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2019-05-23 03:26

Accordo Ue sulla nuova direttiva sulle energie rinnovabili

QUEL CHE C’È DA SAPERE

I negoziatori del Parlamento europeo e del Consiglio dell’Ue hanno raggiunto un accordo di compromesso sulla proposta di direttiva riguardante la promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili. Le posizioni di partenza vedevano la Commissione e il Consiglio indicare per il 2030 un obiettivo del 27% di energie rinnovabili rispetto al consumo energetico dell’Ue, mentre il Parlamento europeo in gennaio aveva indicato un obiettivo del 35%.

L’accordo di compromesso prevede l’obiettivo vincolante del 32% di energie rinnovabili entro il 2030, con una clausola di revisione al rialzo entro il 2023, maggiore utilizzo di biocarburanti di seconda generazione per i trasporti, nuove misure per sostenere l’autoconsumo.

Per quanto riguarda i biocarburanti, entro il 2030 una quota minima di almeno il 14% del carburante a fini di trasporto dovrà provenire da fonti rinnovabili. In particolare, i biocarburanti di prima generazione, derivati da colture alimentari, non potranno superare il livello massimo raggiunto nel 2020 e in ogni caso non dovranno coprire una quota superiore al 7% del consumo finale del trasporto su strada o su rotaia, mentre la quota dei biocarburanti di seconda generazione, prodotti da scarti e residui agricoli, e di biogas dovrà essere almeno dell’1% nel 2025 e del 3,5% nel 2030. I biocarburanti di prima generazione come l’olio di palma, che hanno un forte impatto sul cambio di destinazione d’uso delle terre e un impatto negativo sulle emissioni di CO2, dovranno essere gradualmente eliminati attraverso un processo di certificazione per i biocarburanti con un basso impatto sul cambio di destinazione d’uso delle terre, che dovrà essere istituito.

Per quanto riguarda l’autoconsumo, l’accordo prevede che gli Stati Ue debbano garantire che i consumatori abbiano diritto a diventare auto-consumatori di energia rinnovabile, potendo generare energia rinnovabile per il proprio consumo, immagazzinando e vendendo quella prodotta in eccesso, senza penalizzazioni o tasse ad hoc.

Nel settore del riscaldamento e raffrescamento pulito e digitale, l’accordo prevede un sotto-obiettivo di un aumento annuo indicativo dell’1,3% di energie rinnovabili, calcolato su un periodo di cinque anni a partire dal 2021.

L’accordo, che prevede la trasposizione della nuova direttiva nelle legislazioni nazionali entro il 30 giugno 2021, dovrà essere ora approvato dal Parlamento europeo e dai ministri dell’Ue.