Oggi:

2018-07-20 03:02

Tutti i Numeri Dell’Auto Elettrica

MOBILITA’ SOSTENIBILE

di: 
Marco Cilione*

Le auto elettriche e ibride circolanti su strada hanno superato nel 2017 la soglia di tre milioni di unità a livello mondiale. Un risultato che evidenzia i notevoli sforzi messi in atto nel corso dell’ultimo decennio da governi e industria automobilistica. Obiettivi ambiziosi, strategie politiche di sostegno alla mobilità sostenibile, attività di ricerca e sviluppo stanno consentendo di accelerare la transizione verso la mobilità elettrica. Questo rapporto, pubblicato dalla Rivista Onda Verde dell’ACI, organizza i dati della mobilità elettrica ed ibrida, in Italia, in Europa e nel mondo e delinea le previsioni per il futuro.

E’ indubbio che i problemi di inquinamento e congestione che attanagliano le nostre città, e non solo queste ultime, stiano spingendo gli attori che compongono il comparto automotive a profondi cambiamenti rispetto a soli pochi anni fa.

I cambiamenti stanno coinvolgendo sia le case costruttrici di veicoli che gli utilizzatori degli stessi; le prime con investimenti miliardari nel campo dell’elettrificazione dei veicoli, i secondi con una lenta ma inesorabile deriva verso nuove forme di mobilità e verso nuove motorizzazioni meno impattanti sul fronte ambientale.

Per quanto riguarda questo secondo aspetto, è indubbio che, sebbene lentamente, le tradizionali alimentazioni a benzina e a gasolio stiano perdendo terreno rispetto al nuovo paradigma motoristico che prende la direzione di una progressiva elettrificazione dei motori. Questo avviene sia con l’ibridizzazione dei veicoli sia con la nascita di modelli totalmente elettrici.

Iniziamo con il nostro paese e vediamo quindi quale è ad oggi (considerando anche una breve serie storica degli ultimi 7 anni) la situazione di tale cambiamento. In Italia le prime iscrizioni di veicoli elettrici ed ibridi hanno avuto il seguente andamento:

PRIME ISCRIZIONI VEICOLI ELETTRICI


Fonte: ACI – Statistiche automobilistiche

PRIME ISCRIZIONI VEICOLI IBRIDI


Fonte: ACI – Statistiche automobilistiche

Come è facile notare mentre l’elettrico ha avuto un andamento altalenante e nell’ultimo anno è rimasto praticamente costante, nell’ibrido (sia nella versione classica che plug-in) è lampante il trend esponenziale. E il trend per i primi quattro mesi del 2018 è ancora più vivace, sebbene i dati riguardino solo le autovetture: infatti rispetto al primo quadrimestre 2017 i modelli elettrici sono aumentati del 79%, quelli ibridi plug-in del 59% e gli ibridi tradizionali del 38%. Importante risulta, anche, verificare quali sono le case costruttrici che presentano le performance migliori di vendita. Le statistiche ci dicono che nell’ibrido la Toyota la fa da padrone con diversi modelli nei primi posti; nell’elettrico il mondo è più variegato e diverse case sono presenti come si evince dalla tabella:

TOP 10 IBRIDE NEL 2017


Fonte: ACI – Statistiche automobilistiche


TOP 10 ELETTRICHE NEL 2017


Fonte: ACI – Statistiche automobilistiche

Volendo approfondire e vedere cosa succede a livello di area geografica, appare chiaro come lo sviluppo dei due settori sia diverso. Infatti nell’elettrico il nord Italia ha incrementato del 28% circa i numeri rispetto al 2015, il centro li ha mantenuti praticamente costanti ed infine il sud ha visto una contrazione, sebbene limitata (-2% circa). Andamento opposto per quanto riguarda l’ibrido, dove proprio il sud Italia ha avuto un incremento maggiore negli ultimi 2 anni (+ 186 % circa); segue il nord (+ 141% circa) e infine il centro con “solo” il 109%.


