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2019-06-20 11:20

Tutti i Numeri dei Fanghi

CICLO DELLA DEPURAZIONE

di: 
Vito Iaboni

Cosi come delineato dalle direttive europee per l’attuazione dell’economia circolare, gli impianti di depurazione delle acque urbane fanno parte del sistema di gestione integrata dei rifiuti. L’autore di questa documentata rassegna sottolinea che i processi di digestione anaerobica per la produzione di biogas e digestato e il recupero energetico sono considerati dalla normativa Ue in materia di rifiuti operazioni di riciclaggio.

La depurazione delle acque urbane

Nella depurazione delle acque urbane, come noto, grazie all’azione di particolari microrganismi, è possibile trasformare le sostanze organiche in esse contenute per consentirne lo scarico in sicurezza nei corpi idrici.

 

Potenzialità impianto

La potenzialità fa riferimento all’entità dei carichi inquinanti trattati.

Per convenzione, per definire l’apporto di sostanza organica biodegradabile, si utilizza il concetto di “Abitante Equivalente” (AE)[1] che individua l’effettiva capacità depurativa degli impianti di depurazione e rappresenta il carico inquinante di natura organica biodegradabile, prodotto dalle attività domestiche e economiche.

 

Gli impianti in Italia

I dati più recenti disponibili sono quelli del “Censimento delle acque per uso civile” ISTAT , secondo il quale complessivamente, nel 2015, gli impianti di depurazione delle acque reflue urbane in esercizio sul territorio nazionale erano pari a 17.897 unità (tabella 1).

Poco meno della metà ovvero il 46,8% degli impianti di depurazione assicura ai reflui un trattamento di tipo Imhoff[2], il 9% un trattamento primario e il 44,2% da impianti un trattamento secondario e avanzato.

 

Tabella 1 – Ripartizione delle tipologie di trattamento degli impianti di depurazione delle acque reflue urbane, anno2015

Elaborazione su fonte ISTAT

(1)   Percentuale calcolata rispetto al totale n. impianti dell’area geografica

(2)   Percentuale calcolata rispetto al totale n. impianti Italia

 

Dall’analisi della tabella 2 emerge come l’elevata numerosità d’impianti Imhoff tratti in realtà una quota irrisoria del carico inquinante. Infatti, su una popolazione di riferimento, a livello nazionale, di circa 75,2 milioni di AE emerge la seguente situazione:

  • 1,2 milioni di AE in impianti Imhoff (1,6%).
  • 1,82 milioni di AE in impianti primari (2,4%).
  • 22,01 milioni di AE in impianti secondari (29,3%).
  • 50,2 milioni di AE in impianti avanzati (66,7%).

 

Tabella 2 – Carichi inquinanti in AE*1.000 di impianti di depurazione acque reflue urbane, anno 2015

Ripartizione geografica

Imhoff

Primario

Secondario

Avanzato

Totale

AE

%

(1)

AE

%

(1)

AE

%

(1)

AE

%

(1)

AE

%

(2)

Nord

764

2,1

514

1,4

5.566

15,6

28.909

80,9

35.755

47,5

Centro

146

1,0

166

1,1

5.584

37,7

8.926

60,2

14.821

19,7

Sud

197

1,2

772

4,6

6.974

41,6

8.840

52,7

16.782

22,3

Isole

101

1,3

370

4,7

3.887

49,3

3.523

44,7

7.881

10,5

Italia (2)

1.208

1,6

1.822

2,4

22.011

29,3

50.198

66,7

75.239

100

Elaborazione su fonte ISTAT

(1)   Percentuale calcolata rispetto al totale degli AE dell’area geografica

(2)   Percentuale calcolata rispetto al totale degli AE Italia

 

I fanghi di depurazione

Stima della produzione specifica - I quantitativi (produzione e volumetria) di fanghi (primari e secondari) estratti dai relativi sedimentatori, secondo il CNR, sono i seguenti:

  • la produzione di fanghi primari e secondari è pari rispettivamente a 48 e 27,1 g/ab*d (grammi/abitante per giorno);
  • alla concentrazione di solidi stimata del 4% nei fanghi primari e dell’1,1% nei fanghi secondari corrisponde un volume rispettivamente di 1,2 e 2,46 l/ab*d.

