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2018-11-17 10:43

Accordo Ue sulla nuova direttiva sull’efficienza energetica

QUEL CHE C’È DA SAPERE

I negoziatori del Parlamento europeo e del Consiglio dell’Ue hanno raggiunto un accordo di compromesso sulla nuova direttiva sull’efficienza energetica. L’accordo fissa un target indicativo del 32,5% a livello dell’Unione di miglioramento dell'efficienza energetica per il 2030, con una clausola di revisione al rialzo entro il 2023, di fronte ad eventuali significative riduzioni dei costi derivanti da cambiamenti economici o tecnologici.  Il target attualmente in vigore per il 2020 è del 20%.

L’accordo indica anche un obiettivo di risparmi annui reali dello 0,8% da conseguire nel periodo 2021-2030, che potrebbe aumentare la ristrutturazione degli edifici e l'uso di tecnologie più efficienti per il riscaldamento e il raffreddamento.

L’accordo di compromesso dovrà essere approvato dal Parlamento europeo, probabilmente nella sessione di ottobre, e poi dai ministri dell’Ue. Gli Stati avranno a disposizione diciotto mesi per la trasposizione della nuova direttiva nelle legislazioni nazionali.

La proposta iniziale di direttiva della Commissione europea prevedeva un obiettivo vincolante a livello dell’Unione di miglioramento dell'efficienza energetica del 30% per il 2030, lasciando ai singoli gli Stati il compito di stabilire i contributi nazionali di efficienza energetica attraverso piani nazionali integrati per l'energia e il clima. Era anche previsto l'obbligo per gli Stati membri di realizzare un risparmio annuo dell'1,5% in volume delle vendite medie annue di energia ai clienti finali.

La proposta della Commissione Ue aveva sollevato critiche sia da parte del nostro governo che delle commissioni competenti di Camera e Senato, in particolare per quanto riguardava la revisione dell’art. 7 della direttiva attualmente in vigore, perché non teneva conto degli sforzi già realizzati dagli Stati membri nel settore dell'efficienza energetica e specificamente dell'intensità energetica, rischiando di penalizzare i paesi che, come l'Italia, hanno raggiunto risultati positivi in materia di efficienza energetica e godono di livelli di intensità energetica inferiori alla media Ue.

Il Consiglio dell’Ue aveva successivamente eliminato il carattere vincolante all’obiettivo del 30% e introdotto meccanismi di flessibilità sull’obbligo di risparmi annui dell’1,5%.

Il Parlamento europeo, invece, aveva innalzato il target di efficienza energetica al 35% nel 2030, chiedendo che tale obiettivo fosse vincolante, lasciando il carattere indicativo solo agli obiettivi nazionali.

L’accordo di compromesso raggiunto si pone a metà strada tra il 30% indicato da Commissione e Consiglio e il 35% chiesto dal Parlamento europeo, scegliendo l’opzione del carattere non vincolante, come voluto dal Consiglio. Ora bisognerà vedere il testo dettagliato dell’accordo raggiunto, anche per comprendere il meccanismo deciso per quanto riguarda lo 0,8% di risparmi annui da conseguire dai singoli Stati tra il 2021 e il 2030.