo dovrebbe  coprire, già entro il 2023, tutte le importazioni di prodotti e materie prime previste dall’ETS, iniziando con il settore energetico e i settori industriali ad alta intensità energetica (cemento, acciaio, alluminio, raffinazione del petrolio, carta, vetro, prodotti chimici e fertilizzanti), che rappresentano tutt’ora il 94% delle emissioni industriali nell’UE.