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2020-12-05 15:27

La Guerra Occulta degli Oceani

DEEP SEA MINING – 3

di: 
Giovanni Brussato

Oltre a reperire i minerali indispensabili all’attuazione del Green New Deal e, in generale, alla proliferazione delle fonti rinnovabili elettriche e della mobilità elettrica, lo sfruttamento minerario dei fondali oceanici riveste già oggi i contorni di un’attività strategica per gli arsenali militari. Da una lettura attenta della stampa internazionale l’autore raccoglie gli indizi della nuova tensione fra le grandi potenze.

Li chiameremo metalli tecnologici e li usiamo ogni giorno senza pensare da dove provengano davvero. Sono i fattori abilitanti delle nostre tecnologie digitali, della produzione di energia rinnovabile e dei veicoli a basse emissioni di carbonio come le auto elettriche. Soprattutto costituiscono un componente imprescindibile delle tecnologie militari: dai carri armati Abrams, ai radar, sonar e laser, ai sistemi di guida dei missili balistici, sono nei magneti permanenti dei recentissimi F35. Naturalmente il fatto che questi minerali siano stati considerati critici e strategici ne limita ulteriormente la loro disponibilità ai fini civili. Per raggiungere gli obbiettivi di una decarbonizzazione completa entro il 2050, sulla base di quanto previsto dal Green Deal, sarà necessario estrarre oltre 3,5 miliardi di tonnellate di questi minerali.

La scarsità di minerali e l'aumento dei prezzi dei metalli stanno creando una competizione commerciale e geostrategica tra le nazioni per l'estrazione mineraria oceanica profonda. Si ritiene che gli oceani, che coprono il settanta per cento della nostra superficie terrestre, siano in grado di soddisfare il nostro bisogno di minerali per i prossimi cento anni. Solo nella zona conosciuta come Clarion-Clipperton, o CCZ, una pianura abissale ampia quanto gli Stati Uniti continentali e punteggiata da montagne sottomarine che si estende per 4,5 milioni di chilometri quadrati tra le Hawaii ed il Messico, una stima conservativa valuta in circa 21 miliardi di tonnellate la quantità di metalli disponibili che qui contengono manganese, rame, nichel e cobalto ed altri metalli critici.

Un sottomarino elettrico diesel tipo 039A della marina cinese. Photo: Handout

Una seconda Guerra Fredda?

Non è un segreto che le relazioni tra Cina e Stati Uniti si siano deteriorate e sembra non esserci fine alla guerra commerciale: dalle accuse al gigante cinese delle telecomunicazioni Huawei di essere il cavallo di Troia che consente alla Cina di spiare i paesi che utilizzano la sua tecnologia 5G alla recente legge che impone sanzioni contro individui, banche e imprese cinesi che stanno aiutando la repressione di Hong Kong.

Secondo il report annuale della US-China Economic and Security Commission il governo cinese sta sviluppando una strategia industriale a lungo termine per garantirsi il dominio globale: l'obiettivo finale di Pechino è quello di imporre aziende cinesi al posto di quelle straniere come progettisti e produttori di tecnologie e di prodotti chiave, prima in patria, poi all'estero.

Ma le maggiori preoccupazioni vengono dalle crescenti tensioni nel Mar Cinese Meridionale, dove la Cina mantiene rivendicazioni storiche nonostante i trattati internazionali contrari come la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS) . Le manovre in corso nelle acque al largo della costa meridionale dimostrano che Pechino è disposta a mostrare i muscoli in una regione che considera strategicamente ed economicamente critica e dove ha costruito isole artificiali con strutture portuali, edifici militari e persino piste di atterraggio su di esse. Per contro, il Segretario di Stato Mike Pompeo, ha definito le rivendicazioni territoriali della Cina nel Mar Cinese Meridionale "completamente illegali" e ha promesso il sostegno degli Stati Uniti ai paesi che vogliono sfidare Pechino.  

Forse non è un caso che il Giappone abbia lanciato recentemente una nuova classe di sottomarini d'attacco estremamente evoluti che, utilizzano per primi le tecnologie delle batterie agli ioni di litio. Il “Great Whale" è il primo di almeno tre nuovi sottomarini progettati per mantenere il ruolo di Tokyo negli oceani di fronte ad una marina cinese in crescita. Così come non ha contribuito a diminuire le tensioni la vendita di armi da 1,8 miliardi di dollari da parte degli Stati Uniti a Taiwan, che secondo gli analisti è stata la prima vendita significativa di armi offensive all'isola in più di 40 anni. Il 22 ottobre 2020, i funzionari di Pechino hanno affermato che la vendita viola la sovranità della Cina e che la risposta non si farà attendere.

