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2018-08-18 06:27

Il Parlamento europeo approva la riforma del sistema ETS

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Il Parlamento europeo ha dato il via libera alla riforma del mercato Ue delle quote di emissione per gli impianti industriali (ETS), con 535 sì, 104 no e 39 astensioni. La riforma, sulla quale c’è già un accordo informale con i ministri degli Stati Ue, prevede una minor disponibilità di permessi di emettere CO2, per incoraggiare gli investimenti a basse emissioni, oltre a due nuovi fondi per sostenere l’innovazione e la transizione. Sono previste eccezioni per evitare delocalizzazioni.

In particolare, il testo approvato prevede di:

  • accelerare la riduzione annua delle quote di emissioni messe all'asta (il cosiddetto “fattore di riduzione lineare”) del 2,2% dal 2021, ossia in aumento rispetto al 1,74% previsto attualmente. Questo fattore sarà riesaminato, per aumentarlo ulteriormente dal 2024;
  • raddoppiare la capacità della riserva di stabilità del mercato ETS, che serve a eliminare le quote di emissioni in eccesso sul mercato: una volta attivata, la riserva assorbirebbe fino al 24% delle quote in eccesso in ogni asta annuale, per i primi quattro anni, aumentandone il prezzo e incentivando di conseguenza la riduzione delle emissioni.

Viene istituito un fondo di modernizzazione per migliorare i sistemi energetici negli Stati membri a basso reddito, prevedendo che i finanziamenti Ue non possano più andare a progetti industriali alimentati a carbone, ad eccezione dei sistemi di teleriscaldamento negli Stati membri più poveri.

L’altro fondo previsto, quello per l'innovazione, fornirà sostegno finanziario per i progetti sulle rinnovabili, la cattura e lo stoccaggio del carbonio e l’innovazione a basse emissioni.

Il testo approvato mira anche a prevenire la rilocalizzazione delle emissioni di carbonio, ossia il rischio che le imprese possano delocalizzare la produzione al di fuori dell’Europa, in paesi con regole meno stringenti in materia di riduzione delle emissioni. I settori a più alto rischio riceveranno gratuitamente le loro quote ETS. I settori meno esposti riceveranno gratuitamente un 30% di quote in più.