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2017-11-19 22:14

Gasdotto TAP, la Consulta giudica inammissibile il ricorso della Regione Puglia

QUEL CHE C’È DA SAPERE

La Corte costituzionale ha pubblicato la sentenza con cui il 10 ottobre ha giudicato inammissibile il conflitto sollevato dalla Regione Puglia contro lo Stato in relazione al procedimento di autorizzazione alla realizzazione del gasdotto Trans Adriatic Pipeline (TAP). La sentenza conferma la validità del provvedimento che ha autorizzato la costruzione del gasdotto.

Nel ricorso in cui sollevava conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato, la Regione Puglia ricordava di aver espresso il proprio dissenso motivato sul progetto relativo alla costruzione del gasdotto TAP, con la deliberazione della Giunta regionale n. 2566 del 2 dicembre 2014, e che a fronte di tale diniego il procedimento era stato rimesso alla presidenza del Consiglio e si era concluso con il rilascio da parte del ministero dello Sviluppo economico dell’autorizzazione alla costruzione del gasdotto, senza che fosse “mai stata intrapresa alcuna trattativa con la Regione per trovare una soluzione quanto più possibile condivisa”. Il silenzio del ministero era continuato anche di fronte a due diffide inviategli dalla Regione nel giugno e settembre 2016, con cui chiedeva di riesaminare la procedura per l’adozione del provvedimento di autorizzazione alla costruzione del gasdotto e, conseguentemente, di annullarlo o revocarlo.

Nella sua sentenza, la Corte costituzionale afferma che la Regione Puglia, invece di sollevare il conflitto di attribuzioni, avrebbe dovuto impugnare l’atto del governo, cosa che non ha fatto. Scrive infatti la Consulta: “Non è in discussione, in astratto, l’ammissibilità di ricorsi per conflitto di attribuzione aventi ad oggetto condotte omissive, laddove esse siano realmente idonee a produrre un’immediata violazione o menomazione di attribuzioni costituzionali (sentenze n. 276 del 2007, n. 187 del 1984, n. 111 del 1976).

Tale idoneità lesiva è tuttavia assente laddove l’inerzia dell’amministrazione a fronte di un’istanza ad essa rivolta possa essere interpretata solo come una mancata risposta ad una sollecitazione non vincolante e non come un comportamento omissivo concludente volto a negare attribuzioni costituzionali (sentenza n. 276 del 2007).

È ciò che è accaduto nel caso di specie, in cui il silenzio sulle istanze regionali non è significativo, non potendosi attribuire ad esso idoneità lesiva.

Il conflitto, pertanto, è inammissibile perché difetta dei necessari requisiti di attualità e originarietà, mirando in sostanza, come correttamente eccepito dall’Avvocatura generale dello Stato, a superare la mancata impugnazione del provvedimento di autorizzazione (adottato in data 20 maggio 2015) alla realizzazione del gasdotto TAP, unico atto potenzialmente lesivo delle attribuzioni regionali”.