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2018-11-17 09:48

Risoluzione del Parlamento europeo sulla diplomazia climatica

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Dopo il Consiglio dell’Ue, anche il Parlamento europeo ha affrontato il tema della diplomazia climatica, approvando una risoluzione in cui sottolinea che la politica estera dell'Ue dovrebbe sviluppare la capacità di monitorare i rischi connessi ai cambiamenti climatici, compresa la prevenzione delle crisi e la sensibilità ai conflitti. Questo nella convinzione che un'azione per il clima celere e coerente contribuisca in modo fondamentale alla prevenzione dei rischi sociali ed economici, nonché dei rischi per la sicurezza, alla prevenzione dei conflitti e dell'instabilità e, in ultima analisi, alla prevenzione di considerevoli costi politici, sociali ed economici. Per questo la risoluzione afferma l'importanza di integrare la diplomazia climatica nelle politiche dell'Ue in materia di prevenzione dei conflitti, ampliando e adattando l'ambito di applicazione delle missioni e dei programmi dell'Unione nei paesi terzi e nelle zone di conflitto.

Gli europarlamentari sottolineano che i cambiamenti climatici aggravano le condizioni che hanno condotto alla migrazione nelle zone vulnerabili e ricordano che la migrazione futura aumenterà se non si gestiscono in maniera adeguata le ripercussioni negative dei cambiamenti climatici. Per questo la risoluzione “chiede all'Ue di sostenere l'avvio di discussioni a livello di Nazioni Unite con l'obiettivo di dare una risposta concreta ai movimenti di persone che probabilmente avverranno in conseguenza dei cambiamenti climatici e sottolinea che qualsiasi risposta internazionale dovrebbe essere incentrata su soluzioni regionali, al fine di prevenire inutili movimenti su vasta scala”.

La risoluzione “sottolinea l'importanza che l'Ue parli con una sola e unica voce in tutti i consessi internazionali e invita l'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e la Commissione a coordinare uno sforzo congiunto dell'Unione per assicurare l'impegno a favore dell'attuazione dell'accordo di Parigi”, considerando anche modalità per aumentarne ulteriormente il livello di ambizione. Per far questo, gli europarlamentari insistono sulla necessità “di mettere a punto una strategia globale per la diplomazia climatica dell'Ue e di integrare il clima in tutti i settori dell'azione esterna dell'Unione, compresi il commercio, la cooperazione allo sviluppo e gli aiuti umanitari”.