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2018-09-25 22:59

Il Rapporto IEA sugli Investimenti Energetici Mondiali

IX CONFERENZA NAZIONALE SULL’EFFICIENZA ENERGETICA

di: 
Alessandro Blasi *

Pubblichiamo la trascrizione dell’intervento con cui il rappresentante della IEA, l’Agenzia Internazionale dell’Energia, ha illustrato il Rapporto sugli Investimenti Energetici Mondiali alla IX Conferenza per l’efficienza energetica. L’IEA fornisce ai decisori dati e analisi ufficiali, affidabili e globali. Dalla sua prima edizione, l’anno scorso, il Rapporto si è accreditato come risorsa indispensabile a coloro che devono delineare il sistema energetico del futuro.

Gli investimenti fatti oggi nelle infrastrutture energetiche lasceranno il loro segno nei prossimi decenni. Una sfida per gli investitori e per i governi che devono intervenire al momento giusto considerando gli orizzonti di lungo periodo. Buone decisioni di investimento richiedono tempi opportuni, dati e analisi accurati e affidabili. I governi devono fare affidamento su un’informazione imparziale per definire le politiche più appropriate, necessarie per raggiungere gli obiettivi di sicurezza energetica, sostenibilità ambientale e crescita economica. Anche le imprese  energetiche e finanziarie necessitano delle migliori informazioni possibili per attuare investimenti vantaggiosi. Il lavoro della IEA è quello di aiutare i governi, le imprese  e i cittadini a compiere le scelte energetiche che li riguardano.

È di vitale importanza considerare il sistema energetico globale nella sua interezza perché esso è profondamente interconnesso. Il rapporto fornisce un'unica banca dati per misurare e valutare le tendenze degli investimenti globali per l’intero settore energetico, sia in riferimento a petrolio, gas e carbone che alla generazione elettrica o alla spesa sull’efficienza energetica.

Quest’anno, le nostre analisi tracciano profondamente le fonti dei finanziamenti, le valutazioni e le spese dei governi e delle compagnie in R&S Energy ( Ricerca e Sviluppo Energetico) e le politiche amministrative interessate dagli investimenti energetici.

Il focus è sugli investimenti fatti nel 2016 ma noi riflettiamo anche sul suo significato per il raggiungimento di sicurezza energetica e degli obiettivi ambientali futuri.

L’importanza di questo rapporto sta nel colmare un vuoto di conoscenza, evidenziando la spesa totale effettuata dai differenti investitori nel sistema energetico globale.

La notizia di quest’anno è che abbiamo un secondo consecutivo anno di declino nell’investimento globale sull’energia. L’anno scorso registravamo la caduta dell’ 8% degli investimenti globali nel settore energetico rispetto al 2015, dovuta a profondi tagli nel settore petrolifero e del gas, seguita da una caduta del prezzo del petrolio. Nel 2016,  il declino è ancora più grande, al 12%. Complessivamente, l’investimento totale energetico globale è stato di 1700 miliardi di dollari nel 2016. Per comprendere se questo è qualcosa di cui dobbiamo iniziare a preoccuparci, abbiamo bisogno di guardare alle tendenze in differenti settori, in termini di dollari ma anche di costi e livelli di attività.

La prima grande notizia è che l’investimento nel settore elettrico era al primo posto nel 2016, seguito da petrolio, gas e carbone messi insieme. Appena due anni prima, nel 2014, petrolio gas e carbone erano del 70% più in alto dell’elettricità. Ma l’investimento sul rifornimento di combustibile fossile è crollato, mentre, nell’elettricità, si è verificato un aumento del 6% della spesa per le reti elettriche, la spesso dimenticata colonna vertebrale del settore elettrico, che ha quasi compensato un 5% di declino degli investimenti in nuove centrali elettriche. Se questa classifica rimarrà in questo ordine dipende largamente da cosa succederà poi nel settore del petrolio e gas.

La prima vera bella notizia è che vediamo la continua crescita dell’investimento sull’efficienza energetica nel mondo. Alla IEA, noi prendiamo ogni opportunità per ricordare alle persone che l’efficienza energetica è il primo combustibile. La più economica e la più affidabile energia è quella che non usiamo. Questa crescita arriva in un momento di persistenti prezzi bassi dell’energia e mostra l’importanza di politiche per generare futuri risparmi energetici, guidando l’utente di energia a comprare migliori apparecchi.

