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2018-04-24 10:15

A Camere sciolte arriva lo schema di decreto sulle opere sottoposte a dibattito pubblico

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Il governo ha inviato alle Camere lo schema di decreto che definisce “Modalità di svolgimento, tipologie e soglie dimensionali delle opere sottoposte a dibattito pubblico” e che è stato adottato sulla base dell'articolo 22, comma 2, del Codice dei contratti pubblici di cui al d.lgs. 50/2016. Il Codice ha demandato a un decreto del presidente del Consiglio la fissazione dei criteri per l'individuazione delle grandi opere infrastrutturali e di architettura di rilevanza sociale, aventi impatto sull'ambiente, sulle città e sull'assetto del territorio, distinte per tipologia e soglie dimensionali, per le quali è obbligatorio il ricorso alla procedura di dibattito pubblico, nonché la definizione delle modalità di svolgimento e il termine di conclusione della procedura. Le commissioni ambiente della Camera e lavori pubblici del Senato hanno iniziato l’esame dello schema di decreto, inviato a Camere già sciolte e che manca ancora del parere del Consiglio di Stato. È quindi dubbio che le due commissioni facciano in tempo ad esprimere il proprio parere.

Lo schema di decreto definisce il dibattito pubblico come il processo di informazione, partecipazione e confronto pubblico sull'opportunità e le soluzioni progettuali di opere, progetti o interventi, che si svolge sui progetti di fattibilità o i documenti di fattibilità delle alternative progettuali delle opere indicate dal decreto, che in sintesi sono: le autostrade e le strade extraurbane principali, i tronchi ferroviari per il traffico a grande distanza, gli aeroporti, i porti e i terminali marittimi, gli interventi per la difesa del mare, gli interporti, gli elettrodotti aerei, gli impianti destinati a trattenere, regolare o accumulare acqua in modo durevole, le opere per il trasferimento d'acqua, le infrastrutture ad uso sociale, culturale, sportivo, scientifico o turistico, nonché gli impianti e gli insediamenti industriali.

Viene prevista l'istituzione, presso il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, della Commissione nazionale per il dibattito pubblico, composta da quattordici membri designati dai ministeri interessati, dal presidente del Consiglio e dalla Conferenza unificata, il cui incarico ha durata quinquennale e rinnovabile una sola volta.

La durata del dibattito pubblico è di quattro mesi, decorrenti dalla pubblicazione del dossier di progetto, prorogabili di ulteriori due mesi in caso di comprovata necessità. Lo schema di decreto indica le modalità per l'individuazione e i compiti del coordinatore del dibattito di cui l'amministrazione aggiudicatrice o l'ente aggiudicatore si avvale per la progettazione e la gestione del dibattito pubblico.

Lo schema di decreto disciplina le fasi in cui si articola il dibattito pubblico, che prevedono:

- la presentazione e la pubblicazione, sul sito del dibattito pubblico, del dossier di progetto dell'opera, predisposto dall'amministrazione aggiudicatrice o dall'ente aggiudicatore, da cui decorrono i termini di quattro mesi di durata massima della procedura;

- la pubblicazione sul sito internet della Commissione nazionale per il dibattito pubblico e sui siti delle amministrazioni locali interessate dall'intervento;

- lo svolgimento di incontri di informazione, approfondimento, discussione e gestione dei conflitti, in particolare nei territori direttamente interessati;

- la raccolta di proposte e posizioni da parte di cittadini, associazioni, istituzioni.

La fase di conclusione del dibattito pubblico prevede la presentazione, da parte del coordinatore, all'amministrazione aggiudicatrice o all'ente aggiudicatore, e alla Commissione nazionale per il dibattito pubblico, di una relazione conclusiva sull'andamento dell'intera procedura, che contiene la descrizione delle attività svolte, la sintesi dei temi, delle posizioni e delle proposte emerse nel corso del dibattito, nonché la descrizione delle questioni aperte e maggiormente problematiche rispetto alle quali si chiede all'amministrazione aggiudicatrice o all'ente aggiudicatore di prendere posizione. La relazione deve essere presentata entro trenta giorni dal termine del dibattito pubblico. L'amministrazione aggiudicatrice o l'ente aggiudicatore, entro due mesi dalla ricezione della relazione, presenta il proprio dossier conclusivo, a cui è allegata la relazione conclusiva del coordinatore del dibattito pubblico. L'amministrazione aggiudicatrice o l'ente aggiudicatore tengono conto del dossier conclusivo per le successive fasi di progettazione.

Secondo quanto previsto dal codice dei contratti pubblici, gli esiti del dibattito pubblico e le osservazioni raccolte sono valutate in sede di predisposizione del progetto definitivo e sono discusse in sede di conferenza di servizi relativa all'opera sottoposta al dibattito pubblico. Si prevede, inoltre, che i risultati delle consultazioni svolte nell'ambito del dibattito pubblico siano consegnati dall'amministrazione aggiudicatrice o dall'ente aggiudicatore contestualmente alla presentazione dell'istanza di valutazione di impatto ambientale.