Secondo Al Jazeera, sfruttando la polarizzazione dell’attenzione globale sulla pandemia, la Cina ha intensificato la repressione delle sue minoranze etniche musulmane, ha rafforzato la presa su Hong Kong, ha aumentato la pressione su Taiwan e sul Canada per la detenzione di un dirigente Huawei, ha intensificato le tensioni nel Mar Cinese meridionale e quelle al confine con l'India ed ha aumentato la sua propaganda contro gli Stati Uniti.

In realtà, secondo l’opinionista di Bloomberg, Niall Ferguson, l’approccio cinese nella politica estera è cambiato da quando, nel 2012, Xi Jinping è diventato segretario generale del Partito comunista cinese. Il presidente Xi si considera il leader che rivendicherà il giusto posto della Cina al centro del potere e della cultura globale, dopo centinaia di anni di emarginazione da parte dell'Occidente. Dichiaratosi Presidente a vita eliminando i limiti di mandato, ha spinto sull’espansione territoriale nel Mar Cinese Meridionale e rafforzato l'Esercito Popolare di Liberazione (PLA) ponendo fine alla linea politica di Deng Xiaoping del “nascondi i tuoi punti di forza ed aspetta il tuo tempo”.

È significativo che Kissinger, l’architetto degli accordi tra Cina e Stati Uniti contro il comunismo sovietico negli anni ’70, abbia recentemente affermato in una intervista rilasciata a Ferguson a Pechino: “Siamo ad un passo da una guerra fredda”.

 

La marina cinese

Wolf Street esaminando i dati del commercio mondiale ha riscontrato delle anomalie nelle importazioni ed esportazioni cinesi nei primi sei mesi dell’anno: le impennate delle importazioni cinesi di rame e minerali di ferro hanno spinto i prezzi di questi metalli a massimi pluriennali e tali aumenti nelle importazioni di materie prime dovrebbero manifestarsi anche come esportazioni, da qualche parte dell'economia cinese. In realtà la domanda estera di beni cinesi si è raffreddata ad esclusione delle esportazioni di materiali antiepidemici. Secondo Bloomberg le esportazioni totali verso gli Stati Uniti sono diminuite dell'1,2%, quelle verso l'India del 51% e quelle del Brasile del 26% a causa dell’impatto nelle economie di quei paesi del COVID-19. Inoltre, riferisce Reuters, con l'arrivo dei mesi estivi caldi e umidi in Cina, molti cantieri rallentavano i lavori, eliminando un fattore chiave del recente rimbalzo del prezzo del rame. Nel contempo, rimanevano deboli gli ordini dall’estero verso la Cina per beni ricchi di rame come i condizionatori d'aria.

Quindi, se le esportazioni cinesi hanno riguardato prevalentemente spedizioni di apparecchiature mediche e non prodotti ricchi di rame e acciaio come ci si aspetterebbe, dove è andato a finire tutto quel rame ed il minerale di ferro? Ovviamente si tratta di una teoria, vista l’opacità delle statistiche del cinese State Reserve Bureau (SRB), ma è ipotizzabile che parte dei materiali venga utilizzato per l’ampliamento dell’arsenale della marina che pattuglia il Mar Cinese Meridionale.

Noto per la sua riservatezza lo State Reserve Bureau (SRB) del governo cinese, responsabile della gestione delle riserve materiali strategiche come i metalli, nella sua storia è stato in grado di svolgere il suo ruolo vitale di accumulare materie prime critiche come il rame in modo discreto e senza attirare molta attenzione al di fuori dei mercati dove effettua gli acquisti.

In poco più di due decenni l'Esercito Popolare di Liberazione ha realizzato una delle più grandi marine del mondo. Secondo un approfondito articolo di Reuters sulla formazione militare cinese, questa, integrata da una forza missilistica che in alcune aree ora surclassa quella americana, ha cambiato i rapporti di forza nel Pacifico. La forza navale in espansione è fondamentale per l'audace tentativo del presidente Xi Jinping di rendere la Cina la potenza militare preminente nella regione: in numeri grezzi, la marina cinese, ora, ha la più grande flotta del mondo.

Gli Stati Uniti hanno importanti interessi strategici in quell’area con basi militari in Giappone, Filippine e Corea del Sud in una regione che costituisce anche una rotta marittima critica: circa mezzo miliardo di persone vive entro100 migliadalla costa del Mar Cinese Meridionale ed il volume delle spedizioni è salito alle stelle. Inoltre, secondo la World Bank, vi sono detenute riserve di petrolio comprovate di almeno 7 miliardi di barili ed oltre 300 trilioni di metri cubi di gas naturale.