In fine, abbiamo notizie abbastanza deludenti nell’area dei biocarburanti e dei riscaldamenti solari. Nonostante l’importanza di affrontare le emissioni dei trasporti e dei riscaldamenti, gli investimenti nelle energie rinnovabili in questi settori sono diminuiti di un quarto.

Considerando innanzitutto l'efficienza energetica, la quota di investimenti totali in energia è salita al 13% ovvero 231 miliardi in totale in tutto il mondo.

Osserviamo che l’Europa è ancora la regione che sta investendo di più per aggiornare le proprie industrie, tramite la costruzione di dispositivi e veicoli con prestazioni energetiche migliori. La maggior parte degli investimenti europei, nel 2016, erano destinati alle costruzioni; circa il 70% dei quali erano per la ristrutturazione dell’esistente. Cioè, l’EU ha investito di più sull’isolamento e sul sistema di riscaldamento degli edifici che nei processi di upstream e downstream del rifornimento di petrolio e gas. In un momento in cui la produzione europea di gas domestico è caduta al 2.5% all’anno, questi investimenti ridurranno la dipendenza dalle importazioni di gas.

Tuttavia, nel 2016,  la più grande spesa in termini di efficienza energetica è stata quella della Cina. Al corrente tasso di crescita essa supererà l’Europa per diventare la prima regione in assoluto dal prossimo anno. Una delle differenze tra Cina e Europa consiste nella crescita nel mercato degli autoveicoli: 28 milioni di veicoli di tutti i tipi sono stati venduti in Cina lo scorso anno, con una crescita del 13% nelle vendite, compreso un aumento delle vendite di auto efficienti in seguito al rafforzamento degli standard di efficienza dei veicoli cinesi dal gennaio 2016. Le vendite di auto nuove non sono in crescita negli Stati Uniti e, in Giappone, sono in calo. Tra i veicoli efficienti venduti in Cina, 330.000 erano veicoli elettrici. Questi ora hanno un notevole impatto sul risparmio di energia. A livello mondiale, i veicoli elettrici, nel 2016, erano responsabili di circa un terzo della crescita degli investimenti nell'efficienza dei trasporti. La crescita nel resto dell’Asia era meno forte.

Nelle economie emergenti stanno migliorando gli standard di rendimento energetico di apparecchiature ed elettrodomestici ma c'è ancora un significativo margine di improvement. Per esempio, i nuovi condizionatori venduti nel 2016 aumenteranno fino a 90 terawattora (TWh) la domanda di energia in tutto il mondo, 10 TWh nella sola India, esacerbando i carichi di punta. Resta molto spazio per aumentare il livello degli investimenti nell’efficienza energetica, in modo tale da poter distribuire uniformemente i benefici in salute e ambiente nei paesi sviluppati e in quelli in via di sviluppo.

Le politiche di governo, ora, continuano a sostenere la crescita degli investimenti sull’efficienza energetica, anche in un periodo di bassi prezzi dell’energia. Tuttavia i prezzi giocano ancora un ruolo importante: in media i miglioramenti sull’efficienza delle nuove auto stanno rallentando (soprattutto negli Stati Uniti) come conseguenza dei prezzi bassi del petrolio, e la smart policy design deve tenerne conto. 

L’elemento chiave che caratterizza la nostra politica consiste nel delineare criteri minimi di efficienza energetica e nel monitorare la quantità globale di energia utilizzata con questi standard. Possiamo vedere che essa è variabile: l’illuminazione ha una copertura molto alta, a causa della frequenza e dei criteri con i quali l’impianto di illuminazione è cambiato. Anche le automobili, i motori elettrici e i sistemi di riscaldamento mostrano un’alta copertura. Questo perché un certo numero di grandi economie ha standard di efficienza in atto. Alcune, come gli Stati Uniti e il Giappone, hanno avuto questi standard in vigore per un lungo periodo di tempo.

Guardando al totale, notiamo che nel 2016 la copertura efficiente dell’uso globale di energia è cresciuta a circa il 32%. Tuttavia, più del 68% dell’uso globale di energia non è coperto da una politica di efficienza obbligatoria e, inoltre, il progresso di queste politiche varia largamente tra i paesi.

Ci sono due fattori che guidano l’incremento delle politiche di efficienza; il primo di questi è l’implementazione del nuovo o politiche rafforzate. L’altro fattore è costituito da politiche pre-esistenti, che consistono nella sostituzione di vecchi dispositivi con dei nuovi.

