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2018-11-17 10:19

Corte dei conti Ue: falliti i progetti su rinnovabili innovative e cattura del carbonio

QUEL CHE C’È DA SAPERE

“L’azione dell’Ue per sostenere progetti di cattura e stoccaggio del carbonio e le fonti di energia rinnovabili innovative non ha avuto esito positivo. Fra il 2008 e il 2017, sono stati stabiliti valori-obiettivo ambiziosi, ma il sostegno fornito dall’Ue a progetti di dimostrazione ha raggiunto traguardi modesti in termini di progetti realizzati e di risultati. Per raggiungere i propri obiettivi, è necessario che l’Ue adatti il nuovo fondo per l’innovazione.” È quanto scrive la Corte dei conti europea, che ha esaminato la concezione, la gestione e il coordinamento di entrambi i programmi, costati 3,7 miliardi di euro, e valutato se avessero realizzato i progressi attesi, anche attraverso alcune visite di audit presso alcuni progetti in Germania, Spagna, Paesi Bassi, Polonia e Regno Unito.

Dai controlli è emerso che il programma energetico europeo per la ripresa (EEPR) “ha contribuito positivamente allo sviluppo del settore dell’energia eolica in mare, ma che non ha concretizzato le proprie ambizioni in materia di cattura e stoccaggio del carbonio”. Nel frattempo, il programma NER300 (Riserva 300 per i nuovi entranti) “non ha realizzato alcun progetto di successo per la cattura e lo stoccaggio del carbonio e ha compiuto scarsi progressi nel sostenere i progetti di dimostrazione per un più ampio ventaglio di tecnologie innovative nel settore delle energie rinnovabili”.

Entrambi i programmi, osserva la Corte, hanno risentito di condizioni di investimento avverse. “L’incertezza delle strategie e dei quadri normativi ha ostacolato o ritardato i progressi di molti progetti innovativi nel campo delle energie rinnovabili e della cattura e dello stoccaggio del carbonio.” La relazione pone inoltre in evidenza il ruolo fondamentale svolto dai prezzi di mercato del carbonio, volatili e inferiori alle previsioni, dopo il 2011, nel fallimento della diffusione delle tecnologie di cattura e di stoccaggio.

La Corte ha riscontrato che “l’architettura del programma NER300 ha limitato la capacità della Commissione e degli Stati membri di rispondere efficacemente al mutare delle circostanze. La selezione dei progetti e i processi decisionali erano complessi e altre caratteristiche progettuali hanno limitato la flessibilità del programma”. Secondo la Corte, “occorre migliorare considerevolmente il coordinamento per accrescere la coerenza e apportare maggior chiarezza”. La Corte esprime anche “preoccupazione per la scarsa chiarezza delle disposizioni in materia di controllo finanziario e rendicontabilità per il programma NER300. I fondi per questo programma non sono transitati dal bilancio di previsione dell’Ue e non sono iscritti nel bilancio dell’Ue”.

Poiché l’Ue si sta preparando a varare nel 2021 il fondo per l’innovazione, per contribuire ad accelerare la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio, “la Corte raccomanda alla Commissione europea di: 
• accrescere il potenziale per un efficace sostegno dell’Ue a tali progetti; 
• migliorare le procedure decisionali e di selezione dei progetti per il prossimo fondo per l’innovazione e garantirne la flessibilità nella risposta agli sviluppi esterni;
• rafforzare il proprio coordinamento interno per rendere più coerente e mirato il sostegno dell’Ue; 
• assicurare il rispetto dell’obbligo di rendiconto per il fondo di innovazione e il programma NER300”
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