Con l'accelerazione della modernizzazione della sua marina, la Cina ha dato un forte impulso allo sviluppo del mezzo subacqueo: il sommergibile Jiaolong è sceso a una profondità di7.062 metri, il sommergibile senza pilota Haidou ha raggiunto i10.888 metrie l'aliante subacqueo Haiyi si immerge fino a6.329 metri. Inoltre, si sta progettando di realizzare entro quest’anno un sommergibile con equipaggio in grado di raggiungere una profondità di oltre10.000 metri.

La conoscenza del mare profondo è importante per le marine che possono raccogliere informazioni sui sottomarini nemici e svolgere le proprie operazioni senza essere visibili. La Marina dell'Esercito Popolare di Liberazione (PLAN) ha costantemente ampliato la sua infrastruttura sottomarina dagli anni '80 per intraprendere missioni di ricognizione ed esplorazione a lungo raggio con questo duplice scopo.

Il monitoraggio degli oceani e dei mari a fini di ricerca scientifica, difesa nazionale o sviluppo commerciale sta diventando sempre più automatizzato mediante l’adozione di veicoli sottomarini senza pilota (UUV) divenuti strumenti chiave nel settore dell'ingegneria offshore, veicoli sommergibili e subacquei in grado di ridurre sostanzialmente i costi e i rischi per gli operatori.

Pechino ha investito in modo sostanziale nella ricerca e sviluppo di diverse classi di sottomarini “tascabili” senza pilota ed alianti, tecnicamente noti come veicoli subacquei autonomi (AUV), per intraprendere attività a lungo raggio e missioni di ricognizione ed esplorazione a profondità fino a5000 m. Nel 2016, l’AUV cinese Qianlong2 ha mappato il fondale oceanico nell'Oceano Indiano sudoccidentale e si è dedicato alla prospezione mineraria di noduli polimetallici e solfuri nei fondali oceanici.

 

L’estrazione mineraria nei fondali oceanici

La competizione per l’accesso a queste risorse sta progressivamente crescendo soprattutto in considerazione dei possibili embarghi cinesi alle esportazioni di materie prime strategiche quali, ad esempio ma non solo, le terre rare (REE). Lo scontro si sta esacerbando ora che gli Stati Uniti hanno nuovamente posto l’attenzione sulla loro dipendenza dalla Cina dall’approvvigionamento dai metalli critici molti dei quali destinati alle tecnologie della green economy ma soprattutto ad usi militari.

Contenuto di REE (rare earth elements) in alcuni mezzi militari statunitensi.

In questo senso va letto il recente annuncio del segretario di Stato americano, Mike Pompeo, del programma per fornire assistenza tecnica allo sviluppo dell'industria mineraria colombiana. La risposta cinese è arrivata attraverso la sua ambasciata in Brasile che ha definito quella di Pompeo una "vile cospirazione" per interrompere le sue relazioni con l'America Latina, considerando il fatto che il Segretario di Stato Americano ha proposto anche a Suriname, Guyana e Brasile l'offerta per lo sviluppo economico nella regione ed ha aumentato la pressione sul Venezuela, uno dei partner più stretti della Cina in America Latina.

L’International Seabed Authority (ISA), costituita in base alla convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, ha concesso 26 licenze dal 2001 a Cina, Russia, Giappone, India, Germania e Regno Unito. La Cina dispone della superficie maggiore pari a 161.211 chilometri quadrati.

Il sottomarino senza pilota cinese Qianlong III destinato all’esplorazione sottomarina. Foto: Weibo

Per sostenere il suo alto tasso di crescita economica e una classe media sempre più ricca e in espansione, l’Impero di Mezzo ha bisogno di enormi quantità di minerali e questo lo ha portato ad assicurarsi l'accesso a minerali in tutto il mondo, dall'Africa, all'America Latina, dal sud-est asiatico all'Asia centrale.

Pechino sta investendo molto in sommergibili, con e senza equipaggio, in grado di fornire almeno una documentazione superficiale di ciò che si trova nelle profondità dell'oceano.

