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2020-05-25 06:33

Aea, insufficienti le riduzioni Ue delle emissioni non comprese nell’ETS

QUEL CHE C'È DA SAPERE

L’Agenzia europea dell’ambiente (Aea) ha pubblicato un documento sull’andamento storico e su quello previsto delle emissioni di gas a effetto serra non compresi nel sistema ETS, come il trasporto su strada, il riscaldamento e il raffreddamento negli edifici residenziali e commerciali, l'agricoltura e le piccole industrie.

Il documento, intitolato National action across all sectors needed to reach greenhouse gas Effort Sharing targets, rileva che tra il 2005 e il 2018 gli Stati membri dell'Ue e il Regno Unito hanno ridotto dell'11% le emissioni di gas a effetto serra nei settori della “condivisione degli sforzi”, cioè non coperti dal sistema ETS. Attuando le politiche e le misure esistenti e programmate, le emissioni potrebbero ulteriormente diminuire entro il 2030 fino a un livello del 27% inferiore a quello del 2005. Tuttavia, osserva l’Aea, il ritmo annuale delle riduzioni delle emissioni deve quasi raddoppiare dal 2018 in poi, se si vuole raggiungere l'obiettivo di riduzione del 30% dal 2005 al 2030 previsto dall’Ue nei settori non coperti dal sistema ETS. Quest'obiettivo fa parte dell'impegno dell'Ue a ridurre tutte le emissioni di gas serra di almeno il 40% nel 2030 rispetto al 1990.

Il riscaldamento e il raffreddamento negli edifici residenziali e commerciali hanno prodotto circa la metà delle riduzioni delle emissioni della condivisione degli sforzi dal 2005 al 2018, grazie al miglioramento dell'efficienza energetica e al passaggio a combustibili più puliti per riscaldamento e raffreddamento, comprese le fonti e rinnovabili.

Al contrario, i settori dei trasporti e dell'agricoltura, che coprono insieme circa la metà di tutte le emissioni non coperte dal sistema ETS, hanno prodotto riduzioni molto limitate tra il 2005 e il 2018. In particolare, le emissioni dei trasporti sono aumentate ogni anno dal 2014, a causa della crescente domanda di trasporto passeggeri e merci.

L’Aea osserva che gli Stati Ue prevedono grandi riduzioni future delle emissioni dei trasporti, che però si basano principalmente su misure che devono ancora essere adottate e attuate integralmente. Nel settore agricolo, invece, le attuali proiezioni indicano che gli Stati Ue prevedono riduzioni piuttosto basse delle emissioni entro il 2030, cosa che l’Aea definisce “preoccupante”.