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2018-09-25 23:46

Le criticità della TaRi nell’analisi della commissione parlamentare d’inchiesta

QUEL CHE C’È DA SAPERE

La commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti ha approvato all’unanimità la relazione finale dell’indagine sull’applicazione e la riscossione della Tassa sui rifiuti (TaRi), che si è basata sui dati dei capoluoghi di provincia riferiti al 2014-2015, cioè al primo biennio di applicazione della nuova tassa.

Tra i temi critici evidenziati c’è la mancata attuazione, sinora, di un sistema di misurazione puntuale che le attuali tecnologie sono in grado di garantire e che consentirebbe di attribuire alle utenze le precise quantità corrispondenti, nonché il tema inerente l’assimilazione dei rifiuti speciali, che potrebbe comportare un incremento del costo qualora si allargassero eccessivamente i criteri.

Vi sono poi “le criticità derivanti dal ricorso – a volte indiscriminato – da parte di alcune attività produttive (utenze non domestiche) all’assimilazione dei rifiuti speciali prodotti ai rifiuti urbani, con la naturale conseguenza che la loro gestione sarebbe assegnata al gestore pubblico. In altre parole, con un’eccessiva assimilazione si correrebbe il rischio di scaricare sulla tariffa TaRi i costi che le aziende dovrebbero sostenere ricorrendo al libero mercato per lo smaltimento dei rifiuti speciali. Una tale evenienza genera, inoltre, una serie di storture nella contabilità dei rifiuti, fra cui una percentuale non veritiera di raccolta differenziata ed una produzione abnorme di rifiuti urbani a scapito dei rifiuti speciali, il cui dato risulterebbe di conseguenza sottostimato nelle regioni a più alto grado di assimilazione. Al riguardo, l’auspicio è quello di veder approvato quanto prima il decreto sulla determinazione dei criteri qualitativi e quali-quantitativi per l’assimilazione ai rifiuti urbani dei rifiuti speciali non pericolosi, allo stato in corso di predisposizione da parte del Ministero dell’ambiente, d’intesa con quello dello sviluppo economico”.

Dai dati emerge anche che all’aumentare della raccolta differenziata diminuisce l’entità della TaRi, anche se la commissione “non è stata in grado di determinare il nesso causa/effetto tra queste due grandezze, ma soltanto il loro variare in maniera opposta, inversa”.