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2018-12-15 08:33

Decreto FER, il parere dell’Arera

QUEL CHE C’È DA SAPERE

L’Arera (Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente) ha espresso il proprio parere sullo lo schema di decreto FER1 del ministero dello Sviluppo economico, che definisce gli strumenti incentivanti per le fonti rinnovabili, con tecnologie mature e costi fissi prevalentemente bassi o comunque suscettibili di sensibili riduzioni, quali eolico on-shore, solare fotovoltaico, idroelettrico (ad acqua fluente, compresi gli impianti in acquedotto, e a bacino ovvero a serbatoio), gas residuati dei processi di depurazione. Il ministero rimanda a successivi decreti ministeriali la definizione degli strumenti incentivanti per le altre fonti e le tecnologie che presentano significativi elementi di innovatività nel contesto nazionale, con costi fissi ancora elevati o tempi maggiori di sviluppo, e con elevati costi di esercizio.

Tra le osservazioni formulate dall’Autorità vi è quella riguardante la definizione dei contingenti incentivabili, al fine di “favorire uno sviluppo coerente e razionale del settore e di massimizzare la penetrazione delle fonti rinnovabili garantendo un’efficiente allocazione delle risorse non solo economiche, ma anche connesse all’utilizzo del territorio e della rete”. Secondo l’Arera è “necessario prima identificare le aree del territorio in cui è possibile realizzare impianti di produzione, coinvolgendo gli enti autorizzanti e i gestori di rete, e poi definire i contingenti da mettere all’asta, differenziati per fonte e area geografica, indirizzando gli operatori a sviluppare iniziative dove esse possono ragionevolmente essere completate in tempi coerenti con gli obiettivi da raggiungere e minimizzando gli impatti e i costi sul sistema”.

Infatti, sostiene l’Arera è “importante conoscere ex ante come tali impianti di produzione vengano dislocati sul territorio, per valutare il conseguente impatto sui mercati, sul dispacciamento e sulle reti elettriche, al fine di poter intervenire con tempistiche adeguate nell’implementare logiche di gestione finalizzate a massimizzare la penetrazione della generazione da fonti rinnovabili minimizzando al contempo i costi sistemici”.

L’Arera invita anche a snellire gli iter, perché “l’onere burocratico connesso con le procedure autorizzative rappresenta un elemento di contrasto allo sviluppo delle rinnovabili sia in termini di costi vivi che i produttori devono sostenere sia in termini di rischiosità dell’attività svolta. In tal senso, un’azione di semplificazione potrebbe permettere una riduzione sensibile del costo di incentivazione delle rinnovabili senza andare a detrimento della redditività degli investimenti in rinnovabili”.