 

Secondo quanto riportato nel “Blue book”, edito a cura di Utilitalia e Utilitas, a fronte dei volumi di scarico trattati (250 litri/ab*d), a livello nazionale la produzione media annua di fanghi, espressa in kg di sostanza secca (SS) è pari a 13,4 kg per AE.

La produzione nazionale - L’ultimo dato aggregato disponibile della produzione nazionale di fanghi di depurazione relativa all’anno 2015 (tabella 3), riporta oltre 3 milioni di tonnellate (ISPRA 2017) . Si rileva che Lombardia ed Emilia Romagna rispettivamente con 448.155 tonnellate e 409.214 tonnellate sono le regioni con i maggiori quantitativi di fanghi prodotti (14,6% e il 13,3%); seguono il Veneto e Lazio con rispettivamente 360.643 tonnellate e 312.161 tonnellate (11,8% e il 10,2%); minori quantitativi sono registrati in Basilicata con 6.572 tonnellate (0,2%), in Valle d’Aosta con 4.140 tonnellate (0,1%) e in Molise con 3.102 tonnellate (0,1%).

 

Tabella 3 - Fanghi prodotti dal trattamento delle acque reflue urbane per regione, anno 2015

Regione

Quantità

t

%

Piemonte

260.452

8,5

Valle D'Aosta

4.140

0,1

Lombardia

448.155

14,6

Trentino Alto Adige

129.068

4,2

Veneto

360.643

11,8

Friuli Venezia Giulia

82.422

2,7

Liguria

41.565

1,4

Emilia Romagna

409.214

13,3

Toscana

290.931

9,5

Umbria

47.289

1,5

Marche

74.794

2,4

Lazio

312.161

10,2

Abruzzo

56.298

1,8

Molise

3.102

0,1

Campania

188.054

6,1

Puglia

221.401

7,2

Basilicata

6.572

0,2

Calabria

23.530

0,8

Sicilia

33.843

1,1

Sardegna

75.668

2,5

Italia

3.069.302

100

Elaborazione su fonte ISPRA 2017

 

La gestione - Nel 2015, il quantitativo di fanghi gestiti, a livello nazionale, è pari a circa 2,9 milioni di tonnellate (ISPRA 2017) . In tabella 4 ne vengono riportate le diverse forme di gestione.

Si evidenzia che tra le operazioni di recupero con oltre 1 milione di tonnellate (34,7%), prevale il“riciclaggio/recupero di altre sostanze organiche” (R3), tale quantitativo è comprensivo di circa 323.000 tonnellate avviate al compostaggio.

Il quantitativo di fanghi avviati allo “spandimento sul suolo a beneficio dell'agricoltura o dell'ecologia” (R10) è pari a 323.833 tonnellate (11,2%) e al “recupero di energia” (R1) sono avviate 22.296 tonnellate (0,8%).

Il “Trattamento biologico” (D8) è l’operazione più utilizzata con 828.276 tonnellate (28,6%), cui segue lo “smaltimento in discarica” (D1) con 387.097 tonnellate (13,4%).

Al “trattamento fisico chimico” (D9) sono sottoposte 128.254 tonnellate, (4,4%); l’incenerimento (D10) interessa 66.409 tonnellate (2,3%).

Infine, la “giacenza al 31/12”, comprensiva della “Messa in riserva” (R13) e del “Deposito preliminare” (D15), sono pari a 95.280 tonnellate (3,3%).

 

Tabella 4 - Gestione dei fanghi prodotti dal trattamento delle acque reflue urbane, anno 2015

Operazioni di gestione

Quantità

t/a

%

Smaltimento in discarica (D1)

387.097

13,4

Trattamento biologico (D8)

828.276

28,6

Trattamento fisico-chimico (D9)

128.254

4,4

Incenerimento (D10)

66.409

2,3

Raggruppamento preliminare (D13)

38.787

1,3

Ricondizionamento preliminare (D14)

2.275

0,1

Recupero di energia (R1)

22.296

0,8

Riciclo/recupero delle sostanze organiche (R3)

1.006.270

34,7

Spandimento sul suolo a beneficio dell’agricoltura o dell’ecologia (R10)

323.833

11,2

Messa in riserva e deposito preliminare al 31-12 (R13/D15)

