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2020-10-31 21:25

Rapporto dell’Ispra sui rifiuti speciali

QUEL CHE C'È DA SAPERE

L’Ispra ha pubblicato la diciannovesima edizione del Rapporto annuale sui rifiuti speciali, che fornisce informazioni sulla produzione e gestione in Italia di questa categoria di rifiuti, utilizzando come dati di riferimento quelli del 2018, da cui risulta un ulteriore aumento del 3,3% (circa 4,6 milioni di tonnellate) della produzione nazionale dei rifiuti speciali, che hanno superato i 143 milioni di tonnellate.

I rifiuti non pericolosi, che rappresentano il 93% del totale di quelli prodotti, crescono di oltre 4 milioni di tonnellate (+3,3%), mentre quelli pericolosi di 376 mila tonnellate (+3,9%).

L’incremento registrato è quasi del tutto imputabile ai rifiuti non pericolosi provenienti da operazioni di costruzione e demolizione che concorrono per il 42,5% al totale prodotto e aumentano del 6,6%, pari, in termini quantitativi, a 3,7 milioni di tonnellate.

Le attività di trattamento dei rifiuti e di risanamento contribuiscono per il 26,5% (oltre 38 milioni di tonnellate), mentre una percentuale pari al 19,9% è rappresentata dall’insieme delle attività manifatturiere (quasi 28,6 milioni di tonnellate). Le altre attività economiche contribuiscono, complessivamente, alla produzione di rifiuti speciali con una percentuale pari all’11,1% (15,8 milioni di tonnellate).

Nel 2018, i rifiuti speciali complessivamente gestiti in Italia sono pari a 152,6 milioni di tonnellate, di cui 143 milioni di tonnellate (93,7% del totale gestito) sono non pericolosi e i restanti 9,6 milioni di tonnellate (6,3% del totale gestito) sono pericolosi. Il totale gestito è comprensivo dei rifiuti rimasti in stoccaggio presso gli impianti e presso i produttori al 31 dicembre 2018, pari a 16,6 milioni di tonnellate. Rispetto al 2017, si assiste ad un aumento del 3,7%, del quantitativo complessivamente gestito; in particolare le quantità avviate a operazioni di recupero aumentano del 4,1%, quelle avviate a smaltimento del 4,5%.

Il recupero di materia è predominante con il 67,7% (103,3 milioni di tonnellate). Le operazioni di smaltimento rappresentano circa il 19,3% (30,7 milioni di tonnellate). Le altre forme di gestione includono il coincenerimento (1,3%), l’incenerimento (0,8%) e gli stoccaggi (10,9%). Il Nord recupera più della metà del totale dei rifiuti complessivamente gestiti a livello nazionale (53%).

Nel 2018, gli impianti produttivi che coinceneriscono rifiuti speciali sono 338, di questi 278 utilizzano una quantità di rifiuti superiore a 100 tonnellate/anno, mentre i restanti 60 trattano piccoli quantitativi di rifiuti esclusivamente per il recupero di energia termica/elettrica funzionale al proprio ciclo produttivo. Il quantitativo complessivo di rifiuti speciali, non pericolosi e pericolosi, destinato a coincenerimento è pari a circa 2 milioni di tonnellate; rispetto all’anno 2017 la situazione rimane quasi invariata, con un lieve incremento di circa 29 mila tonnellate (+1,4%).

Nel 2018 sono stati avviate ad incenerimento circa 1,2 milioni di tonnellate di rifiuti speciali di cui quasi 772 mila tonnellate (64,5%) non pericolosi e oltre 424 mila tonnellate (35,5%) pericolosi. Tali quantità sono trattate sia in impianti di incenerimento di rifiuti speciali che in impianti dedicati prevalentemente al trattamento di rifiuti urbani, autorizzati dalle autorità competenti come impianti di recupero energetico.

L’analisi dei dati evidenzia come, coerentemente con la distribuzione del parco impiantistico, la maggior parte dei rifiuti speciali sia incenerita negli impianti localizzati al Nord (84,7% del totale con oltre un milione di tonnellate), cui seguono le regioni del Sud con il 12,7% (quasi 152 mila tonnellate) e del Centro con il 2,6% (oltre 31 mila tonnellate).

I rifiuti speciali complessivamente smaltiti in discarica ammontano a circa 11,9 milioni di tonnellate, pari al 7,8% del quantitativo dei rifiuti speciali gestiti a livello nazionale (circa 153 milioni di tonnellate).

Rispetto al 2017, si rileva una leggera flessione, pari a 149 mila tonnellate (-1,2%). Nel 2018, a livello nazionale, il numero totale delle discariche operative è pari a 310; 149 sono discariche per rifiuti inerti (48,1% del totale degli impianti operativi), 150 sono discariche per rifiuti non pericolosi (48,4% del totale), e 11 sono discariche per rifiuti pericolosi (3,5% del totale). Analizzando il triennio 2016 - 2018, si assiste ad una progressiva diminuzione del numero totale delle discariche operative che passano da 350 del 2016, a 324 del 2017, e a 310 nel 2018.

La maggior parte delle discariche è localizzata al Nord, dove sono presenti 174 impianti; 46 discariche sono ubicate al Centro e 90 al Sud.

La quantità totale di rifiuti speciali esportata nel 2018 è pari a 3,5 milioni di tonnellate, a fronte di una importazione di 7,3 milioni di tonnellate. Il 64,3% dei rifiuti esportati (oltre 2,2 milioni di tonnellate) è costituito da rifiuti non pericolosi e il restante 35,7% (oltre 1,2 milioni di tonnellate) da rifiuti pericolosi. I maggiori quantitativi di rifiuti esportati sono destinati alla Germania (957 mila tonnellate) e sono prevalentemente rifiuti pericolosi (658 mila tonnellate). Questi ultimi sono principalmente prodotti dalle operazioni di costruzione e demolizione (324 mila tonnellate) e dagli impianti di trattamento dei rifiuti (285 mila tonnellate).

I rifiuti speciali importati in Italia nel 2018, pari a 7,3 milioni di tonnellate, sono costituiti quasi esclusivamente da rifiuti non pericolosi; i rifiuti pericolosi sono 114 mila tonnellate. Rispetto al 2017, anno in cui il quantitativo importato risultava pari a 6,6 milioni di tonnellate, si registra un aumento del 10,6%. Il maggior quantitativo, pari a 2,1 milione di tonnellate, proviene dalla Germania ed è costituito per il 97% da rifiuti metallici. Significative sono anche le quantità di rifiuti speciali importate dalla Svizzera (circa 1,1 milioni di tonnellate), dalla Francia (1 milione di tonnellate) e dall’Austria (828 mila tonnellate). Dalla Svizzera provengono perlopiù rifiuti di terra e rocce (494 mila tonnellate), di legno (146 mila tonnellate) e rifiuti di ferro e acciaio (106 mila tonnellate). Dalla Francia si importano prevalentemente rifiuti di ferro e acciaio (oltre 325 mila tonnellate), rifiuti di legno (circa 297 mila tonnellate) e alluminio.