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2019-10-19 01:32

Mercato della capacità, ok della Commissione Ue alle modifiche del governo

QUEL CHE C’È DA SAPERE

La Commissione europea ha approvato l'introduzione di limiti di emissione rigorosi di CO2 nel meccanismo di regolazione della capacità italiano. I meccanismi di capacità sono regimi di sostegno nazionali volti a remunerare le centrali elettriche - solitamente a carbone e gas – destinate a rimanere in stand-by per intervenire in caso di emergenza.

Secondo la Commissione Ue, la misura proposta dal governo italiano contribuirà a garantire la sicurezza dell'approvvigionamento e aumenterà il livello di tutela ambientale, senza falsare indebitamente la concorrenza nel mercato unico.

Nel quadro delle norme Ue sugli aiuti di Stato, nel febbraio 2018 la Commissione aveva approvato un meccanismo di regolazione della capacità dell'intero mercato in Italia, rilevando che erano stati individuati e quantificati chiaramente i rischi legati alla sicurezza dell'approvvigionamento e che il meccanismo era ben concepito per mitigarli.

Tuttavia, ad oggi l'Italia non ha ancora attuato tale meccanismo e il governo ha comunicato alla Commissione l’intenzione di introdurre alcune modifiche al meccanismo di regolazione della capacità precedentemente approvato, che saranno applicate alla prima asta nel quadro del meccanismo, prevista per quest'anno.

In particolare, l'Italia consentirà la partecipazione all'asta solo a quei fornitori di capacità che rispettano i rigorosi limiti di emissione di CO2 definiti nel regolamento europeo sull'energia elettrica di recente adozione ma non ancora obbligatori.

Infatti, per la prima volta il regolamento sull'energia elettrica contiene disposizioni relative ai meccanismi di regolazione della capacità, compresi i limiti di emissione di CO2 per le centrali elettriche che partecipano a tali meccanismi. A norma del regolamento, che non è ancora entrato in vigore, gli Stati membri possono decidere di applicare tali limiti solo a partire dal 2025.

L'Italia ha deciso di limitare la partecipazione al suo meccanismo di regolazione della capacità delle centrali elettriche che non rispettano i limiti di emissione di CO2 stabiliti dal nuovo regolamento ancor prima della sua entrata in vigore e di non beneficiare del periodo transitorio.

I limiti previsti per le emissioni di CO2 impediranno agli impianti di generazione di elettricità ad elevate emissioni, come le centrali a carbone, di partecipare al meccanismo di regolazione della capacità italiano. Al tempo stesso, nota la Commissione Ue, per assicurare che il meccanismo rimanga competitivo nonostante l'esclusione di tali fornitori di capacità, l'Italia applicherà una serie di misure che mirano in particolar modo a favorire nuovi accessi, consentendo a capacità di generazione e altre tecnologie più rispettose dell'ambiente, come la gestione della domanda e lo stoccaggio, di sostituire gradualmente le centrali elettriche più inquinanti esistenti.

La Commissione ha giudicato il meccanismo di regolazione della capacità dell’Italia, come modificato dal governo, conforme alle norme dell'Ue sugli aiuti di Stato, perché continuerà ad assicurare la sicurezza dell'approvvigionamento e aumenterà ulteriormente il livello di tutela ambientale, senza indebite distorsioni della concorrenza nel mercato unico.

Secondo il sottosegretario allo Sviluppo economico Davide Crippa (M5S), “l’introduzione del mercato della capacità si inserisce in modo complementare nel quadro più ampio di interventi finalizzati a rendere i mercati dell’energia elettrica più efficienti, aperti alla partecipazione di tutte le risorse, con particolare attenzione all’integrazione della generazione da fonti rinnovabili, dei sistemi di accumulo e della gestione della domanda, e sempre più integrati a livello europeo.

Il mercato della capacità, oltre a dare nuovo slancio alle energie rinnovabili, fornirà un contributo fondamentale per gestire in sicurezza la transizione ad un sistema energetico decarbonizzato, in linea con il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC), con benefici attesi anche in termini di minori tensioni sui prezzi all’ingrosso e di minor rischio di interruzioni del carico”.