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2018-10-23 06:02

Scontro senza fine nel governo sulla presidenza del GSE

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Il 25 luglio, il ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, aveva dichiarato: “Questa settimana individueremo i vertici del GSE (Gestore Servizi Energetici) e dell’autorità per l’energia (Arera) e ci metteremo al lavoro per riuscire a far diventare questo paese 100% rinnovabile. Finora si è andati nella direzione sbagliata con scelte antieconomiche, antiambientali e anacronistiche che vanno cambiate. Bisogna cambiare rotta”

Per l’Arera è stato di parola, mentre per il GSE, dopo due mesi e mezzo, si è ancora in mezzo al guado, con uno scontro che vede contrapposti i ministeri dello Sviluppo economico e dell’Economia. Anche l’assemblea del Gse del 5 ottobre si è chiusa con un nulla di fatto e in vista di quell’appuntamento il sottosegretario allo Sviluppo economico, Davide Crippa (M5S), era stato molto duro nei confronti del dicastero di via XX Settembre, pubblicando sul sito del ministero una dichiarazione in cui affermava: “Capisco che in questo momento la legge di Bilancio stia catalizzando l’attenzione del ministero dell’Economia ma mi sfuggono i motivi per cui il Mef stia rimandando una decisione così importante che non solo sta rallentando la definizione e l’attuazione delle nostre politiche energetiche, ma immobilizza interi settori della nostra economia che aspettano chiarezza su regole ed incentivi per poter programmare i propri investimenti”.

“Il ministero dello Sviluppo economico - proseguiva Crippa - ha fatto la propria parte, sottoponendo al Mef le candidature di esperti di grande competenza e, soprattutto, estrema responsabilità, serietà e senso del dovere. Ci aspettiamo che il 5 ottobre l’assemblea del GSE ne scelga uno fra questi e che si cominci a lavorare. Non possiamo più aspettare”.

Invece non è successo niente e nei giorni seguenti si è arrivati fino all’ottava fumata nera, sino a che, secondo quanto indicato dal Fatto Quotidiano, sembrava che il 9 ottobre fosse stata trovata la convergenza sul nome di Sergio Santoro, giudice del Consiglio di Stato, dopo che il Tesoro era arrivato a minacciare il commissariamento del GSE. Prima di Sergio Santoro, i nomi che erano circolati erano stati quelli di Roberto Moneta, direttore del Dipartimento efficienza energetica dell'Enea, di Francesco Vetrò, presidente del Comitato di gestione della Cassa per il settore elettrico, e di Nicola De Sanctis, a.d. e presidente dell'Acquedotto pugliese.

E invece anche il 9 ottobre è finita con un nulla di fatto e un rinvio a data destinarsi, con il M5S che è ripartito all’attacco. Fonti dei Cinque Stelle, riportate dall’Ansa, hanno rimarcato di aver “già individuato il profilo da tempo ma la nomina è bloccata da funzionari renziani del Mef”, sottolineando come spetti al Tesoro indicare il nome all'assemblea del GSE. Secondo l’Ansa, l'identikit sembra coincidere con la speciale advisor del Mef, Claudia Bugno. A seguire è intervenuto il ministro per i Rapporti con il parlamento, Riccardo Fraccaro (M5S), dichiarando: “Non so se sia vero che alcuni funzionari renziani del Mef stanno bloccando la nomina, in caso sarebbe gravissimo, ma il punto è che la prossima assemblea deve poter nominare le figure giuste per rilanciare la mission del GSE per lo sviluppo sostenibile. Il M5S non permetterà a nessuno di fermare il cambiamento”.