Il primo istituto cinese di ricerca in acque profonde è stato aperto a Sanya, nella provincia di Hainan nella Cina meridionale e, secondo gli esperti, sarà significativo per lo sfruttamento delle risorse ed il miglioramento della tecnologia navale. L'Institute of Deep-Sea Science and Engineering (IDSSE) presso l'Accademia cinese delle scienze (CAS), che ha iniziato le operazioni ufficiali nel maggio 2012, è la prima base di ricerca scientifica per lo studio dei mari profondi ed è anche la prima piattaforma pubblica per la ricerca nei fondali oceanici ed esperimenti tecnologici.

Dopo numerose missioni nel Mar Cinese Meridionale il sommergibile cinese con equipaggio Jiaolong ha completato un'immersione nel "Challenger Deep" nella fossa delle Marianne, ad oltre4800 metridi profondità conducendo osservazioni, campionamenti e rilievi e raccogliendo acqua di mare, rocce e campioni di vita marina.

L'anno scorso, gli scienziati cinesi hanno battuto due record mondiali nella Fossa delle Marianne. La fossa è lunga circa2.550 chilometri e larga circa69 chilometri e raggiunge una profondità massima nota di10.994 metri e la Cina è stata il primo paese a raccogliere la stratigrafia sismica artificiale del Challenger Deep, la sezione più profonda della fossa.

La Cina ha anche stabilito un nuovo record mondiale di immersioni subacquee per gli alianti subacquei a6.329 metricon Hai Yi, un aliante progettato dall'Accademia cinese delle scienze. Il precedente detentore del record era un aliante statunitense con6.000 metri. Con il nome in codice Haiyi1000, che significa "ali di mare" in cinese, l'aliante subacqueo ha raggiunto una distanza record di oltre1.880 chilometridurante la sua missione di raccolta di dati per la ricerca scientifica, come riportato dalla China Central Television (CCTV). Alianti subacquei avanzati che non solo aiuteranno la ricerca scientifica in acque profonde, ma serviranno anche a scopi militari, ha detto al Global Times un consulente senior della China Arms ControI and Disarmament Association. Come spiegato dal direttore delle apparecchiature per la tecnologia marina dell'Istituto di automazione di Shenyang, presso l’Accademia cinese delle scienze, al South China Morning Post, la Cina sta sviluppando una serie di veicoli subacquei extra-large, o XLUUV senza operatori umani a bordo, sulla base di un progetto che fa parte dell'ambizioso piano del governo per aumentare la potenza navale del paese con la tecnologia AI.

 

Pechino progetta una nuova Atlantide

L’Impero di Mezzo ha annunciato i suoi piani per costruire una base in acque profonde per operazioni scientifiche e di difesa sottomarine nel Mar Cinese Meridionale nel 2019, un centro che potrebbe diventare la prima colonia di intelligenza artificiale sulla Terra, secondo quanto riferito dai funzionari e gli scienziati coinvolti nel progetto.

Inoltre sta progettando di costruire una "stazione spaziale" in acque profonde in grado di ospitare decine di persone, tecnici e scienziati, e di raggiungere profondità di1000 metri, secondo il direttore del State Key Laboratory for Manned Deep-sea Equipment, questo tipo di stazione sottomarina abitata a lungo termine sarebbe attrezzata con una varietà di attrezzature, come piccoli sommergibili con equipaggio per facilitare le operazioni in acque profonde come coltivare creature, scoprire risorse minerali, nonché analizzare i geni di organismi per scopi medici. Dotata di un reattore nucleare sarebbe in grado di supportare 33 membri dell'equipaggio per un massimo di due mesi alla volta.

Sebbene Pechino affermi spesso che il suo programma è per scopi civili, tuttavia il progetto è stato finanziato dal Programma 863, State High-Tech Development Plan, che è noto per concentrarsi sulle esigenze militari: infatti il complesso sottomarino avrà piattaforme per supportare l'attracco di sommergibili più piccoli con o senza equipaggio che potrebbero diventare anche strumenti della marina militare.

Ma, naturalmente, un progetto come questo pone molte sfide tecniche e di mobilità con innovazioni nelle comunicazioni e nei materiali: ci troviamo di fronte ad un ambiente estremo dove alta pressione e terremoti potrebbero minacciare qualsiasi struttura sul fondo del mare e ciò significa che il costo di un programma così ambizioso potrebbe superare di gran lunga qualsiasi stima. Di fronte all'enorme pressione dell'acqua la stazione dovrà essere significativamente più forte e più compatta di una struttura terrestre altrettanto costosa.

Xi ha esortato gli scienziati e gli ingegneri a osare di fare qualcosa che non è mai stato fatto prima. "Non c'è strada nel mare profondo, non abbiamo bisogno di inseguire altri paesi, siamo noi la strada".