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2018-12-15 07:51

Accordo all’IMO sul dimezzamento delle emissioni delle navi entro il 2050

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Negli ultimi anni l'inquinamento atmosferico derivante dagli ossidi di zolfo (SOx) emessi dalle navi è drasticamente diminuito, secondo la relazione presentata dalla Commissione europea sull'attuazione e il rispetto delle norme relative al tenore di zolfo dei combustibili per uso marittimo di cui alla direttiva 2016/802/UE. Secondo la Commissione, questa tendenza positiva è il risultato degli sforzi congiunti degli Stati membri e dell'industria marittima, e i meccanismi dell'Ue per offrire sostegno tecnico e finanziario agli Stati al fine di ridurre le emissioni sono stati un fattore essenziale per garantire la conformità alle norme. Grazie a limiti più rigorosi nelle zone di controllo delle emissioni di ossidi di zolfo designate nel Mare del Nord e nel Mar Baltico, afferma la Commissione europea, le emissioni sono più che dimezzate dal 2015, con un impatto economico complessivo sul settore minimo.

La relazione della Commissione Ue arriva alcuni giorni dopo un accordo raggiunto dai 170 Stati aderenti all'Organizzazione marittima internazionale (IMO) su una strategia per ridurre le emissioni di gas a effetto serra prodotte dal trasporto marittimo internazionale almeno del 50% entro il 2050. “Il testo potrebbe non essere soddisfacente per tutti ma invia un segnale forte all'industria del settore”, ha detto Kitack Lim, segretario generale dell'IMO. Di “passo in avanti significativo” parlano i commissari Ue al clima, Miguel Arias Canete, e ai trasporti, Violeta Bulc.

La delegazione del Parlamento europeo aveva chiesto di “spingere con decisione per fissare tra il 70 e il 100% l’obiettivo di riduzione delle emissioni di gas serra al 2050 rispetto ai livelli del 2008” e di “impegnarsi per un’implementazione delle misure per ridurre le emissioni entro il 2023”, affiancando a questi impegni “un fermo supporto per un piano di lavoro sulle azioni da intraprendere da adottare prima del 2021”. Lo stesso obiettivo di riduzione era sostenuto dalla Commissione Ue. Alla fine, però, hanno prevalso le posizioni più conservative di paesi come Giappone, Brasile, India, Panama, Argentina e, all’interno dell’Ue, di Grecia, Malta e Cipro. Contro l’accordo finale si sono espressi Usa e Arabia Saudita.