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2018-11-17 09:46

Decreto FER, la Lega contesta la penalizzazione dell’idroelettrico e chiede di rivedere il testo, che contiene anche altre novità

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Con un post su Facebook e un intervento di fine seduta in Aula del senatore Paolo Arrigoni, la Lega ha chiesto di rivedere il decreto sulle fonti elettriche rinnovabili, che il ministero dello Sviluppo economico ha inviato a quello dell’Ambiente per il concerto. “Un inconcepibile attacco all'idroelettrico, importante settore che rappresenta nel nostro paese il 40% dell'energia elettrica rinnovabile, strategico in quanto unico programmabile e che, a differenza del fotovoltaico e dell'eolico, da stabilità alla rete”, scrive il deputato leghista.

“Nonostante reclami e reiterate richieste di modifica alla bozza di decreto per le incentivazioni dell'energia proveniente da fonti rinnovabili rivolte a rappresentanti Mise dalle associazioni di categoria dell'idroelettrico, nello schema trasmesso al ministero dell'Ambiente si prevede un taglio netto della potenza idroelettrica da incentivare e l'esclusione degli impianti mini-idro”, afferma Arrigoni. “L'esclusione dagli incentivi anche di impianti già autorizzati e in possesso di concessione per le quali le imprese stanno pagando i canoni metterebbe in crisi un settore già sofferente e una filiera tutta italiana, che ricomprende anche professionisti e imprese delle costruzioni con ricadute negative sul lavoro.”

“Questa è una cosa inaccettabile”, ha detto Arrigoni al Senato. “Pertanto, così come ha fatto il sottosegretario all'ambiente Gava, che per ben tre volte ha chiesto al ministero dello Sviluppo economico e al ministero dell'Ambiente di aprire un tavolo, anch'io sono qui, a nome dei colleghi del Gruppo della commissione ambiente, a chiedere, attraverso la Presidenza, che i ministri Di Maio e Costa possano aprire un tavolo sull'idroelettrico, in modo tale che si riveda il contenuto della bozza di questo decreto”.

Oltre alla questione dell’idroelettrico, la bozza di decreto inviata dal ministero dello Sviluppo economico a quello dell’Ambiente, contiene altre novità “passate finora sottotraccia”, come scrive il Quotidiano Energia, che ha pubblicato una bozza del provvedimento, da cui risulta che verranno rinviato a un successivo provvedimento i regimi di sostegno al geotermoelettrico, così come per fonti e tecnologie “che presentano significativi elementi di innovatività nel contesto nazionale, con costi fissi ancora elevati e tempi maggiori di sviluppo, ovvero che hanno costi elevati di esercizio”. E quindi nel FER 2 finiranno eolico offshore, energia oceanica, biomasse, biogas e solare termodinamico e ora anche geotermia, “ivi inclusa la geotermia convenzionale, alla luce del carattere innovativo delle tecniche per l’abbattimento delle emissioni”.