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2017-12-18 19:49

Pioggia di critiche sul secondo pacchetto Ue sulla mobilità pulita

QUEL CHE C’È DA SAPERE

La Commissione europea ha presentato il secondo pacchetto mobilità pulita, che contiene i nuovi obiettivi per le emissioni medie di CO2 del nuovo parco autovetture e veicoli leggeri dell'Ue, indicando una riduzione del 15% entro il 2025 e del 30% entro il 2030, rispetto alle emissioni medie del 2021. Per la Commissione si tratta di un passaggio fondamentale “per accelerare la transizione ai veicoli a basse e a zero emissioni”. È stata invece accantonata l’ipotesi di indicare l’obiettivo di un 30% di vetture “pulite” per ogni casa automobilistica entro il 2030 e si è scelto di operare sulle emissioni medie della produzione complessiva di ogni costruttore. Scelta che ha provocato critiche da parte di socialdemocratici e verdi al Parlamento europeo, che la giudicano inadeguata.

Secondo l’associazione europea dell’industria automobilistica (ACEA), invece, il target indicato per il 2025 è troppo ravvicinato e bisognerebbe concentrarsi sull’obiettivo del 2030, riducendo al 20% il 30% indicato dalla Commissione Ue, che è eccessivo.

Critiche anche dall’associazione europea per la promozione del gas e del biometano come carburanti (NGVA), che contesta la scelta di calcolare le emissioni di CO2 al tubo di scappamento anziché sull’intero processo di vita dell’auto. In questo modo, sostiene la NGVA, la scelta della Commissione non è tecnologicamente neutra ma favorisce le auto elettriche, perché non vengono valutate le emissioni legate alla produzione e allo smaltimento delle batterie, oltre che alle ricariche. In questo modo, solo le auto elettriche risultano “pulite”.