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2019-03-23 11:53

Tassa sui rifiuti: per Bankitalia è inefficiente e iniqua

QUEL CHE C’È DA SAPERE

“La gestione dei rifiuti ha caratteristiche idonee all’applicazione di una tariffa commisurata all'entità dei rifiuti prodotti, con risvolti positivi sia sotto il profilo della finanza locale sia sul piano ambientale. In Italia tale servizio è invece finanziato con una tassa, di fatto assimilabile a un'imposta patrimoniale (la Ta.ri.).”  È quanto afferma uno studio della Banca d’Italia, intitolato Il prelievo locale sui rifiuti in Italia: benefit tax o imposta patrimoniale (occulta)?, che analizza le caratteristiche della Ta.ri. sia in termini di efficienza che in termini di equità, avvalendosi di una simulazione sui dati dell'indagine sui bilanci delle famiglie della Banca d'Italia.

La Ta.ri. costituisce una fonte di finanziamento molto rilevante per i Comuni, poiché il suo gettito (pari a circa 10 miliardi) è pari a un quinto delle entrate complessive degli enti. L’importanza della tassa per i bilanci comunali si è accresciuta dal 2016, poiché la Ta.ri. è da allora l’unica forma di prelievo che colpisce la proprietà dell’abitazione di residenza (in seguito al venire meno della Tasi) e non è sottoposta al blocco delle aliquote sui tributi locali.

Il problema, osserva lo studio di Bankitalia, è che “la Ta.ri. non discrimina adeguatamente fra famiglie in base alla produzione di rifiuti e presenta effetti redistributivi peculiari a sfavore dei nuclei con redditi più bassi. Una riconfigurazione del prelievo in chiave tariffaria porterebbe benefici non solo in termini di efficienza - per gli incentivi ad un utilizzo più responsabile delle risorse pubbliche e di quelle ambientali – ma anche in termini di equità, poiché rimuoverebbe i profili di regressività dell'attuale tariffa.”

Se la gestione dei rifiuti è finanziata con una generica imposta sulla proprietà immobiliare, “il costo individuale di incrementare la produzione di rifiuti è pressoché nullo e non vi è alcun incentivo per il singolo a mettere in atto pratiche virtuose, quali il riuso o il compostaggio, che ne contengano l’ammontare”.