Fonte: ACI – Statistiche automobilistiche

Il mercato quindi presenta un settore decisamente brillante, paragonando quanto successo nel 2017 a solo 2 anni prima; il settore delle motorizzazioni sostenibili, sebbene i numeri assoluti siano ancora limitati, sta prendendo piede nei gusti degli italiani. Le percentuali rispetto al totale immatricolazioni è ancora basso (0,1% per le elettriche e 4,2% per le ibride), ma ci sono tutte le premesse per far sì che nei prossimi anni avranno uno sviluppo decisivo.

Analizzando ora il parco veicoli, questo ha avuto un andamento decisamente più lineare rispetto alle immatricolazioni, come si può notare dai grafici sotto riportati:

PARCO VEICOLI ELETTRICI AL 31/12/2017


Fonte: ACI – Statistiche automobilistiche


PARCO VEICOLI IBRIDI AL 31/12/2017


Fonte: ACI – Statistiche automobilistiche

Attualmente i veicoli elettrici presenti in Italia sono circa 22.400, mentre quelli ibridi sono circa 178.500. La crescita di questi ultimi è sempre più esplosiva dei primi, che peraltro presentano buoni tassi di crescita. Come per le immatricolazioni rapportando i numeri sopra indicati al totale del circolante, le percentuali sono ancora irrisorie: risultano presenti 39 veicoli elettrici e ibridi su 10.000 veicoli circolanti. Le regioni che hanno un valore più alto per questo indicatore sono quelle del nord e tra queste il Trentino Alto Adige è in testa con 85 veicoli ogni 10.000; all’opposto si trovano le regioni del sud, con in coda la Basilicata con 8 veicoli ogni 10.000.


Fonte: ACI – Statistiche automobilistiche

Ma quale è la situazione in Europa? Dalla tabella che segue, e considerando il rapporto tra autovetture BHEV (ibride plug-in + elettriche) ed autovetture in totale, appare chiaro che le nazioni del Nord Europa sono quelle più virtuose, seguono quelle del centro e infine quelle del sud, con l’eccezione del Portogallo che presenta una percentuale del 2%. Purtroppo l’Italia, insieme alla Grecia, ha il triste primato di trovarsi all’ultimo posto della graduatoria, con il 0,3% di auto ecologiche sul totale. Caso a se stante riguarda la Norvegia, dove l’anno passato tale indicatore ha raggiunto quasi il 37%. Da notare anche la Germania, dove troviamo in termini assoluti il numero maggiore di autovetture elettriche e plug-in, ma il valore dell’indicatore è uno dei più bassi (1,6%). Nel 2017, nel vecchio continente, ogni 54 auto immatricolate una è elettrica o plug-in (nel 2016 il rapporto era di una ogni 72).

IMMATRICOLAZIONE AUTOVETTURE BEV + PHEV NEL 2017


Fonte: ACEA– Statistiche automobilistiche

Nel primo trimestre 2018 la Germania ha superato la Norvegia nel numero di autovetture BHEV (elettriche + ibride plug-in) avendo immatricolato 17.574 unità contro 16.182, con un aumento del 70% circa rispetto al primo trimestre 2017 (Norvegia +20%). In tutta Europa le vetture immatricolate sono state 88.329, con un aumento del 41% circa (elettriche + 35%, plug-in + 47%). In Italia nei primi 4 mesi dell’anno le immatricolazioni di autovetture BHEV sono aumentate del 69% circa (elettriche + 79%, plug-in + 59%), passando da circa 1.350 a circa 2.300 unità, raggiungendo quasi la metà dei volumi dell’intero 2017.

