Oggi:

2018-12-19 10:47

Rapporto speciale dell’IPCC sull’aumento di 1,5°C

QUEL CHE C’È DA SAPERE

L'Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) dell’Onu ha approvato un Rapporto speciale sugli impatti di un aumento del riscaldamento globale di 1,5°C rispetto ai livelli preindustriali. Il rapporto è stato redatto da novantuno autori e revisori provenienti da 40 paesi, viene sottolineato in un comunicato di presentazione, “con le citazioni di oltre 6.000 riferimenti scientifici e il contributo di migliaia di esperti e di revisioni da parte dei governi di tutto il mondo”, a “testimonianza della portata e della rilevanza politica dell'IPCC”, secondo il suo presidente, Hoesung Lee.

Il rapporto afferma che limitare il riscaldamento globale a 1,5°C richiederebbe “rapide e lungimiranti” transizioni in molti settori quali suolo, energia, industria, edilizia, trasporti, e pianificazione urbana. Le emissioni di CO2 nette globali prodotte dall’attività umana dovrebbero diminuire di circa il 45% rispetto ai livelli del 2010 entro il 2030, raggiungendo lo zero intorno al 2050. Questo vuol dire che ogni emissione rimanente dovrebbe essere bilanciata dalla rimozione di CO2 dall'atmosfera.

L’IPCC è un organismo costituito nel 1988 in ambito Onu, con il fine di individuare una voce super partes nella valutazione dei pericoli connessi all’aumento della CO2 e altri gas a effetto serra. Il compito dell’IPCC non è quello di svolgere attività di ricerca ma di raccogliere la produzione scientifica esistente e darne una rappresentazione pubblica a livello globale, tramite documenti ufficiali denominati Assessment Report (AR).