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2018-12-15 08:41

Sogin sul Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi: la Cnapi è pronta ma la decisione sui tempi di pubblicazione è politica

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Dopo il tentativo di accelerazione del ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, che l’aveva annunciato entro la fine di marzo, e la successiva frenata del suo collega dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, ormai pare quasi certo che sarà il prossimo governo a dover presentare il decreto contenente la Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee (Cnapi) ad ospitare il Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi. Secondo quanto scritto da Alessandro Farruggia sul suo Blog del Quotidiano Nazionale, “qualcuno ai massimi livelli istituzionali ha fatto sapere che l'idea di lasciare al prossimo governo un regalo così politicamente scomodo era inopportuna”.

Intanto, in una conferenza stampa, Luca Desiata, amministratore delegato di Sogin, la società pubblica che dovrà costruire e gestire il deposito, ha ripercorso con delle slide le vicende della Cnapi negli ultimi quattro anni, riportando anche i tweet del ministro Calenda e dichiarando che “Sogin è in attesa del nulla osta alla pubblicazione”. “Senza entrare nel merito di decisioni complesse dal punto di vista della politica, possiamo semplicemente dire che la Cnapi è rivalidata, siamo pronti a pubblicarla e a partire” col percorso previsto dalla legge.

“Con i ministeri competenti la discussione non si è mai interrotta e l’accelerazione di queste settimane è stata positiva perché ci ha permesso di completare ulteriormente il dossier – ha detto Desiata - poi lasciamo alla politica la scelta del momento politico opportuno. Non entro nel merito delle decisioni governative, è un nulla osta che deve essere supportato in modo solido. Noi lo riteniamo un progetto essenziale, a bassissimo rischio ambientale, ma siamo consapevoli delle difficoltà che il progetto incontrerà. Noi possiamo dire che siamo pronti a pubblicare la Cnapi anche in questi giorni e che il processo sarà condiviso con i territori. Ci aspettiamo dal nuovo governo un dibattito sereno, aperto, trasparente, dal punto di vista tecnico, che possa evidenziare i rischi limitati di questa struttura e i benefici per il territorio.”