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2020-08-08 23:21

I dati Eurostat sui consumi energetici coperti da rinnovabili nel 2018

QUEL CHE C'È DA SAPERE

Eurostat ha diffuso i dati riferiti al 2018 sulla quota di energie rinnovabili rispetto al consumo finale lordo di energia, che a livello Ue ha raggiunto il 18%, mezzo punto in più rispetto all’anno precedente e più del doppio rispetto all’8,5% del 2004, il primo anno per il quale sono disponibili i dati. L’Unione si è data un obiettivo del 20% al 2020 e del 27% entro il 2030.

Rispetto al 2017, nel 2018 la percentuale è cresciuta in 21 dei 28 paesi Ue, è rimasta stabile in Slovenia ed è diminuita in sei (Italia, Spagna, Portogallo, Lituania, Romania e Ungheria).

Il paese con la percentuale più alta è la Svezia (54,6%) seguita da Finlandia (41,2%), Lettonia (40,3%), Danimarca (36,1%) e Austria (33,4%).

Il paese con la percentuale più bassa sono i Paesi Bassi con il 7,4%, molto lontani dal loro obiettivo del 14% entro il 2020. Sotto il 10% sono anche Malta (8%), Lussemburgo (9,1%) e Belgio (9,4%).

L’Italia è tra i dodici paesi virtuosi che hanno già raggiunto o superato l’obiettivo loro assegnato per il 2020, insieme a Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Grecia, Lettonia, Lituania, Repubblica Ceca e Svezia. Rispetto a un obiettivo del 17% al 2020, nel 2018 in Italia la percentuale di consumi energetici coperti da rinnovabili è stata del 17,8%, in diminuzione però rispetto al 18,3% del 2017.

All’opposto, i paesi più lontani dall’obiettivo assegnatogli per il 2020 sono i Paesi Bassi (-6-6%), Francia (-6,4%), Irlanda (-4,9%), Regno Unito (-4%) e Slovenia (-3,9%). 

Delle cinque grandi economie dell’Ue a 28, l’Italia è l’unica ad aver raggiunto e superato l’obiettivo assegnatole. La Germania è al 16,5% contro un obiettivo del 20%. La Spagna al 17,4% contro un obiettivo del 20%. Il Regno Unito all’11% contro un obiettivo del 15%. La Francia è la peggiore, con il 16,6% contro un obiettivo del 23%.

Secondo la strategia europea, ad ogni paese è stato assegnato un obiettivo differente da raggiungere entro il 2020, tenendo conto del punto di partenza, del potenziale nazionale di energie rinnovabili e delle performance economiche