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2018-07-20 01:10

I dati Eurostat sui consumi energetici coperti da rinnovabili nel 2016

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Eurostat ha diffuso i dati riferiti al 2016 sulla quota di energie rinnovabili rispetto al consumo finale lordo di energia, che a livello Ue ha raggiunto il 17%, il doppio rispetto all’8,5% del 2004, il primo anno per il quale sono disponibili i dati. L’Unione si è data un obiettivo del 20% al 2020 e del 27% entro il 2030. Rispetto all’anno precedente, nel 2016 la percentuale è cresciuta in 15 dei 28 paesi Ue.

Il paese con la percentuale più alta è la Svezia (53,8%), seguita da Finlandia (38,7%), Lettonia (37,2%), Austria (33,5%) e Danimarca (32,2%). Le percentuali più basse si registrano in Lussemburgo (5,4%), Malta e Olanda (entrambe con il 6%), Belgio (8,7%) e Regno Unito (9,3%).

L’Italia è tra gli undici paesi virtuosi che hanno già superato l’obiettivo loro assegnato per il 2020, insieme a Bulgaria, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Lituania, Repubblica Ceca, Romania, Svezia e Ungheria. Rispetto a un obiettivo del 17% al 2020, nel 2016 in Italia la percentuale di consumi energetici coperti da rinnovabili è stata del 17,4%.

La Germania, portata spesso ad esempio di buone pratiche europee sul fronte delle rinnovabili, è ferma al 14,8%, con un obiettivo del 18% al 2020. Male anche la Francia, con un 16% nel 2016, rispetto all’obiettivo del 23% nel 2020.

Secondo la strategia europea, ad ogni paese è stato assegnato un obiettivo differente da raggiungere entro il 2020, tenendo conto del punto di partenza, del potenziale nazionale di energie rinnovabili e delle performance economiche.