Nel mondo nel 2017 sono stati venduti 1,15 milioni di autovetture BHEV. Una cifra che rappresenta l’1% del mercato totale, ma che ha avuto una vera e propria spinta (+54% circa) rispetto al 2016. Secondo EV-Volumes, società d’analisi svedese, proseguendo all’attuale tasso di crescita, nel 2030 otto nuove auto su dieci saranno elettriche. A livello di mercati trainanti, quello cinese si consolida leader: lo scorso anno le immatricolazioni di auto elettriche sono state ben 579.000 (+72% circa sul 2016). Inoltre dai primi dati 2018, ancora provvisori, in Cina nel primo trimestre 2018 sono state immatricolate 122.000 auto BHEV con un aumento del 136% rispetto al 1 trim 2017. E tale crescita continuerà sicuramente, visto che dal 2019 il 10% delle auto immatricolate, e dal 2020 il 12%, dovrà essere BHEV. Il 2017 è stato un anno importante anche per gli Stati Uniti. Il Paese governato da Trump ha immatricolato poco meno di 200.000 auto BHEV (+24% circa sull’anno precedente). Anche il Giappone ha avuto un’ottima performance in termini percentuali, avendo incrementato del 118% circa il numero di nuove immatricolazioni rispetto al 2016 (54.100 contro 24.850 unità). L’unico paese che vede diminuire il numero di immatricolazioni è l’Olanda, dove in particolare per i modelli plug-in si è verificata una diminuzione di circa l’88%, parzialmente compensata da un aumento delle elettriche pari al 131%. Questo perché sono stati quasi del tutto annullati gli incentivi riguardanti l’acquisto di autovetture plug-in.

Anche analizzando la consistenza del parco autovetture, questa risulta essere in deciso aumento in tutti i paesi con variazioni che vanno dal 6% circa dell’Olanda al 131% circa della Corea del Sud. Il paese con il parco più ampio è la Cina, che già nel 2016 ha superato gli USA e nel 2017 ha raggiunto e oltrepassato il milione di unità. Purtroppo l’Italia, nonostante un buon incremento del 36% tra i due anni, rimane in coda rapportando il numero di autovetture alla popolazione: solo 1 autovettura ogni 10.000 abitanti. La Norvegia è nettamente in testa con un valore dell’indice pari a 251.

IMMATRICOLAZIONI AUTOVETTURE (BHEV) NEGLI ANNI 2016-2017


Fonte: : Global EV Outlook 2018


CONSISTENZA PARCO AUTOVETTURE (BHEV) NEGLI ANNI 2016-2017


Fonte: : Global EV Outlook 2018

Il dato riferito al 2017 ci indica quindi che le auto elettriche circolanti su strada hanno superato nel 2017 la soglia di tre milioni di unità a livello mondiale (di cui il 40% circa solo in Cina). Un risultato simbolico che evidenzia i notevoli sforzi messi in atto nel corso dell’ultimo decennio da governi e industria automobilistica. Obiettivi ambiziosi, strategie politiche di sostegno alla mobilità sostenibile, attività di ricerca e sviluppo stanno consentendo di accelerare la transizione verso la mobilità elettrica. Ad oggi uno dei pilastri su cui si basa tale sviluppo è una politica di incentivi economici che aiutino la vendita (e quindi la diffusione) di tali veicoli.

In tutti i paesi coesistono sia incentivi diretta sulla vendita, sia incentivi all’uso e alla circolazione. Tipicamente i primi sono gestiti a livello nazionale, mentre i secondi sono in mano alle amministrazioni locali (regioni e comuni).

Non sempre però, a fronte di un ammontare simile dell’incentivo erogato, si presenta un livello omogeneo di diffusione di veicoli BHEV. Ad esempio la Svezia, che offre incentivi in linea  con altri paesi, è il terzo paese al mondo per quota di mercato. Appare chiaro come anche i livelli di reddito medi di un paese siano alla base della maggiore propensione all’acquisto, nonché lo sviluppo delle infrastrutture di ricarica necessarie all’utilizzo di questi veicoli. La tabella sotto indicata ci offre un quadro, sebbene sintetico, del livello di incentivi nei principale mercati mondiali.

INCENTIVI SULLE AUTO ELETTRICHE E IBRIDE PLUG-IN


Fonte: : EAFO – European Alternative Fuels Observatory

Sicuramente un altro fattore importante riguarda il valore economico degli incentivi. Difatti non tutti i paesi offrono agli automobilisti uguali opportunità; inoltre la prospettiva da cui è necessario guardare l’acquisto di un’auto BHEV deve essere quella del TCO (total cost of ownership), tenendo conto di tutta la vita del veicolo e non solo di incentivi al momento dell’acquisto. Nella tabella che segue è stimato tale importo riferito ad una vettura con un prezzo di acquisto di circa 30.000 e una durata di 10 anni, suddivisi per auto totalmente elettriche BEV e plug-in PHEV. Non a caso la Norvegia ha un livello nettamente superiore agli altri paesi, raggiungendo l’importo di 20.000 euro per i modelli BEV e circa 13.000 euro per quelli PHEV. Anche in questo ambito l’Italia si trova all’ultimo posto, con importi di poco superiori ai 3.000 euro per le auto BEV e intorno ai 2.000 euro per quelle PHEV. Dalla stima appare chiaro come la chiave del successo di un sistema di incentivi sia proprio la presenza simultanea di azioni sia a livello di acquisto che a livello di uso e circolazione.

