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2019-11-17 09:09

Anche Rossi Verso la Linea Discariche e Export?

RIFIUTI IN TOSCANA

di: 
Redazione

Il Governatore Rossi cambia idea sul Piano rifiuti della Toscana e scivola verso la linea Raggi-Zingaretti-Costa (ampliamento delle discariche e dell’export). Ma il conto per la collettività potrebbe essere molto salato.

È difficile governare le questioni ambientali in un periodo in cui sono di gran moda le rottamazioni e i cambiamenti radicali anche a prescindere dai dati scientifici e dalle tecnologie effettivamente disponibili; difficilissimo governare il tema della gestione dei rifiuti quando, per anni, si sono coltivati e alimentati falsi miti e false speranze. In questo contesto politico sociale si colloca una confusa proposta di modifica dell’attuale piano di gestione dei rifiuti urbani della Regione Toscana, lanciata nel mese di luglio dal presidente Rossi, e recentemente stoppata in Consiglio regionale dalla sua stessa maggioranza.

Il Governatore toscano, che oscilla tra un industrialismo spinto e un ambientalismo di stampo grillino, ha bollato gli impianti di recupero produzione d’energia da rifiuti come un’idea del secolo scorso e vorrebbe programmare al loro posto una “bioraffineria” che Eni sarebbe in grado di realizzare in tre anni a Stagno/Livorno, dove l’azienda petrolifera è già presente da molti anni con una vera e propria raffineria.

Nel comunicato stampa della Regione si diceva che un impianto di questo tipo è già presente a Venezia ma che quello previsto a Livorno sarà più avanzato. In realtà a Porto Marghera è presente un impianto che produce biocarburanti partendo da oli vegetali, grassi animali, residui di lavorazione agroalimentare e oli di frittura esausti. Per questo tipo di tecnologia, ENI è leader a livello mondiale e, recentemente, ha inaugurato una nuova bioraffineria analoga a quella di Porto Marghera nel sito di Gela. Ma l’impianto indicato da Rossi per il sito di Stagno/Livorno, vista l’intenzione di non fare più l’inceneritore, dovrebbe servire a trattare CSS, Plasmix e simili, materiali che non sono trattati dalle bioraffinerie.

Del resto la stessa ENI, all’indomani del comunicato della Regione, sul Corriere Fiorentino ha precisato che il progetto sarebbe ancora in fase di studio.

Rossi invece si è lanciato a propagandare una tecnologia miracolisticamente a zero emissioni con una descrizione che, a noi, ha ricordato proprio un gasificatore. La Toscana conosce bene queste costose e infruttuose scorciatoie che negli anni novanta del secolo scorso portarono a realizzare il gassificatore di Testi a Greve in Chianti, quello di Buraccio all’Elba e quello di Pietrasanta. Impianti che non hanno mai funzionato o che hanno funzionato pochissimo e che sono costati un sacco di soldi nella tariffa dei toscani per la loro realizzazione e dismissione. Anche i gassificatori emettono fumi di combustione in atmosfera: chi dice il contrario dice una bugia.

La recente proposta di nuovo Piano di Rossi pare una replica di queste vecchie e fallimentari esperienze. Nel relativo comunicato di presentazione alla stampa non è chiaro perché l’attuale programmazione sia definita obsoleta: a causa di questa forzatura, la collettività toscana potrebbe essere obbligata a risarcire Alia-QTermo per i costi di progettazione, sino ad autorizzazione definitiva, dell’impianto di incenerimento per l’area fiorentina, atteso da anni a Case Passerini. Danni che ammonterebbero, in caso di mancata realizzazione, secondo notizie di stampa, dai 12 ai 20 milioni. La dichiarazione di pretesa obsolescenza degli impianti d’incenerimento da parte del Presidente non sarà sufficiente a giustificare tale spesa di fronte alla Corte dei Conti, tanto più che in molte parti d’Italia e d’Europa questi impianti funzionano benissimo, e anzi sono un anello fondamentale dell’economia circolare.

Sempre che la nuova politica per la gestione dei rifiuti della Regione Toscana (del suo Presidente, giunto alla fine del suo secondo mandato) non voglia, in realtà, aderire alla linea Raggi-Zingaretti-Costa, quella che demonizza i termovalorizzatori e, nei fatti, amplia discariche ed export dei rifiuti.

Infatti la Regione è già venuta meno alla parola data alla comunità di Firenzuola decidendo di ampliare la discarica de Il Pago. Contestualmente si rafforza il business delle esportazioni. Business favorevole agli impianti del nord Europa e ai trasportatori. Non certo ai cittadini italiani e toscani.