95.280

3,3

Totale

2.898.777

100

Elaborazione su fonte ISPRA 2017

 

L’età degli impianti

Dalla “Relazione annuale sullo stato dei servizi e sull’attività svolta” di AEEGSI del 21 giugno 2016 sull’età degli impianti di depurazione per classe di trattamento (dati del 2014), emerge quanto riportato in tabella 5:

  • Gli impianti con tecnologie più innovative (trattamento terziario[3] e terziario avanzato[4]) sono di realizzazione generalmente più recente.
  • Gli impianti con età compresa fra gli 11 e i 15 anni sono prevalentemente dotati di un trattamento secondario.
  • La quasi totalità degli impianti più vetusti (con età maggiore di 50 anni) sono rappresentati da impianti Imhoff.

 

Tabella 5 – Ripartizione percentuale dell’età degli impianti di depurazione acque reflue urbane, anno 2014

Età degli impianti

Tipo di trattamento

Imhoff

Primario

Secondario

Terziario

Terziario avanzato

Fino a 5 anni

20

8

30

20

22

6 - 10 anni

26

5

37

26

7

11 - 15 anni

11

10

64

10

4

16 - 30 anni

50

9

32

7

2

31- 50 anni

35

11

35

14

5

Oltre 50 anni

96

3

1

0

0

Elaborazione su fonte AEEGSI

 

Nel ”Rapporto sul recupero energetico da rifiuti urbani in Italia” (edizione aprile 2018) a fronte di un campione rappresentativo di 87 impianti di depurazione di acque reflue in esercizio (2016) con potenzialità di almeno 50.000 AE, la cui linea fanghi è dotata di una sezione di digestione anaerobica (DA), sono disponibili informazioni riguardanti l’anno di costruzione e primo avviamento della linea fanghi (tabella 6), come di seguito riportato:

  • il 9,2% degli impianti (8 unità) prima del 1980;
    • il 60,9% degli impianti (53 unità) tra il 1981 e il 2000;
    • il 16,1% degli impianti (14 unità) dopo il 2000;
    • per il 13,8% degli impianti (12 unità) non è disponibile il dato in esame.

 

Tabella 6 – Linee fanghi per anno di primo avviamento, anno 2016

Anno di primo avviamento

Impianti

N.

% sul totale

1973-1980

8

9,2

1981-1990

30

34,5

1991-2000

23

26,4

2001-2016

14

16,1

n.d.

12

13,8

Totale

87

100

n.d. = non disponibile

Fonte: ISPRA – UTILITALIA

 

Consumi energetici

Rapporto di AEEGSI - I consumi di energia elettrica della depurazione, incidono per circa il 30% sul totale dei consumi elettrici del Sistema Idrico Integrato (SII)[5]. Nell’anno 2016 si registra un consumo medio nazionale di 0,35 kWh per m3 di refluo trattato. Vengono osservati valori superiori alla media nazionale nel Sud (0,6 kWh/m3) e nelle Isole (0,4 kWh/m3), che sembrano indicare una minore efficienza energetica degli impianti a livello di area geografica.

Il consumo nazionale di energia elettrica a fronte di circa 75,2 milioni di AE, è stimabile in circa 1.840 GWh/anno, tale valore, è stato ottenuto a partire dalla stima del volume di acqua in ingresso agli impianti, pari a 5.258 milioni di metri cubi (2012), ipotizzando un consumo medio pari a 0,35 kWh/m3 anno.

Rapporto “Orange book - Efficienza energetica e nuovi servizi per le città – 2017 (Utilitalia e Utilitatis)” - I consumi sono relativi a un campione di impianti a servizio di una popolazione di circa 28,6 milioni di abitanti (tabella 7) e per l’anno 2014, a fronte di un consumo medio di 34,42 kWh/ab, un consumo totale di circa 986 GWh, per cui la proiezione a livello nazionale sarebbe pari a circa 2.100 GWh/anno.

