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2019-09-16 06:22

Finanza sostenibile, la Commissione Ue pubblica le linee guida sugli impatti climatici

QUEL CHE C’È DA SAPERE

La Commissione europea ha pubblicato le linee guida su come le aziende possono segnalare meglio l'impatto che le loro attività hanno sul clima e l'impatto dei cambiamenti climatici sulle loro attività. Le linee guida forniscono orientamenti a circa 6.000 società quotate in borsa, banche e compagnie di assicurazione che devono divulgare informazioni non finanziarie ai sensi della direttiva sulle segnalazioni non finanziarie. Le raccomandazioni della Commissione Ue si ispirano alle recenti proposte del gruppo di esperti tecnici in materia di finanza sostenibile (TEG) e integrano le raccomandazioni della task force sulle comunicazioni finanziarie relative al clima (TCFD) istituita dal consiglio di stabilità finanziaria del G20.

La Commissione europea ha anche fatto proprie tre relazioni di esperti pubblicate dal TEG in materia di finanziamento sostenibile.

La prima relazione contiene un sistema di classificazione - o tassonomia - per attività economiche sostenibili dal punto di vista ambientale e mira a fornire indicazioni pratiche per i responsabili politici, l'industria e gli investitori, sul modo migliore per sostenere e investire in attività economiche che contribuiscono a realizzare un'economia a impatto zero. Questa relazione di esperti è stata pubblicata dalla Commissione Ue perché la sua proposta sulla tassonomia è ancora in attesa dell'accordo del Parlamento europeo e del Consiglio dell’Ue.

La seconda relazione degli esperti riguarda uno standard europeo per le obbligazioni ecologiche e raccomanda criteri chiari e comparabili per l'emissione di obbligazioni verdi. In particolare, collegandosi alla tassonomia, questo standard dovrebbe determinare quali attività climatiche ed ecocompatibili dovrebbero essere ammissibili al finanziamento tramite un'obbligazione ecologica europea. Secondo la Commissione europea, questo potrebbe incrementare il mercato delle obbligazioni verdi, consentendo agli investitori di aumentare gli investimenti sostenibili e verdi.

Infine, la terza relazione riguarda la metodologia e i requisiti tecnici minimi per gli indici che dovrebbero consentire agli investitori di orientare le proprie scelte di investimento con consapevolezza sugli impatti climatici, avendo gli strumenti per fronteggiare fenomeni di greenwashing.