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2018-12-15 08:53

Meccanismi di capacità e mercato interno dell’energia, posizioni lontane tra gli Stati Ue e l’Italia ci ripensa

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Nell'ambito delle negoziazioni inter-istituzionali tra il Consiglio dell'Unione europea e il Parlamento europeo, relative al “Regolamento sul mercato interno dell'energia elettrica”, l'Italia ha deciso di ritirare la propria firma da un'alleanza di sette paesi guidata dalla Polonia, che mira a preservare la sovranità nazionale sulle decisioni di finanziamento delle centrali elettriche di emergenza, “concedendosi più tempo per approfondire e, ove necessario, rimodulare le proprie posizioni, secondo gli indirizzi dell'attuale governo”. Lo ha annunciato il sottosegretario allo Sviluppo economico Davide Crippa (M5S) il 13 settembre, appena nove giorni dopo che il documento da cui l’Italia ha ritirato la firma, il Working Paper 10008/2018, era stato pubblicato ufficialmente.

Nel documento – divulgato dal sito Euractiv e che ora risulta sottoscritto solo da Polonia, Francia, Ungheria, Grecia, Irlanda e Regno Unito – si esprimono riserve sulla proposta di riforma del mercato europeo dell'elettricità, sostenendo che i paesi dell'Ue “hanno una responsabilità fondamentale per mantenere la sicurezza dell'approvvigionamento” e che “in definitiva dovrebbe spettare loro determinare se sia necessario introdurre un meccanismo di capacità all'interno del proprio mercato”.

I meccanismi di capacità sono regimi di sostegno nazionali volti a remunerare le centrali elettriche - solitamente a carbone e gas – destinate a rimanere in stand-by per intervenire in caso di emergenza. La Commissione europea li considera come aiuti di Stato e ha proposto una riforma nell’ambito di un pacchetto sull’energia presentato nel novembre 2016.

Il sottosegretario Crippa ha motivato la decisione del ritiro della firma dal Workin Paper 10008/2008 con la necessità di “valutare, in termini di impatto, se siano più convenienti meccanismi flessibili di capacity o una riserva strategica sul modello tedesco che, anche se attiva solo nei picchi di domanda, possa comunque causare danni alla salute dei cittadini. Tutto ciò per limitare le distorsioni e creare una vera Unione dell'Energia, allocare efficientemente le risorse pubbliche su scala europea e favorire una transizione energetica rapida, coordinata e coesa in tutta la Ue, evitando che tali meccanismi favoriscano centrali poco sostenibili da un punto di vista ambientale”.

Secondo il sottosegretario, “qualora, in ultima istanza, si reputasse necessaria l'introduzione di meccanismi di regolazione delle capacità a livello di Stati membri, per garantire la sicurezza dell'approvvigionamento energetico dell'Unione, riteniamo che questi ultimi vadano indirizzati ad impianti che rispettino, quanto più possibile, standard emissivi tali da tutelare la salute dei cittadini e l'ambiente.

“Riteniamo inoltre – afferma Crippa – che qualora si pervenisse ad un accordo in tal senso tra Consiglio Ue e Parlamento europeo, esso dovrà avviarsi in tempi rapidi, garantendo la valutazione dell'appropriatezza dei meccanismi esistenti che non dovessero essere necessari e/o non dovessero rispettare i limiti emissivi di cui sopra, contravvenendo così agli obiettivi di decarbonizzazione dell'Unione europea”.

Quattro giorni dopo la decisione del governo italiano, si è tenuto in Austria, che ha la presidenza di turno del Consiglio dell’Unione europea, un vertice informale dei ministri dell’Energia dell’Ue. Con linguaggio diplomatico, la ministra austriaca Elisabeth Köstinger ha definito la discussione sui meccanismi di capacità “molto aperta e attiva”. Il tema viene riconosciuto come “politicamente sensibile, in particolare per quanto riguarda la protezione del clima”, e su di esso “le opinioni degli Stati membri variano ampiamente”. Alla presidenza austriaca spetta il ruolo di mediatrice tra gli Stati Ue e il Parlamento europeo e la ministra Köstinger ha sottolineato che “le posizioni di tutti gli Stati membri sono state pienamente rispettate. Questo è uno dei prerequisiti fondamentali per rendere possibili i progressi e potenzialmente finalizzare il pacchetto sull'energia pulita nei prossimi mesi”.