 

Tabella 7 - Dati tecnici riferiti al campione per il servizio di depurazione, anno 2014

Area geografica

Volumi in ingresso

Impianti

Popolazione servita

Superficie

Consumi energetici

m3

%

%

Abitanti

%

km2

kWh

kWh/m3

kWh/ab

Nord

2.064.422.608

60,2

4.109

70,6

15.621.797

54,5

48.467

526.472.264

0,26

33,70

Centro

1.034.899.885

30,2

1.430

24,6

7.627.653

26,6

25.280

263.408.283

0,25

34,53

Sud

329.132.042

9,6

278

4,8

5.397.295

18,9

193.469

196.270.723

0,60

36,36

Elaborazione su fonte Orange book

 

La produzione del biogas

La DA, Digestione anaerobica, rappresenta un tema di grande attualità, in relazione sia alle esigenze di recupero dei rifiuti che di produzione di energia da fonti rinnovabili. Ciò ha portato a un mutamento nella politica di gestione dei rifiuti con la formulazione, sia a livello comunitario che nazionale, di un quadro normativo fortemente incentivante per lo sviluppo di fonti energetiche alternative.

Il principale parametro per la stima della produzione del biogas è riferibile alla percentuale di solidi volatili (SV) contenuti nella sostanza organica, ovvero la quantità di materia decomponibile.

Considerando la formula bruta C18H19NO9 per i fanghi primari e C5H7NO2 per i secondari, vengono nel seguito riportati alcuni valori tipici di SV e biogas del processo di produzione, di fonte CNR :

  • La percentuale di abbattimento di SV è del 50% nei fanghi primari e del 30% nei fanghi secondari. Considerando che l’apporto di SV nei fanghi misti è del 64% dai fanghi primari e del 36% dai fanghi secondari, essa può essere fissata al 42,8%.
  • In termini di SV abbattuti, la produzione di biogas può essere stimata in 0,97 Sm3/kg per i fanghi primari, in 0,79 Sm3/kg per i fanghi secondari e in 0,92 Sm3/kg per i fanghi misti.
  • A titolo esemplificativo, in un impianto al servizio di 500.000 AE, la produzione totale di biogas, nella digestione separata dei fanghi primari e secondari, può essere stimata rispettivamente in 8.721 e 2.420 Sm3/d per un totale di 11.141 Sm3/d, pari a una produzione specifica di 22,3 l/ab*d (congruente con il valore CNR).

L’ENEA stima dai fanghi primari una produzione di biogas tra 15 e 22 Sm3/1.000 ab*d e dai fanghi secondari 28 Sm3/1.000 ab*d, pari ad una producibilità media, pro capite di 0,022 Sm3/ab*d (22 l/ab*d).

Il biogas ottenuto è caratterizzato, da un contenuto in metano compreso tra il 50% e il 70%, avente un potere calorifico inferiore (PCI) medio pari a circa 27.900 kJ/Sm3 (6.500 kcal/Sm3).

La misura diretta della produzione di biogas è l’indicatore migliore. Tuttavia essa può essere valutata anche parametricamente sulla base della percentuale di abbattimento dei SV, anche se per tali stime è necessario che siano note quantità e caratteristiche chimico-fisiche dei fanghi.

 

ISPRA e UTILITALIA - Dall’analisi del rapporto emerge che, nell’anno 2016 soltanto, 58 (66,7%) degli 87 impianti censiti hanno prodotto biogas dalla DA dei fanghi di depurazione.

La produzione di biogas nel 2016 è stata pari a 29.183.414 Sm3 (Standard metri cubi) corrispondente a una produzione media per impianto di 503.162 Sm3.

Gli impianti che hanno comunicato sia il dato di produzione di biogas (per un totale di 24.757.643 Sm3) che quello relativo al carico inquinante (7.814.244 AE) sono pari a 43 unità. Con riferimento a tali valori, la tabella 8 riporta la produzione specifica media annua di biogas compresa tra 1,15 e 4,08 Sm3/AE ed un valore medio di 3,17 Sm3/AE.

 

Tabella 8 – Distribuzione degli impianti per classe di produzione totale e specifica di biogas, anno 2016

Classe di produzione del biogas

AE effettivi

Produzione biogas

Produzione specifica biogas

N.

%

Sm3

%

Sm3/AE

Fino a 200.000 Sm3

791.483

10,13

910.205

3,68

1,15

> 200.000 Sm3 ≤ 500.000 Sm3

2.174.550

27,83

4.055.142

16,38

1,86

> 500.000 Sm3

4.848.211

62,04

19.792.296

79,94

4,08

Totale

7.814.244

100

24.757.643

100

3,17

Fonte ISPRA – UTILITALIA

 

In linea del tutto teorica, nell’ipotesi che i suddetti 58 impianti fossero in grado di operare al 100% del carico “di progetto” (15.910.620 AE), prendendo a riferimento la produzione media di biogas pari a 3,17 Sm3/AE, il potenziale di produzione annua sarebbe pari a circa 50,4 milioni di Sm3.

