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2018-12-18 16:06

Strategia Ue contro i rifiuti di plastica

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Entro il 2030 tutti gli imballaggi di plastica sul mercato dell'Ue dovranno essere riciclabili entro il 2030, l'utilizzo di sacchetti di plastica monouso sarà ridotto e l'uso intenzionale di microplastiche sarà limitato. Sono questi i tre capisaldi della strategia sulla plastica presentata dalla Commissione europea, che si articola in una comunicazione su una strategia europea sulla plastica in un'economia circolare; una comunicazione sull'interazione tra le politiche in materia di sostanze chimiche, prodotti e rifiuti; un quadro di monitoraggio per l'economia circolare; una nuova direttiva sugli impianti portuali di raccolta.

Secondo i dati presentati dalla Commissione Ue, ogni anno gli europei generano 25 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica, ma meno del 30 % è raccolta per essere riciclata. Nel mondo, le materie plastiche rappresentano l'85 % dei rifiuti sulle spiagge. La strategia europea sulla plastica intende cambiare la progettazione, la realizzazione, l'uso e il riciclaggio dei prodotti nell'Ue. Un approccio che viene ritenuto fonte di nuove possibilità di innovazione, competitività e creazione di posti di lavoro. La Commissione ha anche adottato un quadro di monitoraggio, costituito da una serie di dieci indicatori chiave che coprono tutte le fasi del ciclo, per misurare i progressi che saranno compiuti nella transizione verso un'economia circolare a livello nazionale e di Ue.

Nella sua comunicazione al Parlamento europeo e al Consiglio, la Commissione Ue afferma che “sono necessari sforzi e una maggiore cooperazione da parte di tutti i principali soggetti coinvolti, dai produttori di materie plastiche ai gestori del riciclaggio, dai dettaglianti ai consumatori. Sono necessarie inoltre soluzioni innovative e una visione condivisa per orientare gli investimenti nella giusta direzione. L'industria della plastica è molto importante per l'economia europea; accrescendone la sostenibilità si possono creare nuove opportunità di innovazione, competitività e occupazione, in linea con gli obiettivi perseguiti dalla nuova strategia di politica industriale dell'Ue”.

La Commissione Ue evidenzia che nel corso degli ultimi 50 anni il ruolo e l'importanza della plastica nella nostra economia sono cresciuti in modo costante. La produzione mondiale di plastica è aumentata di venti volte rispetto agli anni '60 del secolo scorso, raggiungendo 322 milioni di tonnellate nel 2015, e nei prossimi 20 anni dovrebbe raddoppiare.

Nell'Ue il settore della plastica dà lavoro a 1,5 milioni di persone  e nel 2015 ha generato un giro d'affari di 340 miliardi di euro. Anche se la produzione di plastica nell'Ue è stata stabile negli ultimi anni, la quota dell'Ue nel mercato mondiale si sta riducendo con l'aumentare della produzione in altre parti del mondo.

Nell'Ue il potenziale di riciclaggio dei rifiuti di plastica è ancora in larga misura non sfruttato. Il riutilizzo e il riciclaggio della plastica a fine vita sono molto bassi, soprattutto rispetto ad altri materiali come la carta, il vetro e il metallo.

Ogni anno vengono generati in Europa circa 25,8 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica, di cui meno del 30% sono raccolti a fini di riciclaggio. Una percentuale significativa dei rifiuti raccolti è trattata in paesi terzi, dove possono applicarsi norme ambientali diverse.

Allo stesso tempo, le percentuali di smaltimento in discarica e di incenerimento dei rifiuti di plastica restano elevate(rispettivamente 31% e 39%); inoltre, mentre lo smaltimento in discarica è diminuito negli ultimi dieci anni, l'incenerimento è aumentato. Secondo le stime, l'economia perde il 95% del valore del materiale plastico da imballaggio (ossia tra 70 e 105 miliardi di euro l'anno) dopo un ciclo di primo utilizzo molto breve.

La domanda di plastica riciclata oggi rappresenta solo il 6%  circa della domanda di plastica in Europa. Negli ultimi anni il settore del riciclaggio della plastica dell'Ue ha risentito dei prezzi bassi delle materie prime e delle incertezze in merito agli sbocchi di mercato. Gli investimenti in nuova capacità di riciclaggio della plastica sono stati frenati dalle prospettive di bassa redditività del settore.

Secondo le stime, la produzione di plastica e l'incenerimento dei rifiuti di plastica generano complessivamente circa 400 milioni di tonnellate di CO2 l'anno. Il maggiore ricorso alla plastica riciclata può ridurre la dipendenza dall'estrazione di combustibili fossili per la produzione di plastica e contenere le emissioni di CO2. Secondo le stime, riciclando i rifiuti di plastica di tutto il mondo si potrebbe conseguire un risparmio energetico annuale pari a 3,5 miliardi di barili di petrolio.

