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2019-06-17 01:37

Dieselgate, il Parlamento europeo striglia la Commissione Ue e chiede misure urgenti

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Con una risoluzione approvata con 301 voti a favore, 181 contrari e 42 astensioni, il Parlamento europeo chiede che gli Stati membri adottino misure di emergenza per richiamare o ritirare dal mercato un gran numero di auto altamente inquinanti e si coordino con i produttori per procedere con i retrofit hardware obbligatori per ridurre le emissioni di biossido di azoto (No2) e ripulire il parco auto esistente. Il Parlamento teme che l'eredità di veicoli diesel altamente inquinanti rimanga in gran parte irrisolta e continui a deteriorare la qualità dell'aria per molti anni a venire se non si intraprende un'azione coordinata efficace.

Infatti, “stando alle informazioni trasmesse dagli Stati membri alla Commissione, le campagne di richiamo di veicoli negli Stati membri riguardano solo un numero limitato di autovetture delle seguenti case automobilistiche: Volkswagen, Renault, Daimler, Opel e Suzuki”. Alcuni Stati membri, “segnatamente la Bulgaria, l'Irlanda, la Slovenia, la Svezia e l'Ungheria non hanno ancora inviato alla Commissione alcuna informazione in merito ai loro programmi di richiamo”.

Gli eurodeputati osservano che la Commissione europea ha avviato procedure di infrazione contro diversi Stati membri più di due anni fa per non aver imposto sanzioni dopo lo scoppio dello scaldalo dieselgate e ha istituito sistemi di sanzioni per impedire alle case automobilistiche di violare la legislazione sulle emissioni delle auto, ma non ha spinto oltre la fase di ricerca di ulteriori informazioni. Infatti, le procedure sono ancora in corso contro Germania, Italia, Lussemburgo e Regno Unito, ma “la Commissione non ha ancora agevolato il passaggio alla fase successiva di raccolta di ulteriori informazioni presso gli Stati membri mediante lettere aggiuntive di costituzione in mora” e “alcuni Stati membri sembrano non cooperare in maniera onesta con la Commissione a tale riguardo”.

Il Parlamento europeo deplora anche un altro comportamento omissivo della Commissione Ue, alla quale aveva chiesto una relazione completa sulle misure adottate dalla Commissione e dagli Stati membri in merito alle conclusioni e alle raccomandazioni della commissione d'inchiesta sulla misurazione delle emissioni nel settore automobilistico. Al contrario, quella inviata il 18 ottobre 2018 dal commissario per il Mercato interno, l'industria, l'imprenditoria e le PMI, Elżbieta Bieńkowskasinora, riguarda solo le raccomandazioni e non le conclusioni della commissione d’inchiesta. La risoluzione invita quindi la Commissione a trasmettere senza indugio una relazione complessiva, approvata dall'intero Collegio, al Parlamento, in linea con la richiesta di quest'ultimo.