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2018-11-17 09:51

Rifiuti ed omologazione e vigilanza delle auto, pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale Ue le nuove norme

Sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea del 14 giugno 2018 sono state pubblicate le quattro direttive e la decisione facenti parte del pacchetto sull’economia circolare e sui rifiuti, approvate dal Parlamento europeo in aprile e dal Consiglio dell’Ue in maggio. Si tratta delle direttive relative a:

- rifiuti (2018/851);

- discariche di rifiuti (2018/850);

- imballaggi e i rifiuti di imballaggio (2018/852);

- veicoli fuori uso , rifiuti di pile e accumulatori e rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (2018/849).

La decisone (2018/853) riguarda le norme procedurali in materia di elaborazione delle relazioni in materia ambientale.

Il pacchetto stabilisce due obiettivi comuni per l’Unione europea. Il primo è il riciclo di almeno il 55% dei rifiuti urbani entro il 2025. Questa quota è destinata a salire al 60% entro il 2030 e al 65% entro il 2035. Il secondo obiettivo è il riciclo del 65% dei rifiuti di imballaggi entro il 2025 (70% entro il 2030) con obiettivi diversificati per materiale.

Per quanto riguarda le discariche, le nuove norme prevedono un obiettivo vincolante di riduzione in base al quale entro il 2035 al massimo il 10% del totale dei rifiuti urbani potrà essere smaltito in discarica.

Inoltre, i prodotti tessili e i rifiuti pericolosi provenienti dai nuclei domestici dovranno essere raccolti separatamente entro il 2025, così come i rifiuti biodegradabili che potranno essere riciclati anche direttamente nelle case attraverso il compostaggio.

Gli Stati membri dovrebbero ridurre gli sprechi alimentari del 30% entro il 2025 e del 50% entro il 2030, anche se questi obiettivi non sono vincolanti. Al fine di prevenire lo spreco di alimenti, i Paesi Ue dovrebbero incentivare la raccolta dei prodotti invenduti e la loro ridistribuzione in condizioni di sicurezza.

Sulla Gazzetta Ufficiale dell’Ue è stato anche pubblicato il regolamento 2018/258 relativo all'omologazione e alla vigilanza del mercato dei veicoli a motore e dei loro rimorchi, che mira a rafforzare l'indipendenza dei controlli e a prevenire i conflitti di interesse, facendo chiarezza sulle responsabilità delle autorità nazionali di omologazione, dei centri di test e degli organismi di vigilanza del mercato.

Mentre le norme di omologazione attualmente in vigore si occupano principalmente dei controlli ex ante su prototipi prelevati dalla linea di produzione, in futuro gli Stati saranno tenuti ad effettuare regolari verifiche a campione sui veicoli già immessi sul proprio mercato e l'esito di tali verifiche sarà reso pubblico.

Ogni paese dell'Ue dovrà effettuare un numero minimo di controlli sulle autovetture ogni anno, ossia almeno uno ogni 40.000 nuovi veicoli immatricolati in uno Stato membro e almeno il 20% dei test dovranno riguardare le emissioni. Per i Paesi con un basso numero di immatricolazioni, dovranno essere effettuati un minimo di cinque controlli l’anno in totale.

La Commissione europea potrà inoltre effettuare controlli e ispezioni sui veicoli indipendenti rispetto a quelli degli Stati membri e potrà infliggere sanzioni amministrative fino a 30.000 euro per ogni veicolo non conforme.

Nel nuovo regolamento l'attuale divieto d'uso di dispositivi di manipolazione, che le autorità nazionali hanno l'obbligo di monitorare e far rispettare, viene mantenuto e inasprito: in futuro i costruttori di automobili dovranno fornire l'accesso ai protocolli software del veicolo. Questa misura si affianca al pacchetto sulle emissioni reali di guida, per cui dovrebbe essere difficile eludere le prescrizioni sulle emissioni, e prevede l'obbligo per i costruttori di rendere pubbliche le proprie strategie di riduzione delle emissioni, come avviene negli Stati Uniti. 

Le nuove norme introducono un nuovo regime di controlli per garantire che le automobili rimangano entro i limiti di emissione per tutto il loro ciclo di vita. I centri di prova (i cosiddetti “servizi tecnici”) saranno sottoposti a revisioni regolari e indipendenti.

I proprietari di auto saranno rimborsati qualora dovessero essere obbligati a effettuare riparazioni sui propri veicoli, in caso di non rispetto delle norme, a meno che il costruttore non ne decida il ritiro. Le officine indipendenti avranno accesso alle informazioni relative ai veicoli per poter competere con i concessionari e contribuire alla riduzione dei prezzi.