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2019-11-17 09:02

Ambiente ed energia nell’aggiornamento del Def

QUEL CHE C’È DA SAPERE

La Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza (NaDef) presentata dal governo contiene vari passaggi in materia di energia e ambiente.

Innanzitutto vengono previste una riduzione delle spese fiscali e dei sussidi dannosi per l’ambiente e nuove imposte ambientali, che nel complesso aumenterebbero il gettito di circa lo 0,1% del Pil.

Nel sottolineare l'importanza di riformare il sistema fiscale in chiave ambientale al fine di accompagnare il sistema economico verso forme di consumo e produzione sostenibili, il governo ricorda che l'Italia sta avviando, in collaborazione con lo Structural Reform Support Service della Commissione europea e con l'Ocse, un progetto volto a sviluppare un Piano d'Azione per la riforma fiscale ambientale in Italia.

Come illustra un dossier dei Servizi studi di Camera e Senato, tra i collegati in materia fiscale e di incentivazione economica menzionati dalla NaDef a completamento della manovra di bilancio, c’è un disegno di legge “Green New Deal e transizione ecologica del Paese”

Infatti, in linea con il Green Deal europeo annunciato dalla prossima Commissione europea (2019-2024), il governo intende lanciare un Green New Deal che preveda in primo luogo un piano pluriennale di investimenti pubblici e privati nonché una serie di politiche di supporto basate sulle esigenze territoriali del Paese. Come illustrato nel documento programmatico presentato dalla presidente eletta Ursula von der Leyen, tra le priorità del nuovo esecutivo europeo vi è la presentazione, entro 100 giorni dall'inizio del mandato, del Green Deal, una strategia volta a fare dell'Europa il primo continente a impatto climatico zero.

Tra le misure previste dal Green Deal europeo vi sono: una "legge sul clima" volta a sancire l’obiettivo della neutralità climatica entro il 2050; l'estensione del sistema di scambio quote delle emissioni (ETS) anche al settore marittimo; un'imposta di carbonio alle frontiere, per evitare la rilocalizzazione delle emissioni di carbonio; un piano degli investimenti per un'Europa sostenibile; una strategia per la finanza verde, incentrata sugli investimenti privati nonché la trasformazione della Bei in una vera e propria Banca climatica europea.

Il governo sottolinea che nel quadro della strategia del Green New Deal i piani di investimenti pubblici dovranno porre al centro la protezione dell'ambiente anche attraverso il miglioramento dei parametri e dei livelli di inquinamento ambientali, il progressivo ricorso alle fonti rinnovabili, la protezione della biodiversità e dei mari, il contrasto ai cambiamenti climatici ed il miglioramento della qualità dell'aria. A completamento della manovra di bilancio 2020-2022, il governo dichiara quindi tra i collegati al bilancio un disegno di legge Green New Deal e per la transizione ecologica del Paese, finanziato con risorse comuni e lo sviluppo di appositi strumenti finanziari.

Inoltre, la manovra di bilancio includerà interventi in grado di incentivare investimenti, sia per il rinnovo delle produzioni e degli impianti in uso, in modo da contenere le emissioni e ridurre i consumi energetici, sia per l’utilizzo delle nuove tecnologie, al fine di attivare un circolo virtuoso tra innovazione e ambiente. In particolare, si prevedono incentivi e agevolazioni aventi l’obiettivo di proteggere l’ambiente e favorire la crescita e l’economia circolare, in modo tale da realizzare e sviluppare un nuovo modello di crescita sostenibile ed inclusivo.

Il governo dichiara l'intenzione di perseguire l'eco-innovazione anche sfruttando gli strumenti di finanza sostenibile in corso di predisposizione a livello europeo.

Sul fronte degli investimenti privati il governo prevede interventi volti ad incentivare il rinnovo delle produzioni e degli impianti in uso, l'efficientamento e la riconversione dei processi produttivi e la transizione verso la Quarta rivoluzione industriale (digitalizzazione e intelligenza artificiale). Un ruolo centrale a tale riguardo avranno anche le politiche di valorizzazione del capitale umano, in termini di formazione, ricerca e sviluppo.

Sul fronte degli investimenti pubblici, si annuncia l'introduzione, nella prossima legge di bilancio, di due fondi assegnati a Stato ed enti territoriali, per un ammontare complessivo di 50 miliardi di euro su un orizzonte di 15 anni, che si affiancheranno e daranno continuità ai fondi costituiti con le ultime tre leggi di bilancio. I fondi serviranno ad attivare progetti di rigenerazione urbana, riconversione energetica e di incentivo all'utilizzo di fonti rinnovabili.

Oltre al piano investimenti, il Green New Deal prevede azioni volte al contrasto ai cambiamenti climatici, alla tutela della biodiversità, alla riconversione energetica nonché alla promozione della rigenerazione urbana e delle cosiddette smart cities.

Tali azioni, dichiara il governo, saranno svolte su vari livelli, dalla regolazione e protezione dei diritti dei cittadini ad incentivi efficienti. Fondamentale importanza sarà attribuita alla messa in sicurezza del territorio, al contrasto al dissesto idrogeologico e all'accelerazione della ricostruzione nelle aree terremotate.

A questo riguardo, il governo annuncia l'adozione di misure che incentivino prassi socialmente responsabili da parte delle imprese e degli operatori finanziari e interventi di infrastrutture verdi nell'ambito delle azioni di contrasto al dissesto idrogeologico.

Il governo sottolinea, inoltre, l'importanza, in un'ottica di sostenibilità, di riorientare il sistema produttivo verso un'economia circolare che diffonda la cultura del riciclo e dismetta definitivamente la cultura del rifiuto. In questo contesto intende perseguire la riduzione del consumo di plastica monouso e adottare misure specifiche per limitare i rifiuti marini.

Il governo evidenzia inoltre come un elemento cruciale delle future politiche sul clima e l’energia sia rappresentato dal Piano nazionale integrato per l’energia e il clima, che costituisce lo strumento attraverso il quale ogni Stato stabilisce i propri contributi agli obiettivi europei 2030, attuando gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra, incremento delle fonti rinnovabili ed efficienza energetica approvati a livello europeo per l’anno 2030, ai fini del rispetto degli impegni che l’Unione europea ha assunto con la sottoscrizione dell’Accordo di Parigi.

Inoltre il governo ricorda che è in corso di predisposizione la Strategia di lungo termine per la riduzione dei gas a effetto serra al 2050, anch’essa finalizzata a favorire la cosiddetta “transizione ecologica”. La Strategia in questione, che dovrà essere trasmessa alla Commissione europea entro il 1° gennaio 2020, individuerà diversi percorsi di decarbonizzazione, tenendo conto delle specificità degli assetti produttivo, energetico, economico e sociale nazionali, attraverso i quali sarà possibile raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra fino al conseguimento della “neutralità climatica”.