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2018-10-23 05:05

Emissioni auto: indagine della Commissione Ue su un cartello anti-concorrenza tra Bmw, Daimler e Vw

QUEL CHE C’È DA SAPERE

La Commissione europea ha avviato un'indagine formale per valutare se Bmw, Daimler e Vw (Volkswagen, Audi, Porsche) abbiano colluso, in violazione delle norme antitrust dell'Ue, per evitare di concorrere tra loro sullo sviluppo e sulla diffusione della tecnologia per pulire le emissioni di autovetture a benzina e diesel.

“Queste tecnologie mirano a rendere le autovetture meno dannose per l'ambiente”, ha dichiarato la commissaria alla Concorrenza Margrethe Vestager. “Se dimostrata, questa collusione potrebbe aver negato ai consumatori la possibilità di acquistare auto meno inquinanti, nonostante la tecnologia sia disponibile per i produttori”.

Nell'ottobre del 2017, la Commissione Ue aveva effettuato ispezioni presso le sedi di Bmw, Daimler, Volkswagen e Audi in Germania, nell'ambito delle prime indagini in merito a possibili collusioni tra costruttori automobilistici sullo sviluppo tecnologico delle autovetture. Ora, l’indagine approfondita si concentra su informazioni che indicano come Bmw, Daimler, Volkswagen, Audi e Porsche, chiamate anche "Cerchia dei cinque", abbiano partecipato a riunioni in cui hanno discusso lo sviluppo e l'impiego di tecnologie per limitare le emissioni nocive dei veicoli.

In particolare, la Commissione europea sta valutando se le società si sono impegnate a limitare lo sviluppo e l'introduzione di determinati sistemi di controllo delle emissioni per le autovetture vendute nello spazio economico europeo, e specificamente:

  • sistemi di riduzione catalitica selettiva (SCR) per ridurre le emissioni nocive di ossidi di azoto delle autovetture con motori diesel;
  • filtri antiparticolato "Otto" (OPF) per ridurre le emissioni nocive di particolato delle autovetture con motori a benzina.

L'indagine della Commissione europea mira a stabilire se la condotta di Bmw, Daimler e Vw possa aver violato le norme antitrust dell'Ue che vietano i cartelli e le pratiche commerciali restrittive, compresi gli accordi per limitare o controllare lo sviluppo tecnico.