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2020-08-07 05:35

Il Parlamento ci Pensi. Adesso!

INQUINAMENTO ATMOSFERICO IN PIANURA PADANA

di: 
Monica Tommasi

Un emendamento del Parlamento esclude il teleriscaldamento nelle città dai benefici del Superbonus. In barba alla coerenza con gli indirizzi di efficienza energetica e di economia circolare e dimenticando l’annosa questione dell’inquinamento dell’aria in Pianura padana. La presidente degli Amici della Terra protesta e cerca deputati e senatori consapevoli

Gli Amici della Terra hanno appreso dal comunicato di AIRU, l'associazione delle aziende italiane che realizzano e gestiscono sistemi di teleriscaldamento, che l'articolo 119 del decreto-legge Rilancio esclude, nei fatti, il teleriscaldamento come tecnologia che potrà beneficiare del Superbonus al 110%. Venerdì scorso, infatti, la Commissione Bilancio della Camera dei Deputati ha approvato un emendamento che facilita il teleriscaldamento solo nelle zone montane ed esclude questa tecnologia dal superbonus in tutti gli altri luoghi del Paese come la Pianura Padana o le città dove ci sono, sia fonti di calore che rimane disperso e sprecato, sia problemi ambientali e di salute serissimi, dovuti alle emissioni di particolato provenienti dal settore del riscaldamento e dei trasporti.

È assurdo buttare nell'ambiente il calore di scarto prodotto dalle attività industriali invece di recuperarlo per riscaldare le case sostituendo così una quota considerevole di combustibili fossili. Tuttavia gli investimenti strutturali per attivare questa tecnologia sono elevati e non sufficientemente sostenuti dallo Stato.

Sarebbe dunque irragionevole non favorire, con l’occasione del Superbonus, gli allacciamenti alle reti di teleriscaldamento efficiente in Pianura padana, dove ci si ammala di inquinamento e dove, a causa delle violazioni dei valori limite annuali e orari per la qualità dell'aria, paghiamo (tutti!) multe da milioni di euro. Si parla tanto di politiche anti-smog e di economia circolare e poi si mettono in atto politiche deboli, inefficienti, che addirittura favoriscono il consumo di fonti fossili rispetto al recupero del calore residuo.

Sono evidenti e documentati i benefici ambientali della diffusione del teleriscaldamento. Solo quest'anno, ad esempio, da uno studio di ARPA Piemonte, pubblicato a dicembre 2019, è emerso che mentre per la maggior parte del territorio piemontese nei mesi invernali il contributo emissivo della sorgente riscaldamento risulta predominante, per Torino questo non avviene. Torino infatti, ha un impatto emissivo dovuto al riscaldamento pressocché nullo proprio grazie alla capillare diffusione del teleriscaldamento.

È ancora possibile porre rimedio a questo emendamento incauto e correggere questa parte dell’articolo 119. Confidiamo che ci siano ancora deputati e senatori che vogliano entrare nel merito delle norme da approvare e che siano coerenti- non solo a parole - con gli indirizzi ambientali più avanzati come quelli dell’economia circolare e dell’efficienza energetica attraverso il recupero del calore disperso.

Soprattutto c’è ancora qualcuno in Parlamento in grado di opporsi con decisione ai veti ideologici e ridicoli di chi non vuole il teleriscaldamento solo perché, fra il calore residuo riutilizzato, c’è spesso anche quello dei termovalorizzatori di rifiuti?