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2020-09-28 19:35

Presidenze degli Enti parco, scontro a tutto campo tra Lega e ministro dell’Ambiente

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Il 16 gennaio, la commissione ambiente del Senato ha bocciato la proposta di nomina del generale Antonio Ricciardi a presidente dell'Ente parco nazionale del Circeo. Decisivo il voto contrario della Lega, “a causa della mancata condivisione della scelta del candidato all'interno della maggioranza di governo”.

Contemporaneamente, alla Camera veniva discussa un’interrogazione a risposta immediata sempre della Lega che denunciava come “sempre più numerose notizie di stampa provenienti dal territorio avanzano critiche sul quadro dell'applicazione da parte del ministero dell'Ambiente delle norme in materia di governo degli enti parco nazionali e delle aree marine protette previsto dalla legge quadro n. 394 del 1991.Lo scenario che emerge è quello di un gravissimo ritardo degli adempimenti previsti per individuare le figure dei presidenti attraverso l'intesa con le regioni competenti territorialmente; dalle Cinque Terre all'Aspromonte, passando per le Dolomiti Bellunesi e la Val d'Agri, una linea continua di inefficienza amministrativa e di inerzia politica attraversa l'Italia”.

Riprendendo notizie di stampa, la Lega ha citato diversi “episodi curiosi in questa vicenda, tra i quali spiace menzionare quello che è avvenuto presso il Parco dei Monti Sibillini con l'annuncio della nomina del presidente, con modalità che appaiono agli interroganti quantomeno irrituali; per quanto riguarda il Parco del Gargano, invece, la stampa ha dato notizia di una procedura di selezione nella quale sarebbero stati vagliati ben 15 curricula, procedura peraltro non espressamente prevista dalla disciplina vigente; discorso a parte merita la vicenda di recenti commissariamenti di enti parco come la Sila e la Val d'Agri, per i quali si è fatto ricorso a professionalità provenienti dalla stessa amministrazione, pur meritoria, di provenienza del ministro interrogato”.

Alla Lega, che chiedeva “quali azioni e provvedimenti urgenti il ministro interrogato intenda assumere per completare al più presto la governance degli enti parco nazionali, attraverso le dovute intese con le presidenze regionali per assicurare l'efficienza e l'efficacia dell'azione di coordinamento di questi enti sul territorio”, il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa (M5S), ha risposto dicendo di aver seguito “una linea assolutamente trasparente e principalmente condivisa” con i due sottosegretari Vannia Gava (Lega) e Salvatore Micillo (M5S), che nel rispetto della legge e di quanto più volte riaffermato dalla Corte costituzionale prevede che la proposta di nomina del ministero sia fatta con l’accordo della Regione competente.

“Si tratta proprio di tenere talmente alto il livello curricolare che chi fa il presidente sia a un livello indiscutibile, al di là delle appartenenze e dei colori, perché deve avere una visione ampia”, ha aggiunto il ministro Costa. “Questa cosa è stata appunto condivisa e trasmessa e io l'ho partecipata dal giugno-luglio 2018 - quindi, appena giurato - per iscritto a tutti i presidenti delle regioni ove c'era questa necessità, cosa che precedentemente non necessariamente avveniva e di cui non c'è, tra l'altro, memoria scritta (quindi, per dimostrare il carteggio come funziona).”