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2018-10-16 01:50

Trivelle, due sentenze della Corte costituzionale a favore delle Regioni

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Doppia sentenza della Corte costituzionale a favore delle Regioni in materia di trivellazioni. Con la sentenza n. 170, la Consulta ha parzialmente accolto il ricorso presentato da Abruzzo, Marche, Puglia, Lombardia, Veneto, Campania e Calabria, dichiarando l’illegittimità costituzionale dei commi 7 e 10 dell’art. 38 del decreto “Sblocca Italia” (decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133 convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164).

Il comma 7 è stato giudicato incostituzionale nella parte in cui non prevede un adeguato coinvolgimento delle Regioni nel procedimento finalizzato all’adozione del decreto del Ministero dello sviluppo economico con cui sono stabilite le modalità di conferimento del titolo concessorio unico, nonché le modalità di esercizio delle relative attività di ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi.

Per quanto riguarda il comma 10, è stata accolta la tesi delle Regioni ricorrenti, secondo le quali la norma consente l’autorizzazione di progetti sperimentali di coltivazione di giacimenti di idrocarburi previo mero parere delle Regioni interessate sebbene, incidendo in materie di competenza concorrente, sarebbe necessaria l’intesa.

Facendo seguito a questo pronunciamento, la Corte Costituzionale ha emesso la sentenza n. 198, con cui ha accolto il ricorso della Regione Abruzzo e ha annullato il decreto del Ministro dello sviluppo economico del 25 marzo 2015 (Aggiornamento del disciplinare tipo in attuazione dell’articolo 38 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164), perché adottato senza adeguato coinvolgimento delle Regioni.

Adesso, nel mirino delle Regioni c’è l’analogo decreto del 7 dicembre 2016 (Disciplinare tipo per il rilascio e l’esercizio dei titoli minerari per la prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in terraferma, nel mare territoriale e nella piattaforma continentale), che aveva già sostituito quello del 2015, poi annullato dalla Consulta. Il decreto del 7 dicembre 2016 è stato impugnato con un ricorso straordinario al Capo dello Stato da Calabria, Basilicata, Puglia, Abruzzo, Marche e Veneto, che contestano la mancata intesa con le Regioni.