Estendendo tale stima al carico inquinante nazionale circa 44 milioni AE, dato ISPRA[6] relativo agli impianti con potenzialità superiore a 50.000 AE la produzione annua di biogas risulterebbe pari a circa 139,5 milioni di Sm3.

 

La composizione del biogas

Nelle tabelle 9 e 10, estratte dal rapporto ISPRA e UTILITALIA , sono riportate le percentuali del contenuto di metano e di anidride carbonica nel biogas.

 

Tabella 9 – Valore percentuale del contenuto di metano nel biogas, anno 2016

Contenuto di CH4

N. impianti

%

≤ 60%

14

16,1

> 60% ≤ 70%

40

46,0

> 70%

9

10,3

n.d.

24

27,6

Totale

87

100

n.d. = non disponibile

Fonte: ISPRA – UTILITALIA

 

Tabella 10 – Valore percentuale del contenuto di anidride carbonica nel biogas, anno 2016

Contenuto di CO2

N. impianti

%

≤ 30%

29

33,3

> 30% ≤ 50%

28

32,2

> 50%

2

2,3

n.d.

28

32,2

Totale

87

100

n.d. = non disponibile

Fonte: ISPRA – UTILITALIA

 

L’utilizzo energetico del biogas

Dall’esame dei dati riportati nel rapporto ISPRA e UTILITALIA riguardanti l’utilizzo energetico del biogas negli 87 impianti censiti si evidenzia la seguente situazione:

  • potenza elettrica nominale installata, 16 impianti (18,4%) hanno dichiarato un valore complessivo pari a 11,6 MW, 64 impianti (73,6%) hanno dichiarato valore “zero” e 7 impianti (8%) non hanno fornito informazioni;
  • soltanto in 14 impianti (16%) è stata dichiarata una produzione di energia elettrica per 26.632 MWh;
  • per la potenza termica nominale installata, 62 impianti (71,2%) hanno dichiarato un valore complessivo pari a 69,1 MW, 17 impianti (19,6%) hanno dichiarato valore “zero” e 8 impianti (9,2%) non hanno fornito informazioni;
  • soltanto in 25 impianti (28,8%) è stata dichiarata una produzione di energia termica per complessivi 66.032 MWh.

Gli impianti che hanno dichiarato di usufruire di incentivazioni, per la produzione di energia elettrica, sono 9 per una potenza pari a 9,02 MW e una produzione pari a 22.357 MWh (tabella 11).

 

Tabella 11 - Potenza e produzione energia elettrica incentivata, anno 2016

N.

Potenza nominale installata

Produzione

Autoconsumi

Incentivazione

MW

MWh

%

si/no

Tipo

Validità (data di scadenza)

1

5,6

14.447

100

si

GRIN (1)

2023

2

0,2

348

100

si

CV

23/04/2024

3

0,3

1.934

100

si

CV

2024

4

0,07

452

100

si

CV

2023

5

0,2

260

100

si

CV

2023

6

0,19

650

100

si

CV

2025

7

2,0

2.969

100

si

CV

n.d.

8

0,33

782

n.d.

si

CV

n.d.

9

0,13

515

100

si

CV

2019

Totale

9,02

22.357

-

-

-

-

n.d = non disponibile

(1)   GRIN è il nuovo applicativo che permette di usufruire dei nuovi incentivi previsti dal D.M. 06/07/2012 per tutti gli impianti qualificati IAFR ex CV.

Fonte: ISPRA – UTILITALIA

 

Il biogas utilizzato nella cogenerazione, prodotto da 7 impianti localizzati al Nord, è pari a un quantitativo di 10.363.377 Sm3 (35,5% della produzione totale censita). In tali impianti la potenza elettrica installata è pari a 8,9 MW, mentre la potenza termica è di 14,6 MW; la produzione di energia elettrica e termica è pari rispettivamente a 19.570 MWh e 24.430 MWh.

