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2020-05-25 06:54

Via libera del parlamento, con condizioni e osservazioni, al decreto legislativo di riforma del sistema ETS

QUEL CHE C'È DA SAPERE

Le commissioni ambiente di Camera e Senato hanno espresso parere favorevole, con condizioni e osservazioni, sullo schema di decreto legislativo di attuazione della direttiva europea che ha riformato il sistema di scambio di quote d'emissione (ETS) per gli impianti industriali, per il settore della produzione di energia elettrica e termica e per gli operatori aerei.

La direttiva 2018/410 è composta di sei articoli e due allegati che contengono, principalmente, una serie di modifiche alla direttiva 2003/87 che ha disciplinato a partire dal 2005 il sistema ETS. La nuova direttiva disciplina il sistema ETS per il periodo 2021-2030, prevedendo una minor disponibilità di permessi di emettere CO2, per incoraggiare gli investimenti a basse emissioni, e l’istituzione di due nuovi fondi per sostenere l’innovazione e la modernizzazione.

Tra le novità introdotte dalla direttiva vi sono:

- l'innalzamento del cosiddetto "fattore di riduzione lineare", al fine di determinare una riduzione annuale del volume totale di emissioni del 2,2%;

- la riscrittura delle modalità di assegnazione gratuita delle quote e il raddoppio temporaneo (fino al 2023) del numero di quote da immettere nella riserva stabilizzatrice del mercato;

- la modifica delle regole per gli impianti "nuovi entranti" e per la concessione di finanziamenti da parte dell'Ue.

La riforma del sistema ETS mira anche a prevenire la rilocalizzazione delle emissioni di carbonio, ossia il rischio che le imprese possano delocalizzare la produzione al di fuori dell’Europa, in paesi con regole meno stringenti in materia di riduzione delle emissioni. I settori a più alto rischio riceveranno gratuitamente tutte le loro quote ETS, mentre i settori meno esposti riceveranno gratuitamente il 30% delle quote. Dopo il 2026 inizierà una graduale eliminazione delle quote gratuite per i settori meno esposti, ad eccezione del settore del teleriscaldamento.

Il termine per il recepimento della direttiva 2018/410 è scaduto il 9 ottobre 2019 e il 22 novembre 2019 la Commissione europea ha aperto una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia, attraverso l’invio di una lettera di costituzione in mora.

Lo schema di decreto legislativo su cui si sono espresse le commissioni di Camera e Senato si compone di 47 articoli e 4 allegati, e riscrive completamente l'attuale disciplina dello scambio di quote di emissione di gas a effetto serra contenuta nel decreto legislativo 30/2013. Oltre ad alcune condizioni, i due pareri favorevoli delle commissioni parlamentari contengono anche alcune osservazioni,

La commissione ambiente della Camera chiede che il governo valuti l'opportunità di richiedere in sede europea il riesame dell'allegato I della direttiva 2003/87/CE, prevedendo l'estensione della disciplina sullo scambio delle quote di gas a effetto serra agli impianti di incenerimento di rifiuti urbani e pericolosi”.

Inoltre, entrambe le commissioni chiedono al governo di “valutare l’opportunità di introdurre una specifica disposizione di carattere transitorio al fine di prorogare, limitatamente al 2020, i termini degli adempimenti previsti a carico degli operatori dalla direttiva 2003/87/CE, in conseguenza delle difficoltà derivanti dall’emergenza sanitaria in corso".