Oggi:

2019-10-20 18:36

Dalla Bei 250 milioni di euro all'Enea per la ricerca sull'energia pulita da fusione

QUEL CHE C’È DA SAPERE

La Banca europea per gli investimenti (Bei) ha stanziato 250 milioni di euro di finanziamenti del Fondo europeo per gli investimenti strategici del piano Juncker per il nuovo polo scientifico e tecnologico dell'Enea, l'agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile. L'investimento totale nell'impianto di Frascati sarà di 500 milioni di euro: EUROfusion, il programma dell'Ue per produrre energia nucleare sicura e pulita, contribuirà con 60 milioni a valere sui fondi Horizon 2020, il ministero della Ricerca scientifica con 40 milioni e quello dello Sviluppo Economico con 40 milioni, la Regione Lazio con 25 milioni.

Il progetto, a cui parteciperanno circa 1 500 scienziati e tecnici, riguarda il Divertor Tokamak Test (DTT, divertore) dell’Enea, che ha creato questo impianto per risolvere alcune delle principali problematiche scientifiche e tecnologiche riguardanti la fusione nucleare, in particolare come controllare la grande quantità di calore generato.

Per il presidente dell’Enea Federico Testa, si tratta di “un progetto di frontiera che mette insieme grande ricerca, innovazione tecnologica, sviluppo e competitività industriale, con ricadute stimate in oltre due miliardi solo dal punto di vista economico. La sua realizzazione è un grande successo, perché consentirà di dare risposte a problematiche complesse del processo di fusione e conferma la forte leadership dell’Italia in questo campo, grazie ad una comunità scientifica di eccellenza che ha saputo coinvolgere le industrie più avanzate per creare una filiera di grande rilievo. Già oggi le imprese italiane hanno vinto oltre 1,2 miliardi di euro di contratti in questo campo”.

Secondo il commissario europeo responsabile per l'Azione per il clima e l'energia Miguel Arias Cañete, “per raggiungere l’obiettivo di un'Europa climaticamente neutra entro il 2050 dobbiamo continuare a investire in nuove soluzioni tecnologiche. La fusione è una potenziale fonte di energia sicura, senza emissioni di carbonio e praticamente illimitata. Progressi concreti in questa tecnologia darebbero un contributo decisivo ai nostri sforzi per rendere l'Europa la prima grande economia climaticamente neutra. La decisione di investimento di oggi è un passo verso il raggiungimento di questo obiettivo”.