Sono in aumento anche nuove fonti di dispersione della plastica, il che genera ulteriori rischi potenziali per l'ambiente e la salute umana. La microplastica - minuscoli frammenti di plastica di dimensioni inferiori a 5 mm - si accumula in mare, dove proprio a causa delle dimensioni ridotte è facilmente ingerita dalla fauna marina, e può anche penetrare nella catena alimentare. Studi recenti ne hanno rilevato la presenza nell'aria, nell'acqua potabile e in alimenti come il sale o il miele, e non si sa ancora nulla circa il loro impatto sulla salute umana.

In totale, si stima che ogni anno nell'Ue finiscono nell'ambiente tra 75.000 e 300.000 tonnellate di microplastica. Una grande quantità di essa deriva dalla frammentazione di rifiuti di plastica più grandi, ma vi è anche una quantità significativa di microplastica che finisce nell'ambiente direttamente, il che rende più difficili il monitoraggio e la prevenzione.

Inoltre, l'aumento delle quote di mercato della plastica con proprietà biodegradabili crea nuove opportunità ma genera anche rischi. In assenza di una chiara etichettatura o marcatura per i consumatori e senza una raccolta e un trattamento dei rifiuti adeguati, potrebbe determinare un aumento della dispersione di materie plastiche e creare problemi per il riciclaggio meccanico. Dall'altro lato, la plastica biodegradabile può sicuramente essere utile per alcune applicazioni e l'innovazione in questo settore è accolta con favore.

Sulla base di questi dati e considerazioni preliminari, la strategia della Commissione europea indica questi obiettivi:

  1. Progettazione della plastica e dei prodotti che la contengono in modo da durare più a lungo e da consentire il riutilizzo e un riciclaggio di alta qualità. Entro il 2030, riutilizzabilità o possibilità di riciclaggio in modo efficace sotto il profilo dei costi di tutti gli imballaggi di plastica immessi sul mercato dell'Ue.
  2. Innalzamento dei tassi di riciclaggio della plastica per tutte le applicazioni fondamentali grazie a cambiamenti nella produzione e nella progettazione. Entro il 2030, riciclaggio di oltre la metà dei rifiuti di plastica generati in Europa. Livelli molto elevati di raccolta differenziata dei rifiuti di plastica. Riciclaggio dei rifiuti di imballaggio di plastica a livelli comparabili a quelli di altri materiali di imballaggio.
  3. Notevole rafforzamento e modernizzazione della capacità di riciclaggio della plastica dell'Ue. Entro il 2030, quadruplicazione della capacità di selezione dei rifiuti e di riciclaggio rispetto al 2015, con conseguente creazione di 200 000 posti di lavoro in tutta Europa.
  4. Graduale cessazione dell'esportazione dei rifiuti di plastica per i quali la raccolta differenziata non è stata effettuata correttamente, grazie al miglioramento della raccolta differenziata e agli investimenti nell'innovazione, nelle competenze e nel potenziamento delle capacità. La plastica riciclata diventa una materia prima sempre più preziosa per le industrie, sia all'interno che all'esterno dei confini dell'Unione.
  5. Integrazione molto più elevata della catena del valore e stretta collaborazione dell'industria chimica con i gestori del riciclaggio della plastica per aiutarli a trovare un'applicazione più ampia e di valore più elevato per la loro produzione. Sostituzione o graduale eliminazione delle sostanze che ostacolano i processi di riciclaggio.
  6. Consolidamento del mercato della plastica riciclata e innovativa, con chiare prospettive di crescita grazie all'aumento dei prodotti contenenti materiale riciclato. Quadruplicazione della domanda di plastica riciclata in Europa, con conseguente stabilità del flusso di entrate per il settore del riciclaggio e sicurezza del posto di lavoro per la sua forza lavoro in aumento.
  7. Riduzione della dipendenza dell'Europa dalle importazioni di combustibili fossili e abbattimento delle emissioni di CO2 grazie all'aumento del riciclaggio della plastica, in linea con gli impegni assunti nel quadro dell'accordo di Parigi.
  8. Sviluppo e utilizzo di materiali innovativi e di materie prime alternative per la produzione della plastica se prove inconfutabili dimostrano che sono più sostenibili rispetto alle alternative non rinnovabili, con effetti positivi in termini di decarbonizzazione e ulteriori opportunità di crescita.
  9. Conferma del ruolo guida dell'Europa nella raccolta differenziata e nel riciclaggio di apparecchiature e prodotti tecnologici. Aumento delle esportazioni di pari passo con la domanda mondiale di modalità più sostenibili per il trattamento della plastica a fine vita.