STIMA DEL VALORE ECONOMICO DEGLI INCENTIVI


Fonte: E-Mobility Report 2017

Altro punto cardine per una estesa mobilità sostenibile è l’infrastruttura di ricarica. Infatti di pari passo con la crescita del parco veicolare elettrico, è in aumento anche il numero dei punti di ricarica. Stando ai più recenti dati disponibili, il numero totale dei punti di ricarica pubblici censiti nel mondo si attesta alla fine del 2017 a 430.000 unità, in forte crescita (+37%) rispetto ai 314.000 punti del 2016 e di circa 105 volte rispetto ai 4.000 del 2010. Di pari passo con lo sviluppo delle colonnine pubbliche, assistiamo ad una crescita altrettanto impetuosa dei punti di ricarica private, che costituiscono comunque sempre la stragrande maggioranza del totale, rappresentandone l’87% (3.000.000 circa) . Riguardo i punti di ricarica pubbliche, queste si trovano in maggioranza in Cina (41%), seguita dagli Stati Uniti (12%) e dall’Olanda (10%). In Europa, complessivamente, sono installate circa 70.000 stazioni di ricarica pubbliche. Si tratta di un numero destinato a crescere significativamente nei prossimi anni grazie anche alla direttiva europea Dafi (Alternative fuel infrastructure directive).

COLONNINE DI RICARICA PUBBLICHE

Fonte: Global EV Outlook 2018

In Italia ad oggi risultano installate circa 8.000 colonnine di ricariche private e circa 2.700 pubbliche. Mettendo in relazione i punti di ricarica pubblici con il circolante BHEV, il rapporto è pari a 2,7 veicoli per punto di ricarica. Il programma di Enel prevede la realizzazione di 7.000 colonnine entro il 2020 e 14.000 entro il 2022; di queste l’80% in ambito urbano da 22 kw, le rimanenti da 50 kw e oltre in ambito extraurbano e autostradale.

Sono questi, dunque, i principali numeri con cui fare i conti. Anche se il vero boom dell’elettrico ci sarà nel prossimo decennio, stando alle previsioni degli addetti ai lavori. Prendendo in considerazione i principali mercati mondiali (Cina, Europa e Stati Uniti), queste sono particolarmente ottimistiche al riguardo. E ci dicono che entro il 2030 questi mercati saranno invasi dai veicoli elettrici che raggiungeranno complessivamente ben 125 milioni di unità circolanti (stima Global EV Outlook 2018). Interessante la tripla velocità con cui tutto questo dovrebbe accadere. Infatti le auto elettriche aumenteranno lentamente fino al 2020, quando arriveranno a circa 7,5 milioni. Nel quinquennio seguente ci sarà una prima accelerazione che porterà sopra i 41 milioni, mentre la vera e propria crescita vertiginosa che garantirà di raggiungere i 125 milioni di cui sopra avverrà tra il 2025 e il 2030.

Per raggiungere tali traguardi tutti gli attori di questo mercato stanno contribuendo allo scopo. Dal punto di vista industriale, le principali case costruttrici di veicoli stanno investendo mld di euro nella mobilità elettrica; per quanto riguarda il solo settore autovetture, nuovi modelli, sia elettrici puri che plug-in sono previsti nei prossimi anni. Secondo quanto dichiarato, entro il 2020 saranno circa 55 i modelli di auto elettriche presenti in Europa, quasi tutte di segmento B e C. E’ proprio di qualche giorno fa la notizia che anche FCA investirà notevoli risorse in questo campo; parallelamente alla dismissione dei modelli alimentati a gasolio nella regione Emea (Europa, Medio Oriente e Africa), FCA sostituirà tale alimentazione con  opzioni elettrificate”. Tutti i nuovi modelli, infatti: avranno un’opzione “elettrificata”, cioè elettrica a batteria o ibrida plug-in. In particolare, entro il 2022 arriveranno 10 ibride plug-in (PHEV) e 4 elettriche a batteria (BEV). L’opzione “elettrica pura” sarà disponibile in tutti i segmenti, eccetto quello inferiore: in particolare \il nuovo “urban Suv” sarà offerto in versione ibrida plug-in. 

