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2019-09-16 06:40

Ambiente ed energia nel programma di governo M5S-Pd-Leu

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Il programma del governo Conte 2 concordato da M5S, Pd e Leu, contiene 29 punti, con diversi riferimenti alle questioni ambientali ed energetiche. Al punto 3 si legge: “Il sistema industriale del nostro Paese sconta problemi di bassa crescita e produttività, ma ha in sé grandi potenzialità per affrontare la sfida di una nuova stagione di sviluppo che faccia dell'Agenda 2030 sullo sviluppo sostenibile il suo punto di forza. (…) Oggi la sfida è quella dell'innovazione connessa a una convincente transizione in chiave ambientale del nostro sistema industriale, allo sviluppo verde per creare lavoro di qualità, alla piena attuazione dell'economia circolare, alla sfida della «quarta rivoluzione industriale»”.

Al punto 7 si afferma che “il Governo intende realizzare un Green New Deal, che comporti un radicale cambio di paradigma culturale e porti a inserire la protezione dell'ambiente e della biodiversità tra i principi fondamentali del nostro sistema costituzionale. Tutti i piani di investimento pubblico dovranno avere al centro la protezione dell'ambiente, il progressivo e sempre più diffuso ricorso alle fonti rinnovabili, la protezione della biodiversità e dei mari, il contrasto ai cambiamenti climatici. Occorre adottare misure che incentivino prassi socialmente responsabili da parte delle imprese; perseguire la piena attuazione della eco-innovazione; introdurre un apposito fondo che valga a orientare, anche su base pluriennale, le iniziative imprenditoriali in questa direzione. È necessario promuovere lo sviluppo tecnologico e le ricerche più innovative in modo da rendere quanto più efficace la "transizione ecologica" e indirizzare l'intero sistema produttivo verso un'economia circolare, che favorisca la cultura del riciclo e dismetta definitivamente la cultura del rifiuto”.

Il punto 9 recita: “Massima priorità dovranno assumere gli interventi volti a potenziare le politiche per la messa in sicurezza del territorio e per il contrasto al dissesto idrogeologico, per la riconversione delle imprese, per l'efficientamento energetico, per la rigenerazione delle città e delle aree interne, per la mobilità sostenibile e per le bonifiche. È necessario accelerare la ricostruzione delle aree terremotate, anche attraverso l'adozione di una normativa organica che consenta di rendere più spedite le procedure. Occorre intervenire sul consumo del suolo, sul contrasto alle agro-mafie, sulle sofisticazioni alimentari e sui rifiuti zero. Bisogna introdurre una normativa che non consenta, per il futuro, il rilascio di nuove concessioni di trivellazione per estrazione di idrocarburi. In proposito, il Governo si impegna a promuovere accordi internazionali che vincolino anche i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo a evitare quanto più possibile concessioni per trivellazione. Il Governo si impegna altresì a promuovere politiche volte a favorire la realizzazione di impianti di riciclaggio e, conseguentemente, a ridurre il fabbisogno degli impianti di incenerimento, rendendo non più necessarie nuove autorizzazioni per la loro costruzione”.

Sulle infrastrutture, il punto 12 afferma che “una nuova strategia di crescita fondata sulla sostenibilità richiede investimenti mirati all'ammodernamento delle attuali infrastrutture e alla realizzazione di nuove infrastrutture, al fine di realizzare un sistema moderno, connesso, integrato, più sicuro, che tenga conto degli impatti sociali e ambientali delle opere”.

La valorizzazione delle risorse naturali e l’ambiente sono inclusi anche nel punto 19, dedicato a un piano straordinario di investimenti per la crescita e il lavoro al Sud.

Al punto 20 si afferma che è “necessario rivedere il testo unico per gli enti locali, introducendo un'Agenda urbana per lo sviluppo sostenibile delle città, delle città metropolitane, di Roma capitale, attuando la legge per la valorizzazione dei piccoli comuni, sopprimendo gli enti inutili”.

Al punto 22 si dice che “occorre tutelare i beni comuni (…) L'acqua è un bene comune: bisogna approvare subito una legge sull'acqua pubblica, completando l'iter legislativo in corso. (…) È necessario, infine, rafforzare la normativa per tutelare gli animali, contrastando ogni forma di violenza e di maltrattamento nei loro confronti”.