Il biogas smaltito in torcia o destinato ad altri utilizzi è pari a 1.311.406 Sm3 (4,49% della produzione totale).

 

NOTE


[1] Abitante Equivalente – È’ l’unità di misura con cui è convenzionalmente espresso il carico inquinante organico biodegradabile in arrivo all’impianto di depurazione, secondo l’equivalenza: 1 abitante equivalente = 60 grammi/giorno di BOD5  (richiesta biochimica di ossigeno a 5 giorni).

[2] L’impianto Imhoff, dal nome dell'ideatore Karl Imhoff (1876–1965), è un dispositivo utilizzato per il trattamento dei liquami nei piccoli o medi impianti di depurazione.

[3] Per trattamento terziario si intende un processo che, in aggiunta al trattamento secondario, comporta una rimozione spinta dei nutrienti (azoto e fosforo), includendo l’eventuale dosaggio di reagenti chimici effettuato nel volume delle vasche dei comparti di trattamento secondario (AEEGSI) .

[4] Per trattamento terziario avanzato, s’intende un trattamento più avanzato rispetto ai precedenti, che si applica in genere a valle dei trattamenti primari, secondari e terziari, quali, ad esempio: filtrazione su sabbia, filtrazione su membrane, ossidazione avanzata, chiariflocculazione (qualora sia presente per la rimozione di inquinanti diversi o aggiuntivi al fosforo) e adsorbimento su carboni attivi.

[5] La finalità del SII, istituito presso l'Acquirente Unico con la legge del 13 agosto 2010, n. 129/10, è quella di gestire i flussi informativi fra i soggetti che partecipano ai mercati dell'energia elettrica e del gas secondo le regole e i procedimenti definiti dall'AEEGSI .

[6] Il dato ISPRA è stato trasmesso nell’anno 2016 alla Commissione europea, dando seguito a quanto stabilito dall’articolo 15, paragrafo 4, della direttiva comunitaria 91/271/CEE, concernente il trattamento delle acque reflue urbane, recepita dal decreto legislativo 152 del 2006. Tale articolo dispone, in particolare, che le autorità competenti o gli organismi abilitati, comunichino alla Commissione, nei modi e nei tempi stabiliti da quest’ultima, le informazioni sulla conformità degli scarichi delle acque reflue urbane ai limiti stabiliti dalla direttiva europea.

 

Bibliografia

ISTAT – Anno 2015 - Censimento delle acque di uso civile anno (14 dicembre 2017) - Sito web https://www.istat.it/it/files/2017/12/Report-Censimento-acque.pdf

Mininni G. et altri - Strategia globale nella gestione dei fanghi CNR – Istituto di Ricerca sulle Acque. Memoria a convegno a Ecomondo, Rimini 3/6 novembre 2004 - Sito web  www.cnr.it/dipartimenti/Allegato_33745.pdf?LO...type=application/pdf

Utilitalia e Utilitas Blue book “I dati sul Servizio Idrico Integrato in Italia” (2017)

ISPRA - Rapporto Rifiuti Speciali - Edizione 2017 – Sito web http://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/rapporti/rapporto-rifiuti-speciali-edizione-2017

AEEGSI (Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico) – Relazione annuale sullo stato dei servizi e sull’attività svolta – 21 giugno 2016 – Sito web https://www.autorita.energia.it/it/relaz_ann/16/16.htm

ISPRA – Utilitalia - Rapporto sul recupero energetico da rifiuti urbani in Italia del 10 aprile 2019

Utilitalia- Utilitatis - Orange book - Efficienza energetica e nuovi servizi per le città (marzo 2017) - Sito web http://www.utilitalia.it/

Mininni G. et altri - Strategia globale nella gestione dei fanghi CNR – Istituto di Ricerca sulle Acque. Memoria a convegno a Ecomondo, Rimini 3/6 novembre 2004 - Sito web  www.cnr.it/dipartimenti/Allegato_33745.pdf?LO...type=application/pdf

ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile) - Ricerca sistema elettrico - Analisi e stima quantitativa della potenzialità di produzione energetica da biomassa digeribile a livello regionale. Studio e sviluppo di un modello per unità energetiche - Report RSE/2009/RSE183 – Sito web http://aida.casaccia.enea.it/aida/file/RSE183.pdf