Oggi:

2020-08-11 23:48

Alla Ricerca del Metano Perduto

IL SATELLITE DI EDF

di: 
Ilaria C. Restifo*

Come è noto, la transizione energetica presuppone che il gas naturale continui a far parte del mix energetico fino al 2050, seppur con un ruolo gradualmente marginale della provenienza fossile. Per continuare a detenere il suo primato nei prossimi anni – e per competere con altre soluzioni e con nuove tecnologie – il metano dovrà affrontare una sfida, quella di una sua gestione ottimale, intesa come l’impegno a ridurre le emissioni climalteranti dell’intera filiera. L’esatta conoscenza e quantificazione delle dispersioni è lo scopo dimostrativo di un nuovo satellite, il MethaneSAT, che sarà lanciato a fine 2022 per iniziativa dell’Environmental Defense Fund.

Il Green Deal per la Ripresa

Con la graduale uscita dall’emergenza COVID19, si rende necessaria una tempestiva azione per la ripresa economica, tema che sta assumendo un ruolo sempre più centrale tra le istituzioni, compresa la necessità di progettare al meglio l’intera impalcatura della ricostruzione.

In una lettera congiunta sottoscritta a fine di marzo da 11 ministri europei per l'ambiente – a cui si sono aggiunti nei giorni successivi altri stati per un totale di 17 – si invitano le istituzioni UE a “mantenere gli sforzi comuni per una ricostruzione resiliente del post Covid19 attraverso una transizione verde”, e a porre il Green Deal al centro della ripresa. Anche il metano assume un ruolo centrale in questo quadro. Le tempistiche potranno essere influenzate dalla situazione corrente ma DG Energia e DG Clima sembrano convergere sul fatto che la redazione di una strategia sul metano avrà luogo quest’anno, con una proposta legislativa prevista per giugno 2021.

 

Storytelling per un Satellite

Sul tema delle emissioni di metano in Italia, gli Amici della Terra stanno conducendo uno studio per conto dell’Environmental Defense Fund sui dati quantitativi e qualitativi della filiera e sul ruolo del metano nell’ambito del Green Deal europeo.

È in questo contesto che si colloca l’organizzazione di un primo webinar previsto per il 6 maggio prossimo sul tema delle più recenti tecnologie progettate per misurare le emissioni di metano su scala globale.  Nell’occasione, sarà presentata l’iniziativa di un nuovo satellite, il MethaneSAT, che sarà lanciato da EDF tramite una sua affiliata a fine 2022. Ne parlerà Steve Hamburg – Chief scientist presso EDF e co-responsabile del progetto – soffermandosi sulle funzioni del satellite, sugli aspetti tecnici, sulle simulazioni e sulla genesi dell’iniziativa.

Il MethaneSAT è stato ideato specificamente per individuare le aree e l’ampiezza delle emissioni di metano in tutto il mondo, dando così la possibilità ad aziende e a governi di tracciare, quantificare e intervenire per ridurre tali emissioni, rendendo pubblicamente disponibili i dati rilevati. 

Si tratta di una missione sofisticata con uno scopo unico, quello cioè di abbattere più velocemente le emissioni rendendole visibili. MethaneSAT è complementare ai satelliti esistenti, in quanto apporta una maggiore capacità di identificare e quantificare con costanza le fonti di metano quasi ovunque sul pianeta",  riferisce Steve Hamburg.

Ad oggi, una delle principali fonti emissive del metano è rappresentata dall'industria del petrolio e del gas. Ridurre le emissioni da questo settore è quanto di più veloce ed efficace si possa fare per rallentare il tasso di riscaldamento globale, pur sempre entro il percorso di decarbonizzazione complessiva del sistema energetico.

Introdurre misure di controllo non implica necessariamente investimenti sproporzionati: secondo le stime dell'International Energy Agency (IEA), grazie alle attuali tecnologie, l'industria del gas potrebbe ottenere riduzioni pari al 75%, di cui fino a due terzi può essere raggiunto senza costi netti. Dopotutto ogni molecola dispersa è una molecola non venduta.

MethaneSAT sarà in grado di monitorare costantemente circa l’80% delle aree interessate dalla produzione globale di petrolio e di gas, con un dettaglio sufficiente a identificare sia le località che il tasso emissivo, determinando quindi anche le varie responsabilità e offrendo una preziosa metrica per gli stakeholder. Potrà inoltre tracciare le emissioni provenienti dall'agricoltura industriale e da altre fonti di metano di origine antropica.

Ma come si relaziona MethaneSAT con gli altri satelliti? Per un quadro completo sulle emissioni di metano, sono necessari diversi tipi di misurazioni. A un'estremità dello spettro, si collocano i rivelatori di mappatura globale, ideati per misurare tendenze a lungo termine su vaste scale spaziali o planetarie; dall'altra, ci sono i sistemi di rilevazione puntiforme, ideati per identificare i grandi emettitori su estensioni relativamente ristrette. Tra i due estremi, operano i rilevatori di area come MethaneSAT, dotato di un campo visivo molto più ampio rispetto ad un sistema a sorgente puntiforme e con una soglia di rilevamento molto più sensibile, ma anche di una maggiore granularità spaziale rispetto ai rilevatori su scale globali.

Foto: www.methanesat.org 

Questo strumento innovativo è stato progettato per aumentare e approfondire le informazioni che cominciano ad essere raccolte da altri sistemi satellitari, sia già in orbita che in fase di pianificazione.

Il comitato scientifico di MethaneSAT, oltre ai membri EDF, annovera anche specialisti provenienti da alcune delle principali organizzazioni aerospaziali del mondo, nonché accademici di spicco nel campo del telerilevamento e delle scienze atmosferiche.

Anche attraverso l’Astrolabio, ci impegniamo a seguire da vicino gli sviluppi di questa nuova tecnologia e la concreta iniziativa di MethaneSAT. Con la consapevolezza che questa tecnologia contribuirà a trasformare la sfida climatica in un’opportunità grazie soprattutto al potere persuasivo dei dati.

 

*Referente per l’Italia dell’Environmental Defense Fund

Per informazioni: ilariac.restifo@outlook.it