Infine, il punto 29 afferma che “l'agricoltura e l'agroalimentare rappresentano un comparto decisivo rispetto alle sfide che il nostro Paese deve affrontare. È necessario sviluppare la filiera agricola e biologica, le buone pratiche agronomiche; conservare e accrescere la qualità del territorio, contenendo il consumo del suolo agricolo; adottare gli strumenti necessari per preservare le colture tradizionali e biologiche, tutelando peculiarità e specificità produttive, così come l'agricoltura contadina nelle cosiddette "aree marginali"; sostenere le aziende agricole giovanili; investire nella ricerca in agricoltura, individuando come prioritari la sostenibilità delle coltivazioni e il contrasto ai mutamenti climatici, l'uso efficiente e sostenibile della risorsa idrica, la più ampia diffusione dell'agricoltura di precisione. Occorre, inoltre, concorrere al rafforzamento delle regole dell'Unione europea per l'etichettatura e la tracciabilità degli alimenti e porre la massima attenzione, in sede di negoziazione dei trattati commerciali, alla salvaguardia delle produzioni tipiche. Per le imprese agricole si aprirà a breve un negoziato strategico per la nuova PAC: l'Italia dovrà perseguire, anche in quella sede, l'obiettivo di valorizzare le nostre eccellenze agricole e la filiera agroalimentare”.

Parte di questi del programma sono stati ripresi dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte nelle sue comunicazioni al parlamento per la fiducia al governo, dove ha detto che “nella prospettiva di un'azione riformatrice coraggiosa e innovativa, obiettivo primario del governo sarà la realizzazione di un green new deal, che promuova la rigenerazione urbana, la riconversione energetica verso un progressivo e sempre più diffuso ricorso alle fonti rinnovabili, la protezione delle biodiversità e dei mari, il contrasto ai cambiamenti climatici. Siamo determinati ad introdurre una normativa che non consenta più il rilascio di nuove concessioni di trivellazione per estrazione di idrocarburi. Lo voglio dire chiaramente: chi verrà dopo di noi, semmai vorrà assumersi l'irresponsabilità di far tornare il Paese indietro, dovrà farlo modificando questa nuova norma di legge.

È anche per evitare questi rischi che ci adopereremo affinché la protezione dell'ambiente, delle biodiversità e - auspico - anche dello sviluppo sostenibile siano inseriti tra i principi fondamentali del nostro sistema costituzionale. Tutto il sistema produttivo dovrà orientarsi in questa direzione, promuovendo prassi socialmente responsabili che valgano a rendere quanto più efficace la transizione ecologica e indirizzino l'intero sistema produttivo verso un'economia circolare, che favorisca la cultura del riciclo e dismetta definitivamente la cultura del rifiuto.

D'altra parte, dobbiamo essere consapevoli che siamo di fronte a cambiamenti epocali, che impongono a tutti, a tutti i livelli di governance, di ripensare modelli economici, sociali, di tutela ambientale, per creare nuove opportunità di sviluppo personale, ridurre le disuguaglianze, fare in modo che altre non si creino in futuro e conseguentemente garantire l'equità intergenerazionale, per non compromettere la qualità di vita delle generazioni che verranno.

In questo quadro, anche l'agricoltura, l'agroalimentare rappresentano un comparto decisivo rispetto alle sfide che attendono il Paese: è, dunque, necessario sviluppare la filiera agricola biologica, le migliori e più innovative pratiche agronomiche, conservare e accrescere la qualità del territorio, sostenere le aziende agricole promosse dai giovani, investire nella ricerca, individuando come prioritari la sostenibilità delle coltivazioni, il contrasto dei mutamenti climatici, con particolare attenzione all'uso efficiente, attento della risorsa idrica.

Riserveremo la massima attenzione al rafforzamento delle regole europee per l'etichettatura, la tracciabilità degli alimenti. Massima priorità dovranno poi assumere le politiche per la messa in sicurezza del territorio, per il contrasto al dissesto idrogeologico e per l'accelerazione della ricostruzione delle aree terremotate, anche attraverso l'adozione di una normativa organica che consenta finalmente, una volta per tutte, di rendere più spedite le procedure, in particolare per la ricostruzione pubblica”.

Infine Conte ha ribadito il punto del programma secondo cui è necessario “rivedere il Testo unico per gli enti locali, introducendo un'agenda urbana per lo sviluppo sostenibile delle città, delle città metropolitane, di Roma capitale, il cui statuto dovrà essere profondamente riformato perché sia più aderente al ruolo che la città riveste, anche in quanto sede delle massime istituzioni della Repubblica. Dobbiamo, inoltre, attuare la legge per la valorizzazione dei piccoli comuni e sopprimere gli enti inutili”.