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2018-07-20 00:47

Relazione della Corte dei conti europea su energia e cambiamenti climatici

QUEL CHE C’È DA SAPERE

La Corte dei conti europea ha pubblicato una relazione sull’Azione dell’Ue in materia di energia e di cambiamenti climatici, in cui fa una panoramica della politica dell’Unione in materia e analizza 269 relazioni di audit su questi temi, pubblicate tra il 2012 e il marzo 2017 dall’Ue e dagli Stati membri.

La Corte dei conti europea fa proprio l’assunto secondo cui “i cambiamenti climatici e le loro cause non sono più oggetto di gravi dispute nel mondo scientifico. Da quasi trent’anni migliaia di scienziati di tutto il mondo contribuiscono alle conoscenze scientifiche sui cambiamenti climatici e sul loro impatto ambientale e socioeconomico tramite il Gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici (IPCC). Secondo l’IPCC, l’influenza dell’uomo sul sistema climatico è chiara e evidente nell’aumento delle concentrazioni di gas a effetto serra nell’atmosfera e nel riscaldamento osservato. Il nesso fra tale aumento e l’aumento della temperatura della Terra è stato spiegato in maniera convincente”.

Per quanto riguarda l’obiettivo dell’Ue di realizzare un mercato interno dell’energia e garantire la sicurezza dell’approvvigionamento, la Corte segnala tre problemi:

  • nonostante gli indubbi progressi compiuti, l’obiettivo dell’Ue di completare il mercato interno dell’energia non è stato conseguito e permangono differenze nel modo in cui gli Stati membri attuano il quadro giuridico dell’Ue e gestiscono i propri mercati;
  • le infrastrutture energetiche non sono ancora concepite per mercati pienamente integrati e attualmente non forniscono un’efficace sicurezza dell’approvvigionamento;
  • la cooperazione tra gli Stati membri in materia di infrastrutture transfrontaliere risulta ancora problematica.

Nel settore delle energie rinnovabili, la Corte osserva che, a un macrolivello mondiale, negli ultimi anni si è assistito a una rapida crescita delle industrie legate alle energie rinnovabili e a una diminuzione dei costi, per esempio nei settori dell’energia eolica e solare. Tuttavia, a un microlivello, a livello nazionale o di Ue, vi sono problemi:

  • ostacoli agli investimenti;
  • un insoddisfacente rapporto costi-efficacia;
  • problemi di monitoraggio e valutazione.

La Corte dei conti europea sottolinea che “il rapporto costi-efficacia delle misure e il livello di sostegno pubblico sono temi ricorrenti nelle relazioni di audit sull’energia rinnovabile Nel 2014 la Corte ha constatato che il rapporto costi-efficacia non era stato il principio guida per la pianificazione e l’attuazione dei progetti di energie rinnovabili. Sono stati rilevati inoltre casi in cui erano stati erogati più fondi pubblici di quanto fosse necessario per rendere economicamente remunerativi i progetti”.

Pe quanto riguarda l’efficienza energetica, la Corte segnala:

  • ritardi nel conseguimento degli obiettivi e nel varo dei programmi;
  • un insoddisfacente rapporto costi-efficacia;
  • lacune nel monitoraggio e nella valutazione dei programmi.

Infine, per quanto riguarda il sistema di scambio di quote di emissioni dell’Ue (ETS), la Corte dei conti europea osserva che quasi tutti gli audit pubblicati dopo il 2012 si riferiscono alla fase 2 del sistema, che interessa il periodo compreso tra il 2008 e il 2012. Solo una relazione ha affrontato la terza fase dell’ETS, che copre il periodo 2013-2020. Le relazioni di questi audit mettono in discussione:

  • l’efficacia del sistema, a causa dell’eccesso di quote di emissioni e dei conseguenti modesti prezzi delle quote stesse;
  • la mancanza di una valida giustificazione per il sostegno nazionale fornito a imprese ad alta intensità di energia, dichiarate a rischio di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio;
  • aspetti specifici dell’attuazione.