Oggi:

2018-12-15 07:50

Soluzioni Efficienti. Non Solo Moda.

X CONFERENZA NAZIONALE PER L’EFFICIENZA ENERGETICA

di: 
Giuseppe Ricci*

“Fare chiarezza e prendere le decisioni più coerenti a partire dall’energia che produciamo, consumiamo e che risparmiamo”. Il presidente di Confindustria Energia si è soffermato sui temi della X Conferenza invocando un approccio olistico alle strategie da mettere in campo col Piano energia e clima per l’Italia.

L’Italia sarà chiamata nelle prossime settimane a presentare il Piano Energia-Clima, uno strumento di governance per traguardare gli obiettivi di decarbonizzazione entro il 2030 adottati dall’Unione europea. Il documento avrà un impatto trasversale a partire dal settore energetico fino ad altri settori economici, come l’industria e i trasporti. Le azioni, inoltre, daranno impulso al mercato a destinare cospicui investimenti in nuove tecnologie energetiche innovative e in infrastrutture. Vista la rilevanza del tema, sarà necessario poter contare sulla coerenza degli interventi con la politica industriale e la visione di sviluppo che immaginiamo per il nostro Paese, per assicurare la governabilità del processo e per assicurare una transizione sostenibile che soddisfi contemporaneamente i requisiti ambientali, economici e di sicurezza energetica.

Il punto di partenza non può che essere rappresentato dal contributo delle fonti energetiche: tradizionali, rinnovabili e innovative. Il paradigma dell’energia sta cambiando. L’Italia ha performato benissimo dal punto di vista della crescita delle fonti rinnovabili nel mix energetico ma non è stata altrettanto virtuosa nella crescita di una filiera industriale e nell’assecondare logiche di mercato, comportando oneri su cittadini e imprese. L’impiego delle fonti tradizionali a minor contenuto carbonico come il gas naturale aiuterà a spiazzare l’utilizzo di risorse a maggior impatto emissivo; al contempo lo sviluppo di forme di impiego delle fonti tradizionali più sostenibili ne accrescerà la compatibilità ambientale (p.es. qualità dei carburanti). Fa da cornice lo sviluppo di forme di energia innovative da materie prime seconde, con un impatto positivo in termini di riduzione di consumo di risorse.

L’approccio deve essere olistico, per contrastare le derive ideologiche, che puntano ad una soluzione “di tendenza” e per fare chiarezza e prendere decisioni le più coerenti a partire dall’energia che produciamo, consumiamo e che risparmiamo.

Il sistema deve poter contare su adeguate infrastrutture, valorizzando le esistenti anche in un’ottica di trasformazione delle stesse. Se vogliamo contribuire ad una reale e sostenibile crescita delle rinnovabili, oltre ad avvenire al minor costo, è necessario prevedere interventi adeguati alla gestione dell’intermittenza, come la realizzazione di centrali a gas e sistemi di accumulo.

Le tecnologie sono disponibili ma dobbiamo farci carico di informarne e comunicarle ai consumatori finali, a partire dai cittadini, che avranno un ruolo sempre più centrale nella implementazione e diffusione delle buone maniere (efficienza comportamentale). Ciò è quanto dovrebbe avvenire per esempio nel dibattito sulla mobilità, che deve necessariamente considerare tre aspetti, quali la congestione dei centri urbani, la qualità dell’aria e la decarbonizzazione. Lo sforzo è sul modello di mobilità, pubblica e privata, che considera misure come lo Smart working e l’e-commerce; la sostituzione dei veicoli vecchi e l’utilizzo di carburanti innovativi come i biocarburanti e il gas.

La transizione sarà sfidante e necessita di mettere a fattore comune tutte le risorse e filiere. La decarbonizzazione è un’opportunità e genera ricchezza per tutto il Paese, come lo sviluppo dell’economia circolare che, attraverso il riciclo e riutilizzo degli scarti ha ripensato il modello di produzione, consumo e riutilizzo dell’energia.

Il fatto che le rinnovabili siano competitive è una condizione necessaria per la stabilità del sistema. Gli incentivi (ammessa la disponibilità di fondi) dovrebbero eventualmente stimolare lo sviluppo di soluzioni tecnologiche che convergano sullo stesso obiettivo e che siano facilmente integrabili e concorrenti con altre tecnologie sul mercato, per non minare la competitività del sistema Paese (p.es. rinnovabili e sistemi di accumulo più efficienti e meno costosi, ecc.). È importante che il nostro Paese pensi all’impiego più efficiente delle risorse economiche, per adottare soluzioni ottimali dal punto di vista sia ambientale che economico.

Particolare attenzione deve essere dedicata all’adozione di misure per l’efficienza energetica, per stimolare l’avvio di un circolo virtuoso di buone pratiche che possa autosostenersi. Le policies, se rivolte verso questa direzione, produrranno effetti molto efficaci, concreti e percettibili a partire dai prezzi dell’energia elettrica, che nel nostro Paese risulta essere più cara rispetto ad altri Paesi europei a scapito della nostra economia ma anche dei nostri cittadini (la povertà energetica è un fenomeno che colpisce anche la popolazione italiana).

Che futuro vogliamo per il nostro Paese? È importante il lavoro di squadra sfruttando le grandi potenzialità delle competenze dei nostri tecnici e scienziati e favorendo lo sviluppo di una filiera nazionale. L’esempio della bioraffineria di Venezia è stato proprio questo: costruire un nuovo modello di business, basato sulla trasformazione industriale, non sovvenzionato e che coniugasse la sostenibilità ambientale, sociale ed economica.

A me piace ripetere che l’efficienza è la prima delle fonti rinnovabili e se dobbiamo investire, lo dobbiamo fare partendo proprio da qui. Dobbiamo renderci conto che l’uomo ha bisogno sempre più di energia per vivere e continuare a progredire, per cui l’ottimizzazione e l’uso razionale dell’energia sono aspetti fondamentali. L’Italia da questo punto di vista ha già fatto molto; ci sono dei settori dove abbiamo ancora moltissimi margini di miglioramento, come, ad esempio, nel residenziale. Qui gli incentivi possono essere efficaci ma necessitano di un miglioramento della comunicazione e una semplificazione normativa che ne facilitino l’applicazione.

L’efficienza, oltre ad intenderla come consumo evitato di energia, è un concetto da tenere in considerazione anche sulla programmazione degli interventi da realizzare. Ne faccio un esempio. Leggendo un interessantissimo sondaggio condotto dalla Fondazione Safe sulla transizione energetica e l’energia in generale, mi ha colpito un dato: alla domanda su come ridurre le emissioni atmosferiche in città, chi ha risposto con le auto ibride o elettriche è stato il doppio di quelli che hanno risposto con il potenziamento del trasporto pubblico. E’ chiaro che la moda del momento prevale sulla logica e sulla razionalità. Se dovessi decidere io su come intervenire nel modo più efficace ed efficiente possibile per rendere più sostenibile la mobilità, darei la massima priorità al potenziamento dei trasporti pubblici, metropolitane, tram, filobus in primis e poi tutti gli altri fino al car sharing, piste ciclabili, fino allo Smart working e e-commerce. Su questo campo le risorse investite avrebbero il massimo dei benefici ambientali. Al secondo posto lo svecchiamento del parco veicolare, perchè un euro 3- emette 10-100 volte più di un euro 6. Se queste soluzioni possono entrare nelle abitudini dei cittadini, allora, sono efficienti.

 

*Presidente di Confindustria Energia