Quando esaminiamo l’effetto di questi due fattori scopriamo che il guadagno di efficienza di oggi è dovuto alle politiche del passato. Il tasso di implementazione delle nuove politiche è rallentato drasticamente. Nel 2016, il contributo di nuove politiche per la crescita della copertura era praticamente zero, ed erano anche minimi gli incrementi delle politiche esistenti. A meno che i governi agiscano velocemente per definire nuove politiche, tutti i progressi che sono stati acquisiti fin’ora inizieranno a esaurirsi, nel momento in cui abbiamo bisogno di vedere, invece, un’accelerazione. Un esempio chiave è il settore dei trasporti.

Primo, in relazione alle automobili, vediamo che ben più del 50% del loro consumo energetico è coperto da politiche obbligatorie di efficienza. Tuttavia la situazione è molto diversa per i veicoli pesanti, i quali contano per più del 40% dei consumi totali di energia per i trasporti su strada, ma solo il 16% di questi è coperto da politiche obbligatorie di efficienza. Quasi 40 paesi hanno criteri minimi di efficienza per i consumi energetici delle auto, ma solo 4 paesi li hanno introdotti anche per i veicoli pesanti.

C’è bisogno di un’azione da parte dei decisori politici per migliorare l’efficienza dei carburanti. Le politiche sono in cantiere ma effettive implementazioni e applicazioni devono essere una priorità.

Ci sono tre fattori chiave che guidano le tendenze delle emissioni globali. Il primo è la crescita del PIL. Dal 2014, la crescita globale del PIL ha raggiunto in media poco più del 3%. Questo mette sotto pressione le emissioni globali.  Il secondo compensa questa crescita consistendo nei cambiamenti del mix globale di combustibili, in particolare il passaggio dal carbone verso energie rinnovabili e altri combustibili più puliti. Infine,  il più grande fattore compensativo dell'effetto della crescita economica  sono state le riduzioni dell'intensità energetica, le quali riflettono una riduzione nell’ammontare dell’energia primaria richiesta, a livello mondiale, per produrre un’unità di PIL.

Un importante vantaggio dei miglioramenti nell’intensità energetica globale è la crescita limitata della domanda di energia. Questo è evidente soprattutto in Cina dove la domanda di energia è cresciuta solo dell’ 1% nel 2016. Bassa crescita di domanda significa basse emissioni da combustibili e capacità di creare grandi progressi nel mix energetico complessivo.

Come potete vedere in queste slides, le misure contenute nei NDCs, (nationally determined contributions) che sono incorporate nel nostro Scenario Centrale, sono un buon inizio, ma sono lontane dal raggiungere i nostri obiettivi. Invece, l'intero spettro di tecnologie dovrà essere implementato in modo ancora più efficace in futuro rispetto a quanto pianificato attualmente.
La nostra analisi globale mostra l’importanza chiave delle rinnovabili e dell’efficienza energetica per il raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni, insieme ad altre opzioni, in particolare la cattura e lo stoccaggio del carbonio (il quale, combinato con la bioenergia, può portare a emissioni negative). Questo ha importanti implicazioni per il fluire degli investimenti.
Di seguito, il nostro scenario 2D mostra questo:

gli investimenti dal lato degli approvvigionamenti necessitano di essere reindirizzati, (ma non hanno bisogno di essere sostanzialmente incrementati);

gli investimenti dal lato della domanda per l’efficienza energetica, l’uso dell’elettricità e delle rinnovabili in edifici, industrie e trasporti necessitano di una significativa accelerazione.

 

CONCLUSIONI

Gli investimenti sono crollati del 12% nel 2016, un secondo consecutivo anno di declino, ma la buona notizia è che la spesa nell’efficienza energetica è in controtendenza.

Negli anni recenti ci sono stati degli incrementi nei guadagni in efficienza, nonostante i bassi prezzi dell’energia, e questo determina molti impatti positivi.

Tuttavia, il 68% dell’uso globale di energia rimane scoperto da standard minimi di efficienza energetica e il vigente tasso di politica di implementazione ha bisogno di essere accelerato.

La decarbonizzazione richiede l’integrazione di efficienza e di rinnovabili nel sistema energetico attraverso un approccio politico armonioso.

L’IEA affronta il potenziale di efficienza energetica non raggiunto attraverso la condivisione di conoscenze e la raccomandazione di politiche concrete.

*Senior Programme Officer, International Energy Agency