Oggi:

2019-06-20 12:14

Farsi Venire la Voglia di Votare

RICORDANDO ALEX LANGER

di: 
Giovanni Barca

Leggendo i risultati del progetto LEC (Lower Emissions Corridor) sull’autostrada A22 del Brennero, l’autore riflette su 30 anni di politiche ambientali europee che hanno condizionato fortemente i paesi membri e anche il nostro. Si potrebbe fare meglio, ma si è fatto molto, anche a partire dall’impegno di un ambientalista e deputato europeo come Alex Langer.

Tra le tantissime informazioni tecniche che si possono leggere nel Rapporto Ambiente pubblicato dal Sistema Nazionale di Protezione Ambientale 2018, mi sono soffermato sui risultati del Progetto LIFE Brenner LEC, relativo alla gestione dinamica del traffico autostradale per ridurre le emissioni inquinanti. La prima sintesi del progetto è stata effettuata congiuntamente dalle Agenzie per l’Ambiente di Trento e Bolzano. 

Le due Agenzie collaborano da due anni con Autostrada del Brennero, l’Università di Trento ed altre aziende pubblico/private, sul progetto da quattro milioni di euro, finanziato per il 60% dalla Commissione Europea, finalizzato a creare un “corridoio a emissioni ridotte” (LEC –Lower Emissions Corridor) lungo l’asse autostradale del Brennero, in un contesto molto sensibile quale è quello delle Alpi, tramite una gestione più sostenibile del traffico veicolare.

Per ora, il progetto ha sperimentato (per un determinato tratto e nel periodo aprile 2017/ aprile 2018) la riduzione del limite di velocità da 130 a 100 Km/h, allestendo contestualmente sul tratto interessato una rete di monitoraggio della qualità dell’aria spazialmente più distribuita, composta da sensori a basso costo e da campionatori passivi. L’accoppiamento con sistemi di rilevamento tradizionali ha consentito di valutare l’accuratezza e affidabilità delle misure effettuate con i sistemi a basso costo.

In estrema sintesi, il primo rapporto del progetto Life Brenner LEC ha consentito di calcolare una riduzione delle concentrazioni di NO2 pari al 10% e ha   confermato che, con la riduzione dei limiti di velocità, è anche possibile aumentare la capacità equivalente dell’autostrada (Q=veicoli equivalenti/ora).

L’introduzione di limiti di velocità più cogenti rispetto a quelli previsti dal codice della strada sono da tempo stati proposti nei Piani Regionali di Risanamento e Mantenimento della Qualità dell’Aria ma con scarso successo. La pratica dimostrazione che una riduzione della velocità aumenta anche la “capienza” della rete autostradale potrebbe aiutare a rendere più “accettabile” tale limitazione ed invogliare i gestori delle autostrade a farsi essi stessi promotori di tale iniziativa. Le recenti modifiche al codice della strada non hanno recepito la proposta della Lega di innalzare il limite di velocità a 150 Km/h ma nemmeno hanno posto limiti più restrittivi di velocità. Tale limitazione potrebbe essere utile a favore del contenimento di emissioni in prossimità dei grandi centri urbani.

L’ubicazione dello studio in Trentino e Sud Tirolo insieme al benefico effetto, non solo ambientale, della lentezza, mi hanno fatto ripensare ad Alex Langer nato a Vipiteno, da padre tedesco e madre italiana nel 1946 e morto a Firenze nel 1995, dove aveva vissuto a lungo e dove aveva conosciuto Giorgio La Pira, Ernesto Balducci e Lorenzo Milani. A partire dagli anni 80, è stato un punto di riferimento per molti ambientalisti italiani

Nel 1994, in contrapposizione al motto di De Coubertin, citius altius fortius, adatto ai giochi Olimpici che sono competitivi, lanciò il motto lentius, profundius, soavius in tema di convivenza e sviluppo sostenibile, ovvero l’elogio della lentezza, della riflessione e dell’approfondimento. Tante cose di quell’ intervento di Langer rimangono valide ed attuali e la rilettura di quel pensiero è assai istruttiva . Ne estraggo un passaggio significativo:

“Molti possono chiedersi: ma reintegrazione, riconciliazione con la natura, cosa vuol dire? quali precetti devo seguire? chi mi dà le indicazioni affidabili, su che cosa fare, per quali animali in pericolo di estinzione bisogna battersi? quali alberi preservare?
Io credo che il messaggio di fondo della riconciliazione con la natura che noi oggi dobbiamo proporci e possiamo proporre, senza tema di essere smentiti, è sostanzialmente uno, cioè quello della vita più semplice.
Quando quasi duecento anni fa Kant si preoccupava che tipo si messaggio morale trovare per tutti, credenti o non credenti, cioè che tipo di regola dare o formulare perché fosse valida per tutti, fosse indiscutibile, ha trovato alla fine questa regola: cerca di comportarti in modo tale che i criteri che ispirano la tua azione possano essere gli stessi criteri che ispirano chiunque altro. Questa è stata alla fine la formulazione più laica e più universale che ha trovato.
Se noi guardiamo oggi la situazione del mondo, un mondo popolato da più di 5 miliardi di persone, dovremmo per lo meno dire che i criteri che ispirano il nostro agire, siano moltiplicabili per 5 miliardi; cioè cercate di sporcare quanto 5 miliardi di persone potrebbero permettersi di sporcare; cercate di consumare energia quanto 5 miliardi di persone possono consumare; cercate di deforestare quanto 5 miliardi di persone possono permettersi di deforestare.”

Sono passati 25 anni, nel mondo ci sono due miliardi di persone in più. Oggi, molti scoprono le battaglie ambientali con Greta Thunberg, anche se le politiche ambientali sono state incardinate dall’Unione Europea che, concretamente, ha promosso obiettivi e programmi molto avanzati rispetto a quelli degli altri paesi del mondo.  Possiamo convenire che il seme piantato da Langer e da tanti altri ambientalisti ha germogliato e che l’UE ha investito in risorse umane e strumentali per la salvaguardia dell’ambiente, nel corso di questi anni, con buoni risultati. Vale la pena ricordarne le tappe e l’inquadramento.

“La politica dell'Unione in materia di ambiente risale al Consiglio europeo tenutosi a Parigi nel 1972, in occasione del quale i capi di Stato o di governo (sulla scia della prima conferenza delle Nazioni Unite sull'ambiente) hanno dichiarato la necessità di una politica comunitaria in materia di ambiente che accompagni l'espansione economica e hanno chiesto un programma d'azione. L'Atto unico europeo del 1987 ha introdotto un nuovo titolo «Ambiente», che ha costituito la prima base giuridica per una politica ambientale comune finalizzata a salvaguardare la qualità dell'ambiente, proteggere la salute umana e garantire un uso razionale delle risorse naturali. Le successive revisioni dei trattati hanno rafforzato l'impegno della Comunità a favore della tutela ambientale e il ruolo del Parlamento europeo nello sviluppo di una politica in materia. Il trattato di Maastricht (1993) ha fatto dell'ambiente un settore ufficiale della politica dell'UE, introducendo la procedura di codecisione e stabilendo come regola generale il voto a maggioranza qualificata in seno al Consiglio. Il trattato di Amsterdam (1999) ha stabilito l'obbligo di integrare la tutela ambientale in tutte le politiche settoriali dell'Unione al fine di promuovere lo sviluppo sostenibile. Quello di «combattere i cambiamenti climatici» è divenuto un obiettivo specifico con il trattato di Lisbona (2009), così come il perseguimento dello sviluppo sostenibile nelle relazioni con i paesi terzi. La personalità giuridica consente ora all'UE di concludere accordi internazionali.”