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2019-07-19 08:02

Niente accordo tra Stati Ue sulla neutralità climatica nel 2050

QUEL CHE C’È DA SAPERE

I quattro paesi del gruppo di Visegrad (Polonia, Cechia, Ungheria e Slovacchia) hanno fatto saltare l’accordo al Consiglio europeo del 20 luglio, impedendo che nel documento finale sui cambiamenti climatici fosse inserita la data del 2050 come termine entro cui raggiungere l’obiettivo delle emissioni zero di CO2. Il compromesso è stata una frase in cui si afferma la necessità di “assicurare una transizione verso un'Ue a impatto climatico zero, in linea con l'accordo di Parigi”, rimandando a una nota a piè di pagina in cui si dichiara che “Per un'ampia maggioranza di Stati membri, la neutralità climatica deve essere raggiunta entro il 2050”.

La parte del documento approvato dai capi di Stato e di governo relativa ai cambiamenti climatici recita:

Il Consiglio europeo mette in rilievo l'importanza del vertice sull'azione per il clima convocato dal Segretario generale delle Nazioni Unite per settembre al fine di intensificare l'azione globale per il clima e raggiungere così l'obiettivo dell'accordo di Parigi, anche proseguendo gli sforzi volti a limitare l'aumento della temperatura a 1,5 ºC rispetto ai livelli preindustriali. Si compiace della partecipazione attiva degli Stati membri e della Commissione ai preparativi.

A seguito delle discussioni settoriali dei mesi scorsi, il Consiglio europeo invita il Consiglio e la Commissione a portare avanti i lavori per quanto riguarda le condizioni, gli incentivi e il quadro favorevole da predisporre in modo da assicurare una transizione verso un'Ue a impatto climatico zero, in linea con l'accordo di Parigi [1], che preservi la competitività europea, sia giusta e socialmente equilibrata, tenga conto delle situazioni nazionali degli Stati membri e ne rispetti il diritto di decidere in merito ai rispettivi mix energetici, basandosi nel contempo sulle misure già convenute per raggiungere l'obiettivo di riduzione per il 2030. Il Consiglio europeo definirà i suoi orientamenti prima della fine dell'anno in vista dell'adozione e della presentazione all'Unfccc, a inizio 2020, della strategia a lungo termine dell'Ue. In tale contesto, il Consiglio europeo invita la Banca europea per gli investimenti a intensificare le sue attività a sostegno dell'azione per il clima.

L'Ue e i suoi Stati membri mantengono l'impegno ad aumentare la mobilitazione di finanziamenti internazionali per il clima provenienti da una molteplicità di fonti pubbliche e private e ad adoperarsi a favore di un processo di ricostituzione tempestivo, ben gestito e riuscito per quanto riguarda il Fondo verde per il clima.

 

[1] Per un'ampia maggioranza di Stati membri, la neutralità climatica deve essere raggiunta entro il 2050.