 Il settore della mobilità, dunque, sta virando decisamente verso l’elettrico, anche se ci sono alcuni ostacoli da superare prima che la rivoluzione entri nel vivo. Tra gli ostacoli sono da citare senza dubbio il prezzo elevato dei veicoli elettrici (questo costo elevato è dovuto alle batterie, che pesano fino al 40% del prezzo del veicolo) e la limitata autonomia delle batterie. Il progresso tecnologico, da questo punto di vista, rappresenta un fattore cruciale affinché i veicoli elettrici raggiungano la parità di costo con quelli a combustione interna e la densità energetica delle batterie aumenti al fine di consentire la percorrenza di tratte più lunghe. Secondo un recente report, tuttavia, il prezzo medio di una batteria al litio, nonostante resti alto, è calato parecchio in pochi anni, passando da 1.000 dollari per kWh nel 2010 a 210 dollari per kWh nel 2017 (con un calo del 79%), con una previsione per il 2025 di un costo di soli 100 dollari per kwh.

 


Fonte: Global EV Outlook 2018

Quindi la previsione è che i prezzi caleranno ulteriormente negli anni e che entro un decennio la propulsione elettrica potrebbe raggiungere la competitività con quella tradizionale a combustione interna. Le batterie, inoltre, saranno meno ingombranti, più leggere e più veloci da ricaricare.

E quale potrebbe essere dunque il costo di un’auto elettrica nei prossimi anni? Secondo uno studio tedesco, ipotizzando una batteria da 100 kwh (sufficiente per percorrere circa 500 km), un modello di segmento C costerebbe circa 28.000 euro nel 2025 e circa 25.000 euro nel 2030; in linea quindi con il costo di un’auto a combustione interna. Tenendo presente anche i costi d’uso, decisamente minori di un modello tradizionale, il TCO risulterebbe a vantaggio dell’elettrico anche dopo pochi anni di vita e limitati chilometraggi annuali.

Fermo restando lo sviluppo delle batterie, il settore elettrico ha il suo campo di utilizzo primario in ambito urbano, laddove i problemi di inquinamento sono maggiori.  E in città gran parte della domanda di mobilità deve essere soddisfatta da un efficiente sistema pubblico di trasporto, collegato ad un altrettanto efficiente sistema di sharing mobility. In sostanza il trasporto privato dovrà essere limitato a eventi sporadici e di assoluta necessità. Il TPL ha quindi un ruolo strategico nell’elettrificazione della mobilità in ambito urbano. Nel 2016 nel mondo i bus elettrici in circolazione erano circa 345.000 unità (il doppio del 2015); nel 2017 si stimano possano raggiungere le 370.000 unità (stima AIE). La Cina è il 1°paese con circa 343.000 bus (99% del totale); caso emblematico è quello di Shengen, cittadina cinese di circa 12 milioni di abitanti, che dal 2011 ha iniziato un processo di rinnovamento della flotta e di inserimento di bus elettrici BYD. Al 2016 il 65% del circolante bus (6.650 veicoli) era elettrico; entro il 2018 ha come obiettivo di arrivare al 100% della flotta. In Europa i bus elettrici al 2016 erano circa 1.300; si prevede che siano il 20% del totale al 2020, il 37% al 2025 e il 59% al 2030. In Italia, al 2015 solo il 2% della flotta era elettrico; tuttavia il decreto DAFI sta dando un deciso impulso all’introduzione di bus elettrici in diversi comuni quali ad esempio Bergamo, Torino e Milano.

 

*Area Professionale Statistica dell’ACI, Automobile Club Italia