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2019-09-16 06:20

Radioprotezione, l’Italia deferita alla Corte di giustizia dell’Ue

QUEL CHE C’È DA SAPERE

La Commissione europea ha deciso di deferire l'Italia alla Corte di giustizia dell'Ue per il mancato recepimento della direttiva 2013/59/Euratom, che sarebbe dovuta avvenire entro lo scorso 6 febbraio. La nuova direttiva aggiorna la normativa europea in materia di radioprotezione, stabilendo norme fondamentali di sicurezza per la protezione dei lavoratori, della popolazione e dei pazienti contro i pericoli derivanti dall'esposizione alle radiazioni ionizzanti. La direttiva contiene inoltre alcune disposizioni sulla preparazione e sulla risposta in caso di emergenza, che sono state rafforzate a seguito dell'incidente nucleare di Fukushima.

Nel maggio 2018 la Commissione europea aveva deciso di avviare un procedimento di infrazione nei confronti dell'Italia inviando una lettera di costituzione in mora, seguita da un parere motivato nel gennaio 2019. Poiché l’Italia non ha adottato alcuna legge di recepimento della direttiva, o comunque non l’ha notificata alla Commissione, l’esecutivo di Bruxelles ha deciso di deferire l'Italia alla Corte.

La prima direttiva Euratom sulle norme fondamentali di sicurezza è stata adottata nel 1959 e da allora viene aggiornata regolarmente. L'ultima revisione, effettuata nel dicembre 2013, ha tenuto conto del progresso scientifico e tecnologico registrato dagli anni '90 e ha consolidato cinque atti giuridici precedenti in un unico atto legislativo.

La direttiva del 2013 ha anche rafforzato i requisiti di preparazione e risposta alle emergenze radioattive, prevedendo che ai cittadini siano fornite istruzione, formazione e informazione nel campo della radioprotezione.