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2018-04-24 10:16

Inquinamento acustico, la Commissione Ue dà due mesi all’Italia

QUEL CHE C’È DA SAPERE

La Commissione europea ha inviato all’Italia un parere motivato sul mancato rispetto di disposizioni fondamentali della direttiva sul rumore (direttiva 2002/49/CE), ricordando che il rumore ambientale, causato dal traffico stradale, ferroviario e aeroportuale, è la seconda causa di decessi prematuri dopo l'inquinamento atmosferico. La direttiva prevede che gli Stati membri adottino mappe acustiche che rappresentino l'esposizione acustica nei maggiori agglomerati, lungo gli assi stradali e ferroviari principali e in prossimità degli aeroporti più importanti. Le mappe costituiscono la base per definire misure antirumore nei piani di azione.

Poiché l'Italia non ha comunicato tutte le informazioni richieste, la Commissione europea ha inviato una prima lettera di costituzione in mora nell'aprile 2013. Vista la mancanza di progressi, nel febbraio 2016 la Commissione ha inviato una seconda lettera di costituzione in mora. Ora, dal momento che mancano ancora mappe strategiche per 17 agglomerati e 22 strade e che devono ancora essere adottati piani d'azione per 32 agglomerati, 858 strade e un importante asse ferroviario, la Commissione ha inviato un parere motivato, dando all’Italia due mesi per rispondere. In caso contrario, la Commissione Ue potrà decidere di deferire il caso alla Corte di giustizia europea.

Il 17 febbraio 2017, il Consiglio dei ministri aveva approvato due decreti legislativi sull’inquinamento acustico, uno dei quali si riferiva proprio alla direttiva 2002/49 e si poneva “in particolare l’obiettivo di ridurre le procedure d’infrazione comunitaria aperte nei confronti dell’Italia in materia di rumore ambientale, operando una razionalizzazione della tempistica riguardante la trasmissione delle mappe acustiche e dei relativi piani d’azione, assicurando nel contempo anche l’informazione del pubblico”. Evidentemente, per la Commissione europea non è stato sufficiente.