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2019-07-19 08:11

Via libera della Commissione Ue a 5,4 miliardi di incentivi per le rinnovabili elettriche

QUEL CHE C’È DA SAPERE

La Commissione europea ha dato via libera ai piano dell’Italia che prevede 5,4 miliardi di incentivi per le fonti rinnovabili elettriche, ritenendo che non violi la normativa sugli aiuti di Stato. Secondo la commissaria alla Concorrenza Margrethe Vestager, “un maggior utilizzo di energie rinnovabili nella produzione di energia è essenziale per il futuro del nostro pianeta e dell'ambiente. Il regime da 5,4 miliardi di euro aumenterà il livello della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili in Italia. Questo è in linea con gli obiettivi ambientali dell'Ue e con le nostre norme comuni in materia di aiuti di Stato”.

La Commissione Ue sottolinea che l'Italia intende introdurre una nuova misura di aiuto a sostegno della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, quali l'eolico terrestre, il solare fotovoltaico, l'idroelettrico e i gas residuati dai processi di depurazione. “Con una dotazione totale stimata di 5,4 miliardi di euro e una durata fino al 2021, il regime aiuterà l'Italia a realizzare i suoi obiettivi sul fronte delle energie rinnovabili.”

Gli impianti di energia da rinnovabili che beneficeranno del regime riceveranno un sostegno sotto forma di premio in aggiunta al prezzo di mercato. Il premio non potrà essere maggiore della differenza tra il costo medio di produzione per ogni tecnologia di rinnovabili e il prezzo di mercato.

Il regime italiano, scrive la Commissione Ue, prevede anche un meccanismo di recupero: se in futuro il prezzo di mercato dovesse superare il costo medio di produzione per ciascuna tecnologia di rinnovabili, gli impianti selezionati non riceverebbero più il premio e dovrebbero invece restituire alle autorità italiane le entrate supplementari. “Il sostegno dello Stato si limita così allo stretto necessario.”

Per i grandi progetti di oltre 1 megawatt il premio sarà fissato mediante una procedura di gara competitiva aperta a tutti i tipi di impianti, indipendentemente dalla tecnologia di rinnovabili utilizzata. I progetti più piccoli saranno scelti in base a una combinazione di criteri ambientali ed economici.

La Commissione europea dichiara di aver “accertato che l'aiuto ha un effetto di incentivazione, in quanto il prezzo di mercato non copre interamente i costi di produzione dell'energia elettrica da fonti rinnovabili; è inoltre proporzionato e limitato allo stretto necessario, dato che copre solo la differenza negativa tra il prezzo di mercato dell'energia elettrica e i costi di produzione. Il regime garantisce che questo avvenga anche se i prezzi di mercato aumentano in modo inaspettato.

La Commissione ha pertanto concluso che la misura italiana è compatibile con le norme dell'Ue in materia di aiuti di Stato, in quanto promuove la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili in linea con gli obiettivi ambientali dell'UE e senza falsare indebitamente la concorrenza.”

La Commissione europea afferma che la propria disciplina in materia di aiuti di Stato a favore dell'ambiente e dell'energia 2014-2020 consente agli Stati membri di sostenere la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, a determinate condizioni. “Queste norme sono intese ad aiutare gli Stati membri a realizzare gli ambiziosi obiettivi dell'Ue sul fronte dell'energia e del clima, contenendo al massimo i costi per i contribuenti ed evitando distorsioni indebite della concorrenza nel mercato unico. La direttiva Rinnovabili ha fissato per queste energie l'obiettivo vincolante del 3%, che l'Ue nel suo insieme deve raggiungere entro il 2030.

Con particolare riguardo alle centrali idroelettriche, l'Italia assicurerà che possano beneficiare del premio soltanto se sono rigorosamente conformi alla normativa Ue, soprattutto alla direttiva quadro dell'Ue sulle acque”.

Secondo il sottosegretario allo Sviluppo economico Davide Crippa (M5S), “la risposta positiva della Commissione rappresenta un passo importante nello sviluppo delle rinnovabili e nel raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione che ci siamo posti con il Piano Nazionale Energia ClimaIl decreto FER 1 nasce per sostenere la produzione da fotovoltaico, eolico, idroelettrico e gas di depurazione. La sua attuazione consentirà infatti la realizzazione di impianti per una potenza complessiva di 8000 MW, con un aumento della produzione da fonti rinnovabili di circa 12 miliardi di kWh e con investimenti attivati stimati nell’ordine di 10 miliardi”.

Il decreto dovrebbe essere firmato a breve dai ministri dello Sviluppo economico e dell’Ambiente. Successivamente saranno attivati, a cura del Gse, i meccanismi di